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cultura dell'immagine e della parola

La docu-soap prima di The Office

<i>Hospital</i>” />La genesi di una serie tv come <em><A href=The Office, riconducibile al (falso) documentario, deve essere ricercata nel modello inglese della docu-soap. Questa forma di documentario seriale combina infatti gli aspetti stilistici e produttivi del documentario con quelli della soap-opera. Sviluppatasi prevalentemente nel Regno Unito e nei paesi anglosassoni, questo neo-genere ricalca in parte la forma del “dietro le quinte”, mostrando quello che normalmente non si può vedere di ciò che avviene nei luoghi istituzionali. Lo sviluppo narrativo procede su lunghi periodi, come nella soap-opera, creando in questo modo un forte senso di affezione da parte del pubblico nei confronti dei personaggi protagonisti, sebbene gran parte della credibilità sia dovuta proprio all’associazione con la forma del documentario. Un esempio, in anticipo sui tempi, viene offerto nel 1970 da Hospital di Frederick Wiseman, che presenta un punto di vista interno, intimo e privilegiato su un ospedale, luogo da sempre soggetto di molte rappresentazioni cinematografiche e televisive.<i>Tanner ’88</i>” /> </p>
<p>Il passo successivo in cui la fiction viene definitivamente fusa alla realtà si deve al genio compianto di Robert Altman. La sua serie <em>Tanner ’88</em>, realizzata nel pieno della campagna politica per le selezione del senato del 1988 mostra con lo stile del documentario (il modello di base è il celebre <em>Primary</em>, realizzato dal reporter Robert Drew nel 1960 per documentare la sfida elettorale delle elezioni primarie del Wisconsin tra John Kennedy e Humbert Humprey) la campagna elettorale del candidato Jack Tanner, riprendendolo costantemente durante i comizi, le riunioni programmatiche, gli incontri con gli altri candidati: il protagonista della serie è però un attore, un finto candidato. Ciononostante per promuovere la miniserie, la Fox ha distribuito volantini e spillette come se fosse una reale campagna presidenziale. Lo slogan? “Vota Tanner, un candidato vero”. Tanto vero che un sondaggio ha rivelato che oltre il 30% <img class=The Office, la serie ricostruisce il percorso di avvicinamento ai Giochi attraverso l’enorme macchina dell’organizzazione olimpica. Struttura analoga per la serie The Festival, prodotta dalla IFC (Independent Film Channel), in cui il falso documentario descrive passo dopo passo l’organizzazione di un festival di cinema indipendente.

La HBO ha poi prodotto la serie di falsi documentari Curb Your Enthusiasm, [img4]incentrata sulla figura di Larry David alle prese con il resto del mondo. Un’intelligente fusione di fiction e realtà, condita da camei celebri e una descrizione molto attenta attraverso l’estetica del documentario. Non ultima in Canada la Paramount produce a partire dal 2001 la serie Trailer Park Boys, che descrive la vita di alcuni ex-carcerati residenti nel (finto) Sunnyvale Trailer Park, in Nuova Scozia.

Che la televisione sia il regno della fiction appare ovvio, ma la contaminazione con la realtà è quanto mai presente e capace di deformare la realtà stessa. Basti pensare a come un canale televisivo belga abbia burlato una nazione intera dichiarando che il Re era decaduto e che le Fiandre, finalmente, si erano proclamate indipendenti. Nuovi Orson Welles crescono!

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