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cultura dell'immagine e della parola

Nascondiglio al Lido
Diario, 4° episodio

Wes Anderson sul set di <i>The Darjeeling Limited</i>” />Non ci sono dubbi, a Venezia oggi il protagonista è Bill Murray. Già da giorni i più attenti lo avevano visto aggirarsi per le strade dal Lido. Invitato da Clooney, dicevano alcuni, venuto in anticipo dalla Svezia dopo essere stato multato per guida in stato di ebbrezza, dicevano altri, i più maliziosi. Sta di fatto che, malgrado la sua parte in <em>The Darjeeling Limited</em> (tra l’altro uno dei più interessanti film in concorso) lo porti sullo schermo per poco più di un minuto, è stato lui il più richiesto dai giornalisti durante la conferenza stampa. </p>
<p>Ed è stata sua la dichiarazione più divertente: a chi gli chiedeva come fosse stato girare questo film, ha risposto: «E’ stato il mio miglior film, sono stato mandato in India per quindici giorni, ho lavorato un giorno e ho girato il Paese due settimane. Il mese successivo sono stato mandato nuovamente in India, ho lavorato un giorno e ho fatto shopping per due settimane. Ora sono stato mandato a Venezia, sto facendo un’ora di interviste e per una settimana mi sono divertito girando per la città. Il mio miglior film». Geniale, come sempre.</p>
<p>A parte quella di Wes Anderson, è stata la giornata delle pellicole oversize. 151 minuti per <em>La graine et le mulet</em>, addirittura 155 per <em>L’assassinio di Jesse James</em>. Ieri, passando davanti alla postazione in cui registravano Cinematografo, Marzullo faceva parlare gli ospiti (lui non parlava, assisteva basito) proprio su questo argomento. Insomma, sono d’accordo con Marzullo. Inizio a pensare che i capelli bianchi che mi stanno spuntando sulla testa non significano che sto diventando brizzolato e sexy come George: forse sto solo invecchiando.</p>
				<p class= A cura di Alberto Brumana
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