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L’esperienza di Sasha

L'esperienza di Sasha

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È la favola di una Pretty Woman contemporanea, che può fare shopping da sola nelle più scintillanti boutique di Manhattan. Ma quanto Julia Roberts era trasparente, comprensibile, definita nel suo personaggio, nel suo carattere, così Sasha Grey è fuggevole, frammentata, nascosta. Sfocata e catturata attraverso degli specchi, la visione di lei è sempre ostacolata, difficile.

Esattamente il contrario di come solitamente appare nei suoi film pornografici, dove la visione totale, artificiosa ma realistica, rappresenta l’unica modalità attraverso la quale il messaggio può passare. Soderbergh non sceglie una pornostar solo per fare un film su una squillo, ma sceglie l’illusione del sesso per rappresentare uomini e donne più interessati a investire che a scopare, o amare. Secondo film della nuova saga antihollywoodiana di Soderbergh, The Girlfriend Experience segue Bubble del 2005. Due film a basso budget che possono essere considerati schegge impazzite penetrate nella grande industria cinematografia americana. Il regista qui si concentra sulle modalità del “vendere” più che su quelle del “vedere”: Chelsea è più che casta in questo film, e l’intera pellicola si mostra rigorosa e senza eccessi. Basti pensare all’inquadratura che la apre: una superficie color del metallo, che dà subito una sensazione di freddo silenzio.

Come spesso accade per l’arte contemporanea, ci si deve concentrare più sulla sensazione che comunica rispetto al messaggio che trasmette. Così è per “L’esperimento fidanzata”: L’impressione che se ne ricava è che sotto la superficie possa non esserci nulla e che in ogni contatto umano abbia più valore l’idea onanista chiusa dentro la nostra testa rispetto alla vera identità di chi ci sta di fronte. Una poetica riassunta nel breve, tristissimo abbraccio di Chelsea con il suo ultimo cliente.

Curiosità
Marina Ann Hantzis, a.k.a. Sasha Grey, a soli 23 anni è accreditata in circa 200 film pornografici. Nel 2010 ha vinto agli AVN Awards, gli Oscar del porno, nelle categorie miglior scena anale e miglior scena orale, premio che si era già aggiudicata nel 2008. Il suo pseudonimo fa riferimento sia al Dorian Grey di Wilde che alla “scala grigia” della sessualità di Kinsey, tra l’omosessualità e l’eterosessualità. Leggenda vuole che durante una gang bang fetish abbia incitato l’attore coinvolto a darle “un pugno nello stomaco”. La Grey, considerata l’erede di Jenna Jameson, ha annunciato nel 2011 il ritiro dalle scene hard.

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