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Nuove strade

Nuove strade

La storia di un ragazzo padre, vedovo e dermatologo, che è circondato da amici/colleghi simpatici che cercano di distrarlo/aiutarlo con pastasciutta al sugo e Silent Hill alla Playstation, che è inseguito da una coetanea, una vecchia conoscenza che rivanga il passato e parla sempre del suo ex ragazzo – una storia finita male – ma a lui, di questa, non gliene frega niente, che è voluto bene da tutti ma tutti lo compatiscono un po’ e lui, questo, proprio non lo sopporta. Poi un giorno, finalmente (benedetto giorno!), incontra lei che è di un’altra categoria, che lo aiuta con la bambina, che lo guarda nella testa (ma gli parla al cuore), che corre insieme a lui, che, sì insomma, lei poi è proprio una ventata di freschezza in una vita che sta andando un po’ a rotoli, perché il peso che lui si porta dietro e dentro è davvero insostenibile.

Dirige con destrezza Luca Lucini, che dopo i due film scamarciocentrici (Tre metri sopra il cielo e L’uomo perfetto) e la commedia pop (Amore, bugie e calcetto) sceglie un taglio più drammatico, senza rinunciare al gusto della battuta per sdrammatizzare, appunto. Al centro della vicenda due attori come Luca Argentero e Diane Fleri, che sembrano azzeccati per la mission. Che non è impossibile, anzi, tutt’altro. Solo un padre si presenta subito come un film incentrato sul rapporto padre/figlia e lentamente (senza colpi di scena, ma con diverse sorprese) si sposta su altri binari, certamente più scomodi, toccando argomenti come la morte, la solitudine, la rieducazione sentimentale. E anche se si spinge un po’ troppo spesso verso i primi piani dei bei protagonisti, e il melò tende alla lacrimuccia ripetuta, tutto sembra sincero, generoso, senza troppi tranelli o trappole.

Anche perché si tratta di un film che racconta alcune sfumature dell’amore dato e ricevuto e, curiosamente, lo fa con una certa originalità. Sì, insomma, si capisce dopo subito che lui e lei se la intendono, ma questo rapporto sentimentale viene raccontato in un modo non convenzionale, soprattutto nel finale. Solo un padre cresce così progressivamente e simultaneamente ai sentimenti, non abbandona mai il melò e sfiora di continuo la commedia. Fortunatamente e con sobrietà.

Curiosità
Diane Fleri, già vista in Come te nessuno mai e Mio fratello è figlio unico, sarà protagonista, prossimamente, di altri tre film: Il prossimo tuo di Anne Riitta Ciccone, Quell’estate di Guendalina Zampagni, Io sono l’amore di Luca Guadagnino.

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