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cultura dell'immagine e della parola

Sidney Pollack incontra Frank Gehry

Sidney Pollack incontra Frank Gehry

Come purtroppo spesso accade, la traduzione italiana del titolo del film non rende onore a quello originale: così Sketches of Frank Gehry è stato banalizzato in Frank Gehry – Creatore di sogni, dimenticando completamente quel bel doppio senso della parola sketch. “Sketch” infatti è lo schizzo, il disegno, ma anche, nel suo significato più comune e cinematografico, la scenetta, il dialogo, l’interazione parlata tra due o più personaggi. Perché questo è il film: una serie di conversazioni che, prendendo spunto dai disegni dell’architetto di origine canadese, ne ritraggono la vita e l’opera. Così Pollack, fra i grandi registi hollywoodiani che dagli anni settanta ha ricreato e reinventato un certo qual modo di fare cinema, si mette per la prima volta alla prova con un documentario. E lo fa in modo per niente didascalico o prettamente documentaristico, nel suo senso più informativo e/o educativo, ma approcciandosi con passione e partecipazione a un uomo che, oltre a essergli personale amico, è sicuramente fra gli architetti contemporanei di maggiore rilevanza.

Alternando conversazioni a immagini di palazzi a disegni velocemente tratteggiati da Gehry, Pollack crea un’opera asciutta e sapientemente espressiva, che trascina lo spettatore in un universo creativo parallelo, nella creazione in fieri di molte opere. Un grande regista che si mimetizza, quasi si nasconde, mettendosi al servizio delle opere architettoniche, che spesso, nella loro imprevedibile e solida costruzione, tanto hanno in comune con il processo artistico anche dell’opera cinematografica. La pellicola diventa il mezzo di confronto tra due artisti che nei loro rispettivi campi d’azione hanno trovato un posto d’eccellenza e che si ritrovano a disquisire su un argomento dibattuto dai tempi dei tempi: la creazione artistica, con i suoi fascinosi segreti, con le sue spinte e i suoi stimoli che spesso rimangono inspiegabili.

Così in un momento in cui la settima arte sembra aver ritrovato la voglia sia del documentario che del film biografico, Pollack mescola insieme le due cose, documentandoci una vita. Un film tanto sull’amore per l’arte quanto sul piacere della curiosità e la passione per la conoscenza. Con nitidezza, sia fotografica che drammaturgica, con estrema maestria registica, il documentario si fa non solo omaggio a un grande architetto, ma molto più in generale all’arte. E al tempo che inesorabilmente passa. Non solo nella vita ma anche nel processo creativo.

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