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cultura dell'immagine e della parola

Enel

Prodotto: Azioni Enel
Agenzia: Saatchi & Saatchi
Regia: Fabrizio Mari
Direttore creativo: Luca Albanese – Francesco Taddeucci
Casa di produzione: The Family
Fotografia: Max Gatti
Colonna sonora: Sunday Morning – Velvet Underground

Bastano pochi secondi per riconoscere il brano, ormai a noi noto, dei Velvet Underground Sunday Morning. Il collegamento allo spot pubblicitario è immediato: la campagna Enel.
Le note si spandono e l’atmosfera calda e un po’ sfocata delle immagini ci predispone alla visione delle nuove storie che stanno per esserci raccontate.
Tre bambini sulla riva di un lago, tre buchi incisi con un bastoncino nella sabbia, un ventilatore che, magicamente, si mette a funzionare e a soffiare il vento necessario a far navigare la loro barchetta.
Due pescatori su un pontile in attesa dei pesci. Una serie di fori nella neve, si accende la fiammella, ora è possibile bere un buon caffè caldo.
Due ragazzi, una tenda, ancora tre buchi, questa volta nella roccia, un mappamondo che si accende e la gioia di poter scegliere tramite quello strumento splendente la prossima meta del loro viaggio.
Lo spot istituzionale si conclude con le bellissime immagini dell’acqua che, furiosamente, fuoriesce da una diga.
Enel, l’energia che ti ascolta”. Questo è il payoff, ideato dall’agenzia Saatchi and Saatchi, per l’attuale campagna che tende a riposizionare l’immagine dell’impresa, in corso di privatizzazione.

Il regista dello spot, Fabrizio Mari, scelto dalla casa di produzione The Family, ha mantenuto lo stile della precedente campagna corporate di Paul Arden, grazie anche al contributo del fotografo Max Gatti. Mediante particolari tecniche, come l’adozione del Super8, si sono ottenute immagini che, ricalcando elegantemente un video amatoriale, trasmettono tepore familiare. La sensazione trasmessa è di profonda intimità, di prossimità alla vita reale.

Se fosse così facile avere l’energia, forse non avreste bisogno di noi”, è il cuore di tutta la campagna. Siamo così abituati ad avere gli strumenti che ci servono a portata di mano, che, ormai, non gli diamo più il peso dovuto. Ma adesso, è il caso di fermarsi e comprendere l’importanza e la complessità di trovare, gestire e distribuire l’energia.
Un’operazione ben riuscita, grazie soprattutto a una certa sensibilità nell’applicazione di un concetto molto moderno di consumo, che assegna al prodotto non solo un valore d’uso, ma anche una capacità di produrre simboli che traguardino i nostri sogni. L’energia elettrica viene quindi presentata come funzionale alle esigenze pratiche del quotidiano e, contemporaneamente, al bisogno profondo di realizzare le nostre aspirazioni.
Enel, ci suggerisce questa pubblicità, non è più un’impresa lontana dai suoi clienti, fredda e assente. Attraverso la personificazione data dalle immagini, si avvicina a noi, proponendoci un’identità fatta di desideri realizzabili cui possiamo aderire acquistando delle azioni, partecipando in prima persona alla costruzione del sogno.

Grazie alla perfetta coerenza tra messaggio e obiettivo comunicativo, la campagna ha vinto numerosissimi premi, tra i quali il Mobius Award a Los Angeles e il Grand Prix della Sponsorizzazione. Silvia Fellagra, responsabile pubblicità e publishing di Enel, sottolinea che la campagna è stata premiata sia in Italia che all’estero, testimoniando l’efficacia senza confini del linguaggio comunicativo nei confronti degli spettatori.
Tramite la pianificazione dell’agenzia Carat, il messaggio proposto ha inoltre dimostrato di poter essere declinato con efficacia su più media: dalla radio al cinema, da internet all’affissione, con l’essenziale quanto suggestivo manifesto che ritrae una semplice presa elettrica.

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