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Le nuove torture di Ellen

Le nuove torture di Ellen

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Ellen Page ha un rapporto particolare con i Dispersi. Praticamente ogni suo film o esce in ritardo rispetto al resto del mondo (vedi Juno), o viene pubblicato direttamente in dvd (Hard Candy), oppure viene totalmente ignorato dalla distribuzione, come nel caso di The Tracey Fragments o di An American Crime. Ma la stessa storia che vede la Page protagonista è un caso disperato di Dispersi: oltre a questo film, anche The Girl Next Door tratta la stessa vicenda. Distribuito negli Stati Uniti più di un anno fa, da noi è da mesi in attesa di uscita per la distribuzione di Iguana Film.

Ma veniamo ad An American Crime. Avevamo già visto la Page impegnata su argomenti simili in Hard Candy: se in quel caso era lei stessa a fare da esca a un pedofilo, in questo il suo è un personaggio totalmente passivo, in balia di una folle donna pronta a tutto pur di difendere i suoi figli. Anche lo stile registico di Tommy O’Haver (che fino a oggi si era impegnato soprattutto in commedie) si può definire passivo. Osserva con molto pudore una vicenda terribile, raccontando la parte processuale con i testi originali raccolti in aula ed evita di mostrare le scene più violente, rimanendo lontano dal genere horror che invece ha maggiormente contaminato The Girl Next Door. Questo è al tempo stesso il pregio e il limite del film. È un pregio, perché non vuole giudicare moralmente i colpevoli del crimine, lasciando i commenti allo spettatore. È però anche un limite perché proprio questo non voler essere di parte finisce per non rendere così evidente quello che è lo scopo del film, come descritto già dal titolo: che è cioè l’intera società americana a essere colpevole, concedendo a un gruppo di bambini, neanche fossero sull’isola del signore delle mosche, di poter commettere ogni tipo di crimine senza avere nessun senso di colpa.

Ma quello che O’Haver non riesce a far emergere è il perché di tutto ciò. Come gli stessi ragazzini del film: quando a loro viene chiesto il motivo di tanta violenza, la risposta è «Non so». Peccato, perché di sicuro non si tratta di un brutto film, che però con un livello di approfondimento maggiore, sarebbe potuto diventare un piccolo classico del genere.

Curiosità
Oggi Ellen Page ha quasi 22 anni. Ha interpretato una 14enne (Hard Candy), due volte una 16enne (Juno e An American Crime) e una 17enne (Smart People). Riusciranno finalmente a darle un ruolo da maggiorenne?

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