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cultura dell'immagine e della parola

Faithless – Bombs

Gruppo: Faithless
Canzone: Bombs
Album: To All New Arrivals
Regista: Howard Greenhalgh
Anno: 2006

La cinepresa inquadra l’occhio sbarrato del vocalist rapper Maxi Jazz che si allarga fino a occupare tutto il video e a confondersi con il bersaglio del mirino di un missile.
Così ha inizio il video del trio inglese trip hop-techno Faithless rifiutato da Mtv e liquidato perché definito un insulto verso i soldati americani. Il regista, Howard Greenhalgh, ha dichiarato che non vede nel suo video “nulla che possa essere interpretato come politico, a favore o in sfavore della guerra. E’ piuttosto una rappresentazione di come viviamo oggi. La guerra sta ammorbando le nostre vite e ultimamente sembra che sia diventata addirittura il nostro stile di vita”.
Le vicende di guerra sono il nostro pane quotidiano, è innegabile. E lo dimostrano le notizie che puntualmente vengono passate ai tg come nei quotidiani ogni giorno. Attraverso poche e simboliche immagini a contrasto, Greenhalgh offre allo spettatore una prospettiva stilistica per narrare un soggetto così delicato, interpretando perfettamente il senso della canzone del trio britannico: i soldati che sparano, le bombe che scoppiano, le lacrime e il sangue che fuoriescono dai giochi di bambini e adulti ignari.
E dunque, da una parte il video cerca di catturare i colori caldi del quotidiano di un bimbo che gioca con una palla o che lancia un aeroplanino giocattolo, di un uomo che lava la sua macchina nel giardino di casa, di una coppietta innamorata che cena a lume di candela e, immediatamente dopo, inserisce una lugubre vicenda a forte contrasto che con la prima condivide solo una parte del contesto: una bomba atomica che scoppia all’orizzonte di una spiaggia è al tempo stesso il luogo in cui sta giocando una coppia e in cui sta per essere seppellito un soldato americano caduto. Immagini funeree che non scalfiscono minimamente la spensierata felicità e non curanza dei protagonisti della scena precedente.

Greenhalgh esprime così perfettamente come la guerra e il quotidiano vivono in completa osmosi allo stesso modo dei Faithless che ripetono, con il ritmo martellante dance che li contraddistingue, «c’è tanto paradiso, c’è tanto inferno; c’è tanto amore, c’è tanto dolore, più di quanto immaginavo potesse racchiuderne questo mondo».

Illuminante l’inizio del brano: «pensiamo di essere degli eroi, pensiamo di essere dei re, inventiamo cose favolose. Guarda come siamo diventati grandi« e ironia della sorte «siamo piccoli e siamo perduti, non siamo niente, proprio niente».

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