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Venezia: giorno 1
De Palma

Scarlett Johansson, protagonista di <i>Black Dalia</i>, durante la passerella al Lido” />I fuochi d’artificio chiudono puntuali allo scoccare della mezzanotte la prima giornata di festival, ma Venezia non si trasforma in una zucca, rimane splendida e luccicante come sempre. Continua a brillare anche grazie a <em>The Black Dalia</em>, ultima creazione cinematografica di Brian De Palma. </p>
<p>Los Angeles è oscura, passionale, perversa e deviata. La corruzione sgorga lenta come sangue nero e sporco. De Palma sfrutta il cinema a trecentosessanta gradi, senza dimenticare il glam dei suoi attori, la letteratura di genere e l’arte visionaria. Un noir intrigante e intricato, tratto dal romanzo di James Ellroy, meccanismo calibratissimo di finzione e illusione in cui l’uomo inevitabilmente è costretto a cadere. Questo di De Palma è cinema puro proiettato nella sfera della speranza. Perché c’è sempre qualcuno che insegue la giustizia, anche in mezzo al fango.</p>
<p>La seconda giornata di Festival attende con impazienza <em>Hollywoodland</em>, di Allen Coutler con Adrien Brody, il doc di Spike Lee, <em>When the Leeves Broke</em>, <em>A requiem in four acts</em>, sulla tragedia di New Orleans dello scorso agosto, e il film di Oliver Stone post 11 settembre, <em>World Trade Center</em>. Curiosità per Amigorena (fuori concorso con <em>Quelques jours en septembre</em>) e Haroun con <em>Daratt</em> (<em>Dry Season</em>) in concorso. Aspettiamo e vedremo.</p>
<p>Film in concorso</p>
<p><em>The Black Dalia</em><br />
di Brian De Palma<br />
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