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cultura dell'immagine e della parola

The Vines – Winning Days

Artista: The Vines
Brano: Winning Days
Singolo: Winning Days
Regia: Oliver Gondry e Michel Gondry
Anno: 2005


Sono giovani, sono carini, hanno le idee chiare.
Craig Nicholls, alla voce, Patrick Matthews (Basso), Hamish Rosser (Drums) and Ryan Griffiths (Chitarra), omaggiano la solidità e i sentieri già percorsi, con un che di creativo.
Decenni di sperimentazione musicale, urti armonici, aggressioni vocali e violenze al pentagramma, di chitarre bruciate, di amplessi sul palco, di poveri pipistrelli decapitati a morsi, hanno sorvolato a mille miglia di quota la testa dei Vines quando hanno scritto questo pezzo.
Meglio seguire il filo sottile e morbidamente adagiato sulle soffici zolle verdi della beat generation, stantio ma collaudato percorso verso il successo.
Non vogliono rifondare la storia del rock, questo lo si capisce subito, almeno non per ora, ma hanno in mente qualcosa che funziona, anche se già masticato da qualcun altro.
Il loro sound è patinato, campestre e raffinato, a tratti eccessivamente semplice, ma capace di muovere delle corde inconsce, insospettabilmente divertenti. Ci si può facilmente sorprendere mentre si segue con un sorriso ebete aggrappato agli angoli della bocca il loro ritmo pacioso e tranquillo.
E del resto, se riescono a vendere più di un milione di copie del loro primo album Highly Evolved un motivo ci deve pur essere e potrebbe essere ricercato più che nella novità della confezione dei loro brani, nella raffinatezza dei loro arrangiamenti e soprattutto del costrutto scenografico e nel messaggio che ne deriva. Un ricordo al contrario, un miraggio indelebile nella memoria ai confini tra new age e il pop-freak, dove tutto ha un sapore vagamente retrò.
Si presentano nel video semplicemente a lavoro, con i loro strumenti a tracolla e un look che richiama esplicitamente quello degli anni Ottanta, oggi così tanto di moda. In loro sembra digerita, metabolizzata ogni forma di contestazione, ogni attrito con la società, almeno così è nel video di Winning Days. Quello che conta adesso è l’armonia non solo con la natura, con il prossimo, col cosmo intero, ma soprattutto con sé stessi.
Il video fa un uso abbondante e un po’ ingenuo quando non kitsch, del passo uno e di immagini velocizzate alla Koyaanisqatsi.
Un muro cresce, si sviluppa, serpeggia, si muove defilandosi attraverso vallate, alberi, prati immensi, insinuandosi tra i musicisti, scavalcando altri muri, annodandosi. Fiori compongono coreografie sgraziate, fiamme divampano da torri di legno. Decisamente deve essere stato un lavoro non indifferente costruire fotogramma per fotogramma quelle sequenze, forse un po’ sproporzionato se rapportato alla spettacolarità contenuta del risultato.
E ancora. [img4]
Buche che si riempiono di acqua e sangue, un sole che urla colori al tramonto, questo video, se visto in un momento di particolare grazia, potrebbe persino mettere un piede nell’arte sperimentale visiva. Ma è e rimane semplice, scarno. Non osa andare oltre il proprio compito di video promozionale, eppure il goal era li, a portata di mano.

Curiosità
Il regista di questo video (non troppo esaltante) ha un cognome familiare: Oliver Gondry, il fratello di Michel. Questo lavoro è frutto di una collaborazione tra i due. Le sculture presenti nel video sono ispirate a Andy Goldsworthy
Per gli ultimi tre video dei Vines (Highly evolved, Outtathaway, Get free) dare un occhio qui: www.thevines.com/musicvideos

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