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cultura dell'immagine e della parola

La morte è
un business

Va bene, il tema è un po’ delicato e gli scongiuri sono d’obbligo, ma non avete mai pensato che anche le pompe funebri si fanno pubblicità? E perché no, in fondo il mercato mortuario in Italia è decisamente in crescita e in un solo decennio è aumentato dell’86%, impiegando 6.500 operatori, a fronte di una “domanda” sempre costante.

E allora perché non aumentare la propria clientela cercando di attrarre qualche nuovo cliente? Non sono lontani i tempi del film Bara con vista in cui due impresari funebri si facevano la guerra a colpi di vecchietti. E proprio dalla Gran Bretagna, forse sarà un tema a loro caro, arriva una nuova proposta formativa: un corso di laurea biennale per diventare imprenditori mortuari.

Certo, con un “servizio” del genere, bisogna essere molto cauti, ma gli esempi si sprecano. Se, in passato, le aziende di settore si sono maggiormente concentrate in attività di sponsorizzazioni sportive, specialmente di squadre locali, o in azioni spiritose come i perizoma con su scritto “Il paradiso può attendere” e i boxer con “Tieni duro”, più recentemente si è passati a veri e propri spot e billboard.

Divertentissimo è il cartellone pubblicitario affisso nella metropolitana di Londra tra la banchina e i binari del treno con su scritto: “Come a little closer”. Da ridere anche i numerosi gadget, tra cui il famoso portachiavi a forma di bara. Su internet, poi, sono visibili veri e propri spot dal payoff: “Noi ti aspettiamo… Il più tardi possibile”.

I modi per pubblicizzarsi e “uscire dalla massa” sono i più svariati: umorismo, serietà e compostezza, sono le chiavi in cui più spesso viene interpretata la promozione delle imprese funerarie.
Il servizio proposto e la modalità di promozione, di sicuro sono temi molto delicati e bisogna cercare di non scadere nel trash, come ha invece fatto un’impresa di Padova, che ha deciso di utilizzare ragazze sensuali che ammiccano dalle lapidi: “Il nostro amore ti accompagnerà per sempre in cielo”.

Allora, vi ho convinto? Pubblicitari di tutto il mondo unitevi, c’è da cominciare a pensare a nuove strategie e idee per un settore ancora “vergine”, ma dall’altissimo potenziale.

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