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Libro aperto

Libro aperto

Spuntato e banalmente romanzesco, Becoming Jane racconta la vita inventata di una Jane Austen irrequieta e innamorata, corrisposta, di un affascinante, irresistibile scavezzacollo, scarsamente dotato di denari, ricco di bellezza e passione giovanile.
Un amore impossibile, un melodramma perfettamente composto nel percorso passionale dei due giovani, dalle prime schermaglie, al fiorire del sentimento, dallo scontro con gli ostacoli sociali al progetto di una fuga d’amore, tutto ricondotto ad un valore assoluto, ultimo, che renderà quell’affettuosità eterna: la rinuncia della proprioa felicità a favore di un bene più alto, la famiglia, l’onestà, la purezza stessa dell’amore.

Lo schema si ricompone alla fine, dove il ricongiungimento simbolico dei due amanti, ormai adulti, è rappresentato da una bambina che ascolta la lettura dei libri di Jane Austen, dove il lieto fine, la gioia della “serenità coniugale”, rimane come assoluto da raggiungere, da sognare, a cui aspirare.
Qui l’eternità della letteratura è giustificata, addirittura spiegata, attraverso la sfortunata vita amorosa (assolutamente “messa in scena”) della scrittrice stessa: come se i libri fossero l’unica possibilità di vivere una favola sentimentale appagante e felice.

James McAvoy. Faro su un film grigiastro, il giovane scozzese è moderno e corposo nella bellezza dei vestiti ottocenteschi e nel suo sguardo libidinoso da eterno “giovane-adulto”: fascinoso e di una bellezza letteraria, disperato e libero, come solo alcuni corpi cinematografici riescono a essere, incarna ancora una volta un desiderio disilluso, un happy end mascherato, un piacere non consumato.

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