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Cinque piccole donne per tre mariti

Cinque piccole donne per tre mariti

Sessantacinque anni dopo la versione hollywoodiana di Robert Z. Leonard con i non più giovanissimi Laurence Olivier e Greer Garson e dieci anni dopo l’ottima versione prodotta dalla Bbc per la tv inglese con Colin Firth, torna in sala Orgoglio e pregiudizio, dall’omonimo romanzo di Jane Austen. Per mettere in scena le schermaglie amorose consumate tra splendide dimore d’epoca, l’esordiente Wright evita dichiaratamente le tradizionali panoramiche pittoresche della classica rappresentazione all’inglese e dirotta la visione verso i dettagli della scenografia indugiando sulle scene corali di balli e ricevimenti, in un sottolineato omaggio a Visconti. La regia procede senza prendere rischi con fluide carrellate, primi piani e variazioni di fuoco che scoprono all’interno dell’inquadratura il personaggio che recita, spesso Lizzie (Keira Knightley). Un film godibile e furbo nel giocare con la direzione dello sguardo dei personaggi continuamente oscillante tra interni ed esterni e nell’utilizzare stratagemmi dal sicuro effetto – ilarità come nella scena in cui la famiglia Bennet si ricompone all’improvviso per l’arrivo dei due gentiluomini.

Leggerezza e teatralità
Le continue entrate e uscite dal campo visivo dei personaggi rendono la messa in scena teatrale come i riti sociali ottocenteschi. Nel gruppo di attori, accanto ai sempre notevoli Sutherland e Blethyn, svetta, seppur in poche scene, una monumentale Judy Dench nei panni di una perfida zia dallo sguardo e dalla pettinatura di una terribile Medusa. Rosamund Pike interpreta l’ingenua Jane come la versione bionda della Tautou di Amélie (Le fabuleux destin d’Amélie Poulain, Jeanne-Pierre Jeunet, 2001) mentre la recitazione della Knightley, sovraccarica di smorfie e sorrisetti, non si rivela all’altezza della sua bellezza. La sceneggiatrice Deborah Moggach ha conservato la struttura in tre atti del romanzo senza però far emergere sotto il velo della leggerezza, come riuscì ad Ang Lee ed Emma Thompson in Ragione e sentimento (Sense and sensibility, 1999), l’oppressiva atmosfera dell’epoca e le pulsioni più sconvenienti dei personaggi sottese a un secondo livello di lettura delle opere della Austen.

Curiosità
La produzione ha assunto alcuni membri della odierna Società Napoleonica come consulenti per le scene in cui appare l’esercito.
La casa della famiglia Bennet è il Groombridge Palace al confine tra Kent e Sussex, circondata da infiniti giardini tra cui la “Passeggiata degli apostoli” dove Peter Greenaway girò nel 1982 I misteri del giardino di Compton House (The Draughtsman’s Contract)
Al testo di Jane Austen si è anche dichiaratamente ispirato Il diario di Bridget Jones (Bridget Jones’s diary, Sharon Maguire, 2001) con Renée Zellweger e Colin Firth.

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