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E grazie per l’attenzione. Io vado

E grazie per l’attenzione. Io vado

Ricordando l’Apocalisse, Kurt Vonnegut jr. torna indietro nel tempo agli splendenti giorni tra il 13 e il 15 febbraio 1945, quando i bombardieri americani rasero al suolo la città di Dresda, uccidendo più o meno (numero più, numero meno… cosa conta con queste cifre?) 135.000 persone, sviluppando una potenza di fuoco che superò quella delle bombe atomiche su Nagasaki e Hiroshima. Lui era lì, sessant’anni fa. Allo stesso modo in uno dei racconti presenti in questa raccolta di scritti inediti si spinge dalla parte opposta, nel futuro, anno 2037, un futuro di pace dove esiste solo l’Esercito del Mondo, perché “con un solo esercito non ci saranno più guerre”. Ma sappiamo come la verve letteraria di Vonnegut si tinga spesso di un’ironia talmente cupa da non lasciare intravedere nemmeno un lumino di speranza.

I viaggi temporali sono sempre stati un cruccio del defunto grande scrittore americano, si pensi solo a Mattatoio N.5, o La crociata dei bambini, forse il suo romanzo più conosciuto. In tutti questi anni ha continuato a portare avanti una crociata personale in favore della pace, denunciando l’atrocità e la follia della guerra, di ogni guerra, e in particolare di quella guerra, fino al giorno della sua morte, il 10 aprile 2007.
Sembra quasi che dall’inizio alla fine della vita di Vonnegut ci sia qualcosa di incisivo, marchiante. Quasi scritto. Disse: “Ho sempre avuto la massima fiducia in ciò che scrivo, e gli altri sembrano avere la massima fiducia in ciò che scrivo…”. È così.

Ricordando l’Apocalisse dobbiamo ricordarci chi siamo e dove stiamo andando a finire. Perché le cose non capitano e basta, e Kurt lo sapeva benissimo. Perciò noi non possiamo fare altro che ringraziarlo per tutto quello che ha scritto in questi anni. Ringraziare, come ha fatto lui con le ultime parole dell’ultimo discorso che ha scritto (poi letto dal figlio ad Indianapolis il 27 aprile 2007). Forse le migliori che poteva scegliere per congedarsi.

«E grazie per l’attenzione. Io vado»

L’autore
Kurt Vonnegut Jr. (Indianapolis, 11 novembre 1922 – New York, 10 aprile 2007) è stato uno scrittore statunitense di romanzi e racconti. Partendo dalla fantascienza, la sua produzione letteraria si è orientata verso la satira tanto di carattere sociale quanto politico e sulle annotazioni di costume di impegno umanistico. Tra i suoi romanzi più famosi, oltre al già citato Mattatoio N.5, ci sono: Ghiaccio-nove, Piano meccanico, Madre notte, La colazione dei campioni.

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