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Venezia: giorno 10
Emanuele Crialese

Emanuele Crialese e il cast del film <i>Nuovomondo</i>” />Si è conclusa nel migliore dei modi la sessantatreesima Mostra del Cinema di Venezia. Soprattutto per il cinema italiano. La ventunesima pellicola presentata in concorso, <em>Nuovomondo</em> di Emanuele Crialese, è stata, infatti, accolta molto positivamente. Un finale di Mostra che non ti aspetti, ricco di sorprese al fotofinish, considerando che, anche <em>Mushi-shi</em>, del regista Otomo Katsushiro, ha riscosso un discreto successo. Il festival è chiuso, ma solo domani si conosceranno i vincitori. La sensazione è comunque forte: il film di Crialese avrà molte possibilità alla vittoria finale.</p>
<p><em>Nuovomondo</em> ripercorre il viaggio di una famiglia siciliana all’inizio del Novecento verso la tanto sognata America, terra di speranza e salvezza. Lo sguardo di Crialese è aperto e attento a definire le sensazioni, i desideri e le paure di uomini che provano a cambiare il loro destino andando in contro a qualcosa di veramente ignoto e lontano. Un film intelligente, che non si ferma solo a ricostruire nostalgicamente atmosfere passate, ma che mantiene sempre la stessa sensibilità nel mostrare le dinamiche relazionali tra uomini e donne, senza nasconderne i limiti e le paure. Definire poetiche le sequenze oniriche, è soltanto limitativo. Un’ottima conferma per Crialese dopo il successo di <em>Respiro</em>.<br />
<em>Mushi-shi</em> del regista Katsushiro completa l’ondata di film orientali presenti quest’anno alla Mostra. Tratto dal manga creato da Yuri Urushibara, il film evoca atmosfere da film fantasy, è ben fotografato e realizzato, ma non lascia il segno. </p>
<p><strong>Curiosità</strong>. Alla settimana della critica è stato presentato come evento speciale il film <em>La rieducazione</em> del trio italiano Alfonsi, Fusto, Malagnino. Una vera impresa produttiva se si pensa che è costato appena 500 euro!</p>
<p><strong>The end</strong>. Lo scorso anno il film di chiusura fu l’horror movie di Neil Marshall, <em>The descent</em>, da tutti definito come nuova frontiera di genere. Quest’anno ha chiuso il Festival Pavel Loungine con il suo <em>The Island</em>. Tutta un’altra cosa. Chi ben finisce…</p>
<p><strong>In concorso</strong><br />
<em>Nuovomondo</em><br />
Di Emanuele Crialese<br />
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