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Il Lido a Milano: Pregiudizio n.8

Una scena di Venus noireIn questa rubrica vengono raccolti i pregiudizi sui film di Venezia, che vengono criticati prima di essere visti. Il giorno successivo il voto del pregiudizio viene confrontato con la media dei voti degli inviati di Hideout che effettivamente hanno visto il film e al termine della Mostra, dopo l’annuncio dei vincitori, si saprà la verità: ha avuto ragione la previsione o la postvisione?

Iniziamo dai film di ieri: ecco i voti a confronto.

Promises Written in Water
Pregiudizio: 4
Postgiudizio: 4.4

Noi credevamo
Pregiudizio: 5.5
Postgiudizio: 4.6

Balada triste de trompeta
Pregiudizio: 8
Postgiudizio: 6.5

Passiamo ora ai film di oggi:

Venus noire
Abdellatif Kechiche ha girato tre film prima di questo negli ultimi dieci anni, senza mai sbagliare un colpo. Con Venus noire cambia completamente soggetto, raccontando la vera storia di una donna africana ridotta in schiavitù ed esposta nei freak show europei un paio di secoli fa. Una sorta di Elephant Man al femminile, che coinvolge e sconvolge: qualche premio lo porterà a casa.
Voto: 7,5

Attenberg
Sarò sincero. Conosco poco, per non dire per niente, Athina Rachel Tsangari, l’autrice di questo film e prima, nel 2000, di The Slow Business of Going. Ma la storia dell’amicizia / amore tra due ragazze sole e bisognose di affetto mi risulta indigeribile già al primo impatto. Irritante.
Voto: 4.5

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