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cultura dell'immagine e della parola

Venezia: giorno 6
Aronofsky, Ming Liang

Rachel Weisz, protagonista di <i>The Fountain</i> nonché compagna di Darren Aronofsky” />Per quanto mi riguarda, <em>The Fountain</em> era il film più atteso dell’intera Mostra del Cinema. Purtroppo però la terza pellicola di Darren Aronofsky, dopo due opere apprezzatissime come <em>Pi greco</em> e <em>Requiem for a Dream</em> si è rivelata una mezza delusione. Troppo celebrale per raccontare una storia d’amore, troppo spiccio per figurare un pensiero filosofico. Peccato, perchè alcune idee sono interessanti, ma il film sa molto di occasione sprecata.<br />
Il secondo film in concorso della giornata era <em>I Don’t Want To Sleep Alone</em>, di Tsai Ming Liang, per la terza volta al Lido dopo <em>Vive l’amour</em> e <em>Good Bye Dragon Inn</em>. All’uscita della sala, la platea si divideva in due: chi estremamente annoiato da una narrazione trascinata per due ore, chi entusiasta per una rappresentazione curatissima, quasi pittorica. Probabilmente la verità sta nel mezzo. Ming Liang ha in effetti delle capacità registiche eccezionali, ma il ritmo è a volte davvero troppo lento.</p>
<p>Fuori concorso, è invece stato presentato un film italiano: <em>Non prendere impegni stasera</em>, di Gianluca Maria Tavarelli. Un ottimo cast (Zingaretti, Tirabassi, Gassman, Battiston, Finocchiaro, Inaudi, Cortellesi tra gli altri), per una pellicola senza nè capo nè coda, che non rende merito a una sezione della Mostra, quella denominata Orizzonti, che invece sta presentando alcune liete sorprese.</p>
<p><strong>In concorso</strong></p>
<p>The Fountain<br />
Di Darren Aronofsky<br />
*****</p>
<p><em>I Don’t Want To Sleep Alone</em><br />
Di Tsai Ming Liang<br />
***** </p>
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