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cultura dell'immagine e della parola

Intervista a Domenico Liggeri (seconda parte)

<i>Dedicato a te</i>, la versione “bionda”Cosa puoi raccontarci del video de Le Vibrazioni Dedicato a te, che ha avuto due eccellenti parodie? (Il videoclip è stato ripreso sia da Elio e le storie Tese con Shpalman, che da Frankie Hi – Nrg per Chiedi, Chiedi)

Già negli anni ottanta Al Yankovic faceva le parodie di video famosi, da Smell like Nirvana a Like a surgeon. Un modo di fare video abbastanza tipico: anche per il video della Morrisette My humps, nulla di nuovo sotto il sole. Furono molto forti i Blink 182 con All The Small Things: avevano il giusto carattere pop punk per permettersi di parodiare anche una boy band.
Per quanto riguarda Dedicato a te è stato il più grande successo video della discografia italiana, ed è andato proprio contro tutte le regole, sia della discografia che dell’industria videomusicale: ci ho lavorate per tre mesi, facendo casting e prove. Il fatto di essere andato contro ogni logica discografica e di aver avuto un grande successo, avrebbe dovuto aprire gli occhi ai discografici, ma non fu così.
Anche Cleptomania degli Sugarfree fu grande successo: e infatti ci vollero due mesi per prepararlo. Sai quanto tempo è concesso a un regista per girare un video musiale? Una settimana! Si concede poco tempo alla preparazione del videoclip, e questo perchè all’inizio degli anni ottanta i discografici dissero che il video avrebbe ammazzato la musica.<i>Dedicato a te</i>, la versione “mora”

Puoi indicarci alcuni video che secondo te sono fondamentali nella storia della videomusica?

I video su cui riflettere sono quelli che riescono a entrare nell’immaginario popolare, sono quindi i grandi successi. La nicchia non ti fa riflettere, riflettere su un insuccesso ha poco significato. Si riflette su un insuccesso solo nel caso in cui, per esempio, a non funzionare fosse un video di Madonna, cioè un video prodotto per fare un grande successo di mercato.
Come to daddy di Aphex Twin si è conquistato una enorme popolarità sul passaparola: dalla nicchia si è passati alla popolarità. Ma d’altronde è un video talmente denso, c’è una tv che insegna ai bambini a essere cattivi, è un pamphlet talmente intenso che non poteva far altro che diventare storico.
Come faccio nel mio libro, cerco di invitare a scoprire o riscoprire alcuni lavori, per esempio Salvami di Jovanotti: ciò che è interessante è cercare di spiegare i motivi per cui sia così rimasto nella memoria delle persone. Così anche cerco di spiegare i motivi del successo di Dedicato a te, che non era programmato… beh, diciamo quasi, ma più che altro era stimolato. I meccanismi che rimangono dietro, come per esempio il <i>Cleptomania</i> dei Sugarfree” />concetto della “velina bionda e della bruna”: sapevo che si sarebbe scatenato il dibattito sulla versione preferita! Insomma, da conoscitore delle debolezze della comunicazione ho cercato il gioco della presa in giro. </p>
<p><strong>Progetti futuri nella videocmusica?</strong></p>
<p>Di solito giro una cosa all’anno, ma credo che quest’anno non farò nulla. Non sfruttare limitatamente la mia creatività, ma i dettami delle case discografiche ora come ora non mi permetterebbero di lavorare come amo fare. Purtoppo le televisioni musicali sono responsabili di un depauperamento del gusto del pubblico, per cui è difficilissimo riuscire ad allontanarsi dall’omologazione.</p>
<p>Vai alla <A href=prima parte dell’intervista

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