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cultura dell'immagine e della parola

Cronache da Venezia
31 agosto

Una scena da <i>Redacted</i> di Brian De Palma” />Applaudire dopo la visione di un film è un gesto liberatorio. Dal punto di vista fisico è uno sfogo che rimette in circolazione il sangue delle mani (anche loro, quindi, coinvolte dallo spettacolo). Dal punto di vista sonoro è un fatto piacevolmente rinfrescante. Dopo la visione di <em>Nessuna qualità degli eroi</em> di Paolo Franchi (alla presentazione per la stampa) nessuno ha applaudito. E nessuno ha fischiato (per carità, rispetto dell’arte!). Un’accoglienza fredda, coerente al film di Franchi con Elio Germano nelle vesti di uno psicopatico omicida, con Bruno Todeschini che ricorda (o è Franchi che imita?) il Toni Servillo di Sorrentino. L’intruso non ha ancora ben capito cosa sia successo, forse (forse?) il film non è stato capito. Forse non è piaciuto. Forse è parso troppo rigoroso, formale, ridondante. Forse. </p>
<p>Non applaudire. Strana sensazione di otturazione e blocco, soprattutto considerando che il film precedente al primo italiano in concorso era stato quel <em>Redacted</em> di De Palma, spiazzante e assolutamente visionario, nonostante si trattasse di un falso doc. Uno spettacolo denso di contaminazioni visive, sonore, finzionali. Uno, due, tre, quanti film è <em>Redacted</em>? Cosa è vero e cosa è finto? Quanto raccontano le macchine da presa? Quanti sono i personaggi? A tratti un viaggio psichedelico, a tratti un incubo vertiginoso nella palude umana. Una mescolanza di caratteri, pensieri, corpi smarriti nel caos e nella polvere dell’assurdità (ingiustizia) della guerra.<br />
Flebile l’applauso per <em>Michael Clayton</em>, con George Clooney diretto da Tony Gilroy. La storia dell’avvocato che “sistema la spazzatura” e che infinocchia tutti non convince del tutto. Anzi, nonostante le buone intenzioni, il film galleggia grazie a George che non è al massimo pure lui. Quindi la domanda è: un film così addirittura in concorso? L’intruso, ovviamente, la risposta non l’aveva. Comunque Clooney è simpatico (qui ricorda il Wolf di Tarantino), piace a tutti e a Venezia si trova bene. </p>
<p>Poco prima gli applausi erano riusciti a coprire pure le urla e i pianti di disperazione, i motivetti kitsch e le pippe filosofiche dei russi dell’incredibile <em>Gruz 200</em> di Alexey Balabanov, a conferma del fatto che anche l’assurdo e tragico e disperato racconto socio-politico di fine anni ottanta creato dal regista di <em>Brother</em> ha, a suo modo, conquistato qualcuno. Peccato (?) che un film così non si vedrà mai in Italia. Devastante ma sincero.<br />
L’intruso aspettava giorni migliori. Più felici. Meno cupi.<br />
Intanto ha smesso di piovere.<br />
E’ già qualcosa.</p>
<p>Meno due giorni per <em>Hotel Chevalier</em>.<br />
Meno cinque per Tim Burton’s Day.<br />
Meno otto per l’intruso sul treno.</p>
				<p class= A cura di Matteo Mazza
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