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L’umorista più morale d’America

David Sedaris ha una madre che fuma come una turca, tanto da spegnere i mozziconi delle sigarette addirittura sul piatto, mentre mangia.
Sedaris va in televisione da Oprah a parlare di come una volta amava troppo e la stessa settimana finisce su People per via della sua tormentata storia d’amore con Mike Tyson.
Decide di girare gli Stati Uniti in autostop per ritrovarsi a rischiare la vita nell’auto di due pazzi che si fanno chiamare Starsky e Hutch, per poi rischiarla nuovamente per sfuggire dalle manie omicide di un pederasta assatanato che gli aveva proposto delle esperienze erotiche un po’ troppo spinte. Il tutto per finire in Oregon a raccogliere mele e decidere di passare le vacanze in un campeggio per nudisti.

Bene, di carne al fuoco ce n’è abbastanza che metà sarebbe sufficiente, ma il problema è che tutto questo non fa ridere. Sembra proprio che David Sedaris abbia sparato tutte le cartucce che aveva a disposizione perché, per prima cosa, le sue vicissitudini personali, inventate o reali che siano, ci hanno un po’ stancato, e secondo, vabbè che la quotidianità può essere la più grande fonte di tragicomicità esistente, ma in questa raccolta le storie non hanno mordente, e la verve umoristica dello scrittore americano si stempera nel tenore moraleggiante che percorre tutte le narrazioni, che da bravo pastore le porta a termine.
L’umorista per eccellenza si rivela così uno scrittore di storielle patinate dalla comicità accomodante (un’ipotetica storia d’amore tra lui e Mike Tyson non mi sembra così esilarante, se non per l’idea di vedere un indifeso omino bianco e stempiato teneramente abbracciato a un gorilla nero che stacca le orecchie a morsi).

Lo scrittore americano ha perso il tono accattivante, per diventare quasi ammiccante. Il fiume in piena della sua irriverente ironia si è prosciugato nella necessità di lasciare un messaggio, di fare quasi la morale su una società tarmata da vizietti incontrollati e pretese di normalità. Ma le strampalate vicende di altri suoi romanzi, che mescolavano una sorta di incantevole delicatezza e una sagace acutezza di spirito, di leggerezza e di profondità, lasciano il passo allo sbrilluccichio di un mondo che non è atro che la copertina agghindata di storie sciattamente banali che raccontano la ridicolaggine della condizione umana nella modernità.
Manca di verve, questo l’ho già detto, ma non saprei come altro dirlo. E mi pare sintomatico della crisi post post-moderna della società odierna il fatto che il più acclamato umorista d’America (che vive a Parigi) sia diventato il moralista più accanito. E non fa ridere. E c’è di peggio: non ci resta niente di buono né di cattivo da pensare, quello che un buon comico, e in generale un buon scrittore, dovrebbe saper fare.

L’autore
David Sedaris, è nato nel 1956 a Johnson City ed è cresciuto a Raleigh. Si è imposto all’attenzione del grande pubblico nel 1992 quando ha letto alla radio il suo racconto Diari dalla terra di Babbo Natale. Attualmente è considerato il più grande umorista americano e i suoi libri sono tutti dei bestsellers negli Usa. Vive a Parigi e si autodefinisce “un dattilografo”, “basso e irrilevante”.

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