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Un gabbiano tra i tetti di Milano

Un gabbiano tra i tetti di Milano

Dalla fuga alla paura il passo è breve. Eppure il risultato è molto diverso. Dimenticate il Gabriele Salvatores dei viaggi e dell’Oscar, Happy Family, dedicato appunto a tutti quelli che hanno paura, è un film leggero e facile, fin troppo. Il regista napoletano di nascita e milanese d’adozione imbocca la strada della commedia insieme a vecchi amici (Abatantuono, Bentivoglio) e nuove conoscenze. Il prodotto è piacevole e divertente. Ma al di là del compitino ben fatto non si va. Dall’avvio teatrale (che palesa l’origine del lavoro di Alessandro Genovesi) con i personaggi che, sguardo in camera, si presentano direttamente agli spettatori, fino al viaggio in barcavela finale, passando per il gioco metalinguistico dell’autore che incontra i propri personaggi, tutto scorre via senza particolare pathos.

A salvare Happy Family sono così gli attori (bravi) e i sorrisi del pubblico: la comicità di De Luigi e compagni si sposa bene con il favoloso mondo di Milano, fotografato sullo schermo con dei colori e un’angolazione nuovi. Il risultato è una sorta di “iperrealtà” meneghina (con tanto di gabbiano finito chissà perché in una città senza mare) che pare uscita da un sogno di mezza estate. Il tutto è condito con un’abbondante dose di rosso sparso sugli abiti dei personaggi e le musiche di Simon e Garfunkel. Durante la proiezioni si pensa molto spesso ai Tenenbaum di Wes Anderson, ma privati della vera forza disfunzionale che li contraddistingueva. La storia raccontata da Salvatores, al contrario, sembra solo un pretesto per la battuta o la citazione (si arriva persino a I soliti sospetti) e l’autocitazione (quando Abatantuono chiede a Bentivoglio se per caso non si sono già visti da qualche parte, forse in Marocco).

Se però vi accosterete senza particolari aspettative nei confronti di Happy Family, allora vi accorgerete che i novanta minuti scorrono via veloci e gradevoli. E che per una tranquilla serata al cinema ci si può benissimo godere le atmosfere, le risate, le immagini, gli attori e la musica di questo film. E farsi serenamente distrarre da tutto il resto. Di questi tempi non è poco.

Curiosità
In occasione dell’uscita della pellicola, la Colorado Film ha proposto un tour in bicicletta per le strade di Milano sui luoghi del film: da Piazza San Babila a via Paolo Sarpi, passando per altre stradine riscoperte proprio da Salvatores.

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