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Lontano da Dogma 95

Lontano da Dogma 95

Dopo lo scioccante e premiatissimo esordio di Festen – Festa in famiglia (1997) e le incerte prove internazionali de Le forze del destino (2003) e Dear Wendy (2005), Thomas Vinterberg torna in patria come lo fa uno dei protagonisti del suo film. Tutti gli abitanti di un paesino danese attendono con trepidazione l’arrivo di un grande tenore che rientra da affermata star internazionale nel paese natio per la celebrazione dei 750 anni dalla fondazione. Dietro l’eccitazione generale covano, però, vecchi segreti e nuove bugie che travolgono un giovane cuoco diviso tra passione d’amore e ferite familiari. Il film è scandito dalle fasi di preparazione della cerimonia, ma appare chiaro fin dalle prime sequenze che il regista-sceneggiatore è interessato soprattutto agli esseri umani e alle loro fragilità celate sotto i rituali.

Luce e sorrisi lontani da Dogma 95
Vinterberg è stato tra i fondatori del movimento Dogma 95, che nell’ultimo decennio ha provocato una piccola rivoluzione nell’industria cinematografica e nell’idea stessa di fare cinema. Riunione di famiglia, come le ultime pellicole dell’amico-socio Lars Von Trier, segna il distacco definitivo da quella esperienza perché, come il regista stesso ha dichiarato, “Dogma 95 era una reazione alla convenzionalità del cinema poi diventata di moda e convenzionale lei stessa: ora brancolo nel buio ma mi diverte”. Il suo buio però è inondato dalla luce accecante riflessa su campi di grano dorati, set ideale di una commedia gradevole lontana dalle atmosfere ossessive delle precedenti opere. I temi restano gli stessi – incesto, omosessualità e difficili rapporti padri figli – raccontati, però, con divertito distacco e filmati attraverso una fotografia sfumata che pervade la storia di una patina di leggerezza indefinita. In un clima sovraeccitato da operetta, tra qualche eccesso e sbavatura (vedi i macchiettistici cuochi maori), ancora una volta le rivelazioni avverranno durante il banchetto perché la memoria di Vinterberg torna sempre all’infanzia “vissuta in una comune con quattordici persone che giravano nude per la casa e litigavano continuamente a tavola”.

Curiosità
Intervistato al Festival di Roma il regista ha dichiarato che voleva fare un film “italiano che mostrasse una vita che è all’inizio, ma con un passato che ritorna, e un’altra, piena di ombre e miserie, che all’improvviso sta per giungere alla fine“. Dogma 95 è il nome del movimento cinematografico nato dall’idea di alcuni registi, tra cui Lars von Trier e Thomas Vinterberg, che il 13 marzo 1995 a Copenaghen firmarono un decalogo atto a purificare il cinema dalla “cancrena” degli effetti speciali e dagli investimenti miliardari attraverso il divieto di luci artificiali, della scenografia e della colonna sonora e l’esclusivo uso della macchina da presa a mano. Nei dieci anni della sua esistenza Dogma 95 ha portato, prima della sua conclusione ufficiale nel marzo 2005, alla produzione di oltre quaranta film.

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