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L’attacco dell’edera assassina

L’attacco dell’edera assassina

Se avete un’edera che si arrampica su un muro di casa vostra e temete che possa danneggiarlo con le sue radici sarmentose, consolatevi con questo horror. Scoprirete che nello Yucatan esiste di molto peggio: una pianta rampicante, in verità molto rispettosa delle rovine archeologiche precolombiane su cui cresce, che può avvolgere uomini, penetrare nella loro carne e mangiarla, riducendo la malcapitata vittima a un ammasso di tessuti maciullati!

Rovine è un aggiornamento sul tema delle piante assassine, protagoniste di numerosi cult della fantascienza o dell’horror. Dal classico Il giorno dei trifidi (The Day of the Triffids, Steve Sekely, 1962) ai tanti b-movies come Le cinque chiavi del terrore (Dr. Terror’s House of Horrors, Freddie Francis, 1965), fino alla commedia-musical La piccola bottega degli orrori (The Little Shop of Horrors, Roger Corman, 1960) e al suo remake. Il film riesce a essere credibile nell’attualizzare un simile soggetto, il che è già un risultato. Per farlo si deve inserire in alcuni filoni dell’horror molto trendy, come quelli con turisti, i teen horror e le storie di sopravvivenza.

Tutti gli ultimi film di genere più riusciti possono rientrare in queste categorie: da Hostel (id., Eli Roth , 2005) a The Descent – Discesa nelle tenebre (The Descent, Neil Marshall, 2005), da Wolf Creek (id., Greg McLean, 2005) a Turistas (id., John Stockwell, 2006). In più Rovine recupera il tema carpenteriano dell’assedio.

Si tratta di un film di genere onesto, senza molte pretese. Purtroppo il confronto con l’avvincente romanzo da cui è tratto risulta impietoso, nonostante la sceneggiatura sia firmata dallo stesso autore.

Si tratta dello scrittore di culto Scott B. Smith, da cui è stato tratto anche l’eccezionale Soldi sporchi (A Simple Plan, Sam Raimi, 1998). Questo non deve stupire, visto il diverso calibro dei due registi: l’autore Sam Raimi e l’oscuro esordiente Carter Smith.

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