hideout

cultura dell'immagine e della parola

Tutte le sfumature del nero

Tutte le sfumature del nero

Si fa presto a dire noir, soprattutto quando a scriverlo è un esordiente.
Il genere cupo nel terzo millennio ha vissuto il suo boom letterario qui in Italia. È diventato di moda, ha conquistato perfino le masse (per quanto ormai la letteratura possa conquistarle). Non a caso, sulla scia dei primi successi, abbiamo visto fiorite nel corso degli anni pubblicazioni su pubblicazioni, raccolte e antologie. Tanto che poi, quando arriva un Placido Di Stefano che ti sforna un primo romanzo che fin dalla copertina odora inequivocabilmente di nero, ti viene il sospetto che si tratti di una furbata fuori tempo massimo. E invece no. E invece può capitare – è questo il caso – di scoprire un gran libro, scritto con mestiere e talento da un autore capace di sfruttare tutte le sfumature che la tavolozza nera è in grado di offrire.
Amami (Love Me Two Times) è la sfibrante immersione in un’estate senz’aria, se non quella offerta da un ventilatore che asciuga il sudore sul corpo di un uomo legato a un letto, mentre un suo simile (disperato quanto lui) lo abbraccia e lo copre di ferite. È una dissolvenza incrociata che ci porta in un’infanzia che ha il sapore delle lacrime inghiottite, un pedinamento allucinogeno lungo le vie di una Milano alienata. È un tuffo nel buco del cesso, in compagnia di un feto abortito.

Se è vero, come ha detto qualcuno, che uno scrittore capace si riconosce dalla sua abilità di raccontare più storie in parallelo, allora Di Stefano ha fatto centro con la prima pallina.
Il suo stile personalissimo riesce infatti a modellare alla perfezione il proprio registro, seguendo con coerenza il filo delle quattro storie che compongono il romanzo, corrispondenti a quattro periodi della vita del protagonista.
Tra atmosfere preadolescenziali “alla Lansdale”, folli monologhi, poesie smozzicate e flash-back continui, l’autore costruisce una trama solida che, snodandosi lungo un arco di venticinque anni, ci costringe a capire quali possano essere le radici di un gesto di apparente follia, quali i traumi nascosti dietro uno squilibrio. E poi sono calci tirati di punta alla bocca dello stomaco quasi a ogni pagina. Ma questo, in una recensione, è difficile da spiegare.

L’autore
Placido Di Stefano è nato nel 1970. Diplomato in scrittura drammaturgica presso la scuola d’arte drammatica “Paolo Grassi” di Milano, ha vinto ed è stato selezionato a diversi concorsi letterari. Alcuni suoi racconti sono apparsi su riviste e antologie. Amami (Love me two times), finalista al premio Italo Calvino 2004, è il suo primo romanzo. Ha tra l’altro vinto nel 2005 la selezione nazionale del concorso Subway-Letteratura con il racconto Poste Italiane, firmato per l’occasione con lo pseudonimo di Dino Campari.

Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento!

«

»