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Non proprio silenziosa

Non proprio silenziosa

Questa ennesima pellicola tratta da un fortunato videogioco, pur allineandosi su un filone di (quasi) sicuro successo, non riesce a convincere fino in fondo. Se ne ha la sensazione per tutte le due ore del film, si cerca il motivo di questa mancata efficacia comunicativa, e ciononostante, la matassa delle nostre perplessità non viene sbrogliata pienamente. Sarà la mancanza di un ritmo davvero incalzante (troppo frequenti le sequenze di inseguimento protratte oltre un limite ragionevole), o forse l’assenza di una vera coerenza tra le diverse fasi del film, fatto sta che non si ha mai la sensazione di essere pienamente assorbiti da quanto avviene sullo schermo. Ed è un peccato, perché gli scenari sono veramente suggestivi, gli attori molto ben calati nella parte, e la trama sicuramente avvincente. Sfortunatamente, non si trova un forte nesso tra il potere esoterico e malvagio della piccola Alessa (Jodelle Ferland) e le numerose creature che ostacolano mamma Rose (Radha Mitchell), tra le quali spicca quella dell’implacabile (e gigantesco) boia dalla testa a piramide.

Le grandi suggestioni delle atmosfere create da Carol Spier, scenografa a lungo collaboratrice di Cronenberg, e da Patrick Tatopoulos, mago degli effetti speciali in film come Independence Day (id., Rolenf Emmerich, 1996), Io, Robot (I, Robot, Alex Proyas, 2004) e Godzilla (id., Roland Emmerich, 1998), offrono un ottimo scenario all’azione degli attori, e si rivelano uno dei cardini portanti di questo film.

Una nota decisamente stonata è invece l’orgia di sangue e violenza che chiude il film, troppo sopra le righe rispetto al tono della narrazione fino a quel punto mantenuto pericolosamente vicina allo splatter.
Sembra inoltre che il cinema horror soffra di una sorta di “Sindrome da The Ring”: lo spettatore è ormai saturo di bambine dai lunghi capelli scuri che incarnano l’odio con facce implacabili, e di creature il cui potere orrorifico stia nei movimenti sincopati e imprevedibili. Se ci si svincolasse da quello che è ormai diventato un topos cinematografico, tutto il genere ne acquisterebbe in freschezza e originalità.

Curiosità
La piccola Jodelle Ferland, dodici anni appena compiuti, ha già alle spalle una trentina di film e serie televisive, molte delle quali a sfondo horror-satanico o esoterico. Lecito domandarsi quali effetti possa avere su di lei il vedersi così frequentemente trasformata in una macchina di morte ricoperta di sangue.

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