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cultura dell'immagine e della parola

Il grigio intorno

Il grigio intorno

Rigoroso, inesorabile e a tratti sadico nel costringere lo spettatore al confronto con una storia dura ed estrema ma più universale di quanto appaia. Gabjta vuole interrompere la gravidanza ma, essendo l’aborto reato nella Romania comunista, è costretta a chiedere aiuto illegalmente. Sullo sfondo di un regime in piena disgregazione fisica e morale stretto tra grettezza e burocrazia, la ragazza, con l’aiuto dell’amica Otilia, si immerge in un sottobosco urbano popolato da esseri abietti e indifferenti. Lo squallore del paesaggio triste e malinconico nella fotografia esposta e livida, che evoca la Polonia anni Ottanta di Kryztof Kieslowski, accompagna le due amiche nell’incontro con il male.

Tensione “senza stacchi”
La regia predilige inquadrature fisse e piani sequenza, evitando stacchi che possano dare respiro allo spettatore, che viene invece risucchiato dalla tensione “verticale” delle scene in strada, dove la macchina da presa a mano segue nervosa, dal basso verso l’alto dello schermo, la ragazza e da quella “orizzontale” delle riprese d’interni dove i rumori, i silenzi e l’assenza di una colonna sonora rendono lo sguardo crudele e voyeuristico. Un’angoscia insopportabile pervade la scena della festa a casa del ragazzo di Otilia, dove un infinito e crudele piano fisso della tavolata imprigiona al centro dell’immagine la ragazza, immobile e assente, assediata da ospiti ostili che chiacchierano e mangiano rumorosamente.

Prova d’amicizia in un mondo di zombie
Forse si poteva evitare l’immagine “rossa” e volutamente sottolineata che vira ambiguamente il tema del film da denuncia contro l’aborto clandestino ad antiaborista tout cour, ma lo sguardo sui personaggi non è compiaciuto ma distaccato, rispettoso e perfino pudico nel primissimo piano che si posa sulla nuca di Gabita, senza violarne la mortificazione del volto. Lungo i vicoli oscuri di un sistema che deambula come uno zombie rassegnato, Otilia, la vera protagonista del film, è chiamata a una prova di terribile amicizia nella quale ogni spiegazione sarebbe vana. Due amiche sedute di fronte, con il dolore e le emozioni compresse nello stomaco, una promessa di silenzio e solo il grigio intorno.

Curiosità
4 mesi, 3 settimane e 2 giorni è il primo capitolo del progetto Tales from the Golden Age, che intende proporre una serie di film ambientati nell’epoca che precede la fine del regime di Ceaucescu in Romania, con lo scopo di descrivere quel periodo senza riferimenti diretti al comunismo.

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