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Dieci inverni. Un amore

Dieci inverni. Un amore

“Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai, potranno scegliere imbarchi diversi, saranno sempre due marinai”. Così cantava Francesco De Gregori, e così sono Camilla e Silvestro. I due protagonisti del film di Valerio Mieli sono esattamente come i due marinai della canzone, ognuno segue la propria strada senza mai perdere di vista l’altro, fino all’inevitabile conclusione in cui le due strade convergono. Camilla e Silvestro si incontrano a diciotto anni, a Venezia. Hanno sogni e progetti, sono due viaggiatori del mondo che si scoprono complici. Passando da Venezia a Mosca, si perdono, si ritrovano e si avvicinano. Il tutto attraverso una narrazione che procede a siparietti.

L’opera prima di Valerio Mieli affronta il racconto portando sullo schermo dieci tranche de vie, una per ogni anno, una per ogni inverno. Attraverso questi tableaux vivants, si dispiega sullo schermo la relazione tra Camilla e Silvestro. Con il trascorrere degli anni, cambia la loro relazione, e con essa cambiano anche loro due. Venezia e Mosca, due tappe obbligate di un romanzo di formazione “di coppia” che non lascia mai posto alla banalità, passando dall’adolescenza all’età adulta. Due città così magiche e così diversamente romantiche: la prima è la culla dell’amore eterno tra i due, dove tutto nasce e a cui tutto torna, la città in cui ci si rifugia per leccarsi le ferite; la seconda è invece il luogo della separazione (prima Camilla vi si trasferisce allontanandosi da Silvestro, poi quando vi tornano in occasione di un matrimonio c’è un altro momento di disastrosa rottura sulle note del cameo di Vinicio Capossela). E nonostante il continuo fuggire e allontanarsi, intervallato da altre storie e altri amori, Silvestro e Camilla corrono sempre a cercare conforto nello stesso posto, una casetta fatiscente ma bellissima sulla laguna di Venezia.

Passando da Un amore di Tavarelli al più recente (500) giorni insieme di Marc Webb, Valerio Mieli crea un film profondamente intimo e forse per questo decisamente vero. Dieci inverni è una sorta di album fotografico, in cui ogni immagine rappresenta la piccola parte di un tutto. La somma di questi momenti di vita, in realtà, è però solo il preludio alla nascita di un amore. Quello che verrà dopo può essere solo ipotizzato.

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