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Lui, lei, la vita, l’amore e… i conigli

Lui, lei, la vita, l’amore e… i conigli

Cosa si può fare in soli due giorni a Parigi? Se lo è chiesta Julie Delpy, attrice francese emigrata negli Stati Uniti. Colta, intelligente, quasi bohemienne, nata da una famiglia di intellettuali della sinistra francese, che ha conosciuto le luci della ribalta internazionale quando uscì Prima dell’alba (Before Sunrise, Richard Linklater, 1995), commedia sentimentale ambientata su un treno che, con pochi soldi e molte idee, ottenne un grande successo di pubblico e critica.
Julie, attrice bella e dotata, non è una presenzialista, scrive i suoi testi e divide la sua vita tra New York e Parigi. Dalla sua esperienza di vita multiculturale nasce l’idea di 2 giorni a Parigi, un film incentrato sulla vacanza di una coppia, una fotografa francese e un designer americano, in visita alla bizzarra famiglia di lei. Può il cambio di ambiente portare alla luce dei problemi di coppia mai apparsi prima? Come si può mangiare lo stufato di coniglio?

In un tourbillon di incontri bizzarri, rimpatriate familiari, vernissage e feste tra amici, Jack e Marion conosceranno nuovi lati l’uno dell’altro, ma anche di loro stessi, attraverso il confronto di lingue, atteggiamenti e ambienti culturali: perché una relazione è il termometro della società in cui si vive. Non a caso la Delpy, autrice anche della sceneggiatura, ha scelto come protagonisti due artisti, due menti creative che vivono il loro tempo in maniera appassionata e partecipata. Ecco dunque che i due giorni a Parigi del titolo diventano un momento di riflessione sull’oggi, non solo per le relazioni sentimentali, ma soprattutto sulle visioni del mondo di due continenti diversi, lontani, ma anche molto simili. Sarà possibile ricucire i pezzi? Solo la propria apertura verso l’esterno e l’approccio alla rottura possono instaurare le base di una possibile futura relazione, qualunque essa sia. Purtroppo questo punto di forza del film è reso meno incisivo dal doppiaggio, in cui la contrapposizione linguistica è protagonista.

L’approccio dell’autrice, che ha realizzato anche il montaggio e la musica, rimane comunque fortemente radical chic, se non addirittura snob. Il film sembra un trailer di tutti i luoghi comuni delle tematiche e degli stili cari al Sundance Festival, ma al posto che trasformarsi in una stucchevole forma di autocelebrazione, riesce a centrare il risultato. Forse perché permette di respirare l’esigenza molto personale, introspettiva, ma anche divertente e divertita, di voler raccontare una storia. O forse perché la complicità tra i protagonisti (l’amico Adam Goldberg e addirittura i genitori della Delpy nella parte, ca va sans dire, dei suoi genitori) è assolutamente palpabile.
La macchina da presa si muove tra i volti dei protagonisti, alternando immagini fotografiche a camere da letto piene di libri e passeggiate nelle vie più sconosciute di una Parigi assolata, che nasconde dentro di sè vie di cui i turisti, soprattutto quelli americani attratti dal “Da Vinci Code Tour”, non potrebbero mai immaginare l’esistenza.

Filmografia
2 giorni a Parigi (2007)

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