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Solo i più belli si salveranno

Solo i più belli si salveranno

In bilico tra un remake in chiave esotica di Un tranquillo week end di paura (Deliverance, John Boorman, 1972) e una puntata non riuscita di Lost , un gruppo di turisti anglofoni sperimenta nel giro di poche ore un paradiso di mare, birra e sensualità, accompagnato, però, da un brusco risveglio negli inferi. Turistas applica senza originalità alcune convenzioni del genere horror (un gruppo ragazzi che scherza chiassosamente, il sesso incombente, il peccato e la meritata punizione) ai cliché dei viaggi esotici che prevedono motivazioni psicologiche come la fuga dalla civiltà, l’ambiguo rapporto di fascinazione/paura con i luoghi visitati e l’improvvisa ostilità del “buon selvaggio”. In questo modo, si dà vita a un gruppo di turisti eterogeneo tra cui una spavalda avventuriera, una cassandra, un adone e una coppia di amici goliardici alla ricerca di avventure galanti.

Chirurgia socio-politica
La regia, dinamica senza essere invasiva, non riesce a sanare le lacune di una sceneggiatura in cui ogni scena sembra incompiuta. Lo spunto iniziale, originale solo nelle location, introduce diverse situazioni che non sviluppa adeguatamente, limitandosi ad enfatizzare le sequenze d’azione ed i facili colpi di scena. Imperdonabile l’assenza degli elementi cardine del genere come l’atmosfera sospesa di mistero, l’attesa dell’orrore, la tensione sottesa a ogni piccolo evento, i terribili silenzi e la paura profonda. Tra inseguimenti nella foresta, vegetazione lussureggiante e dita che volano, lo spettatore/viaggiatore trova ristoro tra le azzurre e remote caverne subacquee dove si svolgono le scene visivamente e tecnicamente migliori, anche se inverosimili almeno quanto l’elevato livello estetico dei viaggiatori. In un thriller dove solo i più belli possono salvarsi, tra fondoschiena in continuo primo piano e sadici esperimenti di “chirurgia socio-politica”, è da menzionare la breve scena splatter con l’uso creativo di una spillatrice da ufficio. Né turistas né viaggiatori, ma solo prede, belle e un po’ noiose!

Curiosità
Turistas è il primo film di produzione americana girato interamente in Brasile, tra le spiagge di Utamba e le caverne sommerse vicino Lencois. John Stockwell, che ha firmato anche la regia di Trappola in fondo al mare (Into the blu, 2005), ha partecipato come attore a diversi film, tra cui Christine la macchina infernale (Christine, John Carpenter, 1983) e Miliardi (Carlo Vanzina, 1991). Josh Duhamel (Alex) è stato nominato da People Magazine una delle 50 persone più belle del mondo mentre Melissa George (Pru), già vista in Derailed (Mikael Hafström, 2005), ha nel curriculum un’elezione a “Western Australia Teenage Model of the year”.

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