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Il paese delle meraviglie

Il paese delle meraviglie

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La scheda del film è presente anche nel libro Dispersi. Guida ai film che non vi fanno vedere, a cura di Alberto Brumana, Carlo Prevosti, Sara Sagrati e Marco Valsecchi ed edito da Falsopiano.

Elle Fanning fino a pochi mesi fa era solo la sorella di Dakota, la bambina-attrice dall’urlo facile de La guerra dei mondi (2005) di Steven Spielberg. Ora che la vittoria alla Mostra di Venezia con Somewhere l’ha resa una delle più giovani star hollywoodiane (nel 2011 sarà in Super 8 di J.J. Abrams, in Twixt Now and Sunrise di Francis Ford Coppola e in We Bought a Zoo di Cameron Crowe), fa piacere ritrovarla nel film che l’ha realmente lanciata negli Usa come attrice protagonista.

Nel film interpreta Phoebe, una bambina che soffre della sindrome di Tourette (disordine per il quale si hanno incoercibili pulsioni a compiere gesti o proferire parole volgari), e lo fa con estrema naturalezza, attorniata da un cast femminile davvero eccellente, con Felicity Huffman nel ruolo della madre e un’intensissima Patricia Clarkson in quello dell’insegnante di teatro. Proprio attraverso il teatro Phoebe si costruisce un mondo tutto per sé, nel quale dimenticare i propri problemi e ritrovare quella speranza che, a nove anni, già pensava di aver perso. Daniel Barnz riesce, in fase di scrittura prima e in quella di regia poi, a rendere una storia come questa mai banale. La presa di coscienza della sindrome, da parte di Phoebe e della sua famiglia, è infatti graduale e ben collegata al mondo di Alice nel paese delle meraviglie. Lo stile registico passa con stupefacente facilità dal crudo realismo delle crisi della ragazzina ai momenti fantastici e surreali in cui Phoebe si immagina realmente all’interno di quell’universo fatato.

Quella che inizialmente poteva sembrare solo la storia di una famiglia “difficile”, diventa così uno splendido racconto che non può che coinvolgere e commuovere.

Curiosità
La sindrome di Tourette è stata riscoperta al cinema negli ultimi anni. Ne soffrono, ad esempio, Holly Hunter in The Big White (Mark Mylod, 2005), Sara D’Amario in Caos calmo (Antonello Grimaldi, 2008), Efren Ramirez in Crank: High Voltage (Mark Neveldine e Brian Taylor, 2009). In precedenza, il film più famoso in cui il protagonista ha la sindrome di Tourette è sicuramente Qualcosa è cambiato (James L. Brooks, 1997).

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