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cultura dell'immagine e della parola

Festival di Locarno ’09
Diario, 11 agosto

Nada, protagonista del documentario Il mio cuore umanoGiornata molto viva oggi a Locarno con due (anzi tre) opere molto interessanti, tutte presenti nella sezione Ici & Ailleurs. La prima vede protagonista Nada Malanima, per tutti Nada, e il documentario di Costanza Quatriglio, Il mio cuore umano. Diva vera già a 15 anni a Sanremo con Ma che freddo fa, diventata col tempo cantautrice di spessore, interprete discreta di brani come Guardami negli occhi o icona anni Ottanta con Amore disperato, Nada Malanima, per tutti Nada, è oggi una delle cantanti che maggiormente riescono a sperimentare a 360° in campo musicale. E un omaggio all’artista toscana, è il documentario della regista siciliana presentato al Festival di Locarno, e tratto dall’omonimo romanzo autobiografico, Il mio cuore umano, scritto proprio da Nada. Un viaggio di raccordo, emozionale e musicale, in cui Nada recita, canta, si confessa, racconta di sé.

“Quando Costanza mi ha parlato di questa idea – dice la cantante – all’inizio sono rimasta un po’ perplessa, ma vedendo l’interesse che Costanza aveva per le cose che facevo, per il fatto che aveva letto il mio libro, ho capito che il documentario poteva essere una cosa interessante, vera, e ho accettato. Ho visto da subito che era entrata nel profondo di quello che avevo scritto nel libro e che aveva capito la mia storia. Il suo intento è stato fin da subito quello di raccontare di una persona che ha avuto la fortuna, o il destino, che l’ha portata a fare un mestiere come il mio, ma a livello umano. Un viaggio intimo e di sentimenti, ma anche delle cose dolorose che segnano, in cui mi sono totalmente lasciata guidare.”

“Volevo raccontare una storia italiana – dice la Quatriglio – e parlare di una donna straordinaria, che ha attraversato e continua ad attraversare la storia della musica italiana. Mi piacevano le canzoni di Nada, sono stata una sua fan, ho lasciato molto parlare le sue canzoni all’interno del documentario.”

“Adoro il cinema – continua Nada – sono una grande divoratrice di film, ma i miei registi preferiti sono Bergman e Kubrick.

La giornata si è conclusa con un mini concerto acustico di Nada, che è seguito alla proiezione del documentario (che tra l’altro sarà trasmesso in televisione il 20 agosto su Rai Tre).

Altra protagonista di giornata è stata poi la regista milanese Roberta Torre (nel 2006 in concorso a Locarno con Mare Nero) con due documentari davvero belli. Il primo, La notte quando è morto Pasolini, è un’intervista con Pino Pelosi, reo confesso dell’omicidio del grande poeta e regista nel 1975. Dopo 30 anni di carcere (oggi è affidato ai servizi sociali e lavora come netturbino a Roma), Pelosi racconta la “sua” verità autoscagionandosi completamente e accusando i fratelli Franco e Giuseppe Borsellino, ormai morti però. Venti minuti circa in cui Pelosi ricorda quel giorno maledetto, le botte, il pestaggio mortale a Pasolini e lui, allora diciassettenne, incapace di intervenire, anzi impossibilitato, a suo dire, a fare qualcosa.

“Pasolini era un uomo affabile – racconta Pelosi nell’intervista – aveva un volto duro, ma non lo era per niente, anzi aveva una voce così dolce che ti rapiva” E mentre rivede alcune foto del corpo martoriato di Pasolini, sembra quasi commuoversi, ma troppe sono state in questi anni le sue versioni, che la sua “confessione” non sembra essere quella definitiva. Certo è che la Voce di Pasolini continua a mancarci, ogni giorno.

L’altro lavoro della Torre segue tematicamente il primo. Itiburtinoterzo è un viaggio nel noto quartiere popolare di Roma, dove la regista fa parlare gli Accattoni di oggi. Giovani dal futuro incerto, che vivono di droga, di prostituzione, di furtarelli, che vorrebbero però una vita normale, una famiglia, dei figli. Tutti però concordi nel proclamare Pasolini come il loro cantore, un uomo che ha portato nei salotti buoni la strada, che ha fatto conoscere la miseria, che di fatto ha illuminato le borgate più nascoste.

Con questi due lavori, la Torre si dimostra ancora una volta autrice sensibile e intelligente, regista moderna e talentuosa, capace di far parlare i suoi “attori”. Dopo Locarno, la Torre tornerà su set del suo nuovo film, Baci mai dati, con Donatella Finocchiaro, che sta girando a Catania e Ragusa. che in questi giorni sta girando.

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