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Ken Loach annacquato

Ken Loach annacquato

Sorge spontanea una domanda dopo aver visto Dear Frankie in una sala (l’unica della città in cui è proiettato) praticamente vuota: che senso ha distribuire un film del genere in un periodo dell’anno in cui gli spettatori cinematografici diminuiscono in modo vertiginoso? È un prodotto medio-basso, che troverebbe la sua giusta collocazione in un palinsesto televisivo, magari in una serata invernale in cui una famiglia non ha niente di meglio da fare che riunirsi davanti alla tv.
Domanda successiva e conseguente: se viene distribuito un film di questo tipo in luglio, perché non vediamo da ormai qualche anno nessun film di Godard e attendiamo da un paio di stagioni l’uscita di Gerry (id., Gus Van Sant, 2002)? Non incasserebbero forse le stesse cifre visto lo zoccolo duro di appassionati che correrebbero sicuramente in sala? (Ho scelto due autori bistrattati dalla distribuzione a caso, ma gli esempi potrebbero andare avanti.)

Passiamo al film: come già detto, ha il sapore di un medio (non eccelso) prodotto televisivo, che cerca di affrontare con un tono un po’ paternalistico, sdolcinato e buonista la realtà delle classi disagiate britanniche.
Insomma, se Ken Loach fosse il rum e la Auerbach (qui al suo esordio) la coca-cola, Dear Frankie avrebbe il sapore di un cuba libre troppo dolce e leggero. Lo bevi, ma non sei completamente soddisfatto.
Ingrediente aggiuntivo, che rende tutto ancora più strappalacrime, è la menomazione del tenero protagonista: un bimbo sordomuto di nove anni che non ha perso la speranza di sorridere.

L’impressione generale è che il film non riesca a imboccare una strada con decisione: descrive con un certo realismo le atmosfere piovose di Glasgow e ha dalla sua parte volti e attori azzeccati (almeno per quanto riguarda il terzetto nonna-madre-figlio), ma poi scivola in alcuni momenti poco credibili (il ballo lento tra Lizzie e il finto padre, l’incontro con il vero padre) che lo allontanano totalmente dall’intento di descrivere con realismo una situazione sociale e familiare difficile e drammatica.

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