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Chi di Vanzina ferisce, di Vanzina perisce

Chi di Vanzina ferisce, di Vanzina perisce

Olè, e tra nacchere, flamenco, corride e belle signore dalle curve latine, Massimo Boldi, reduce da un equivoco incontro con una “famelica” pianta carnivora sul set di Natale a Miami, si reincarna professore di matematica alle prese con una scolaresca indisciplinata e un infingardo rivale napoletano.
Olè, e Daryl Hannah, da affascinante killer con gusto per l’erpetologia (nei Kill Bill di Quentin Tarantino) si trasferisce in Spagna, come dolce maestrina americana, a scortare biondissime collegiali americane.
Olè, e con tali premesse, Boldi sfida l’amico che fu, Christian De Sica, in una lotta all’ultimo biglietto. Due filmacci all’italiana in competizione.

Già si sa, non è un segreto: Natale a New York ha avuto la meglio, complici un titolo che garantisce la continuità della tradizione e un regista, Neri Parenti, talmente trash e sboccato da saper sempre regalare al pubblico l’ultima risata.
Un nuovo antagonista per Boldi: Vincenzo Salemme nel ruolo di Sasà Rondinella (e il nome è già tutto un programma…). Il “maestro sfigato” e il “pulcinella napoletano”, stereotipi classici del genere comico, si combattono a colpi di beffe organizzate ai danni del nemico: panini gravidi di aglio, lettere d’amore scambiate, ridicole bugie. Il fine: conquistare la bella americana, quella che, paradosso della sorte, preferisce uomini bruttini ma di buon cuore. Una piccola rivincita per Boldi, almeno in questo.
Mille storie che si intrecciano: dai drogofili rozzoni spagnoli, che ingaggiano i due protagonisti in una corsa automobilistica alla James Dean, al trucido parrucchiere romano (Enzo Salvi) con volgare bellona sarda al seguito (Francesca Lodo).

Il divertimento assicurato, almeno in certi punti, si perde purtroppo in una trama scontata e banale, che lascia davvero poco all’immaginazione. L’intreccio amoroso, fulcro irrinunciabile di questi film, cade nell’affettazione ripetitiva di sventure e fraintendimenti da manuale, ma senza originalità e convinzione. Bravi gli attori, scarso il contesto.
L’italietta sembra lontana, così la calda atmosfera del trash natalizio e le lucide prese in giro dei miti contemporanei.

Curiosità
La partecipazione di Daryl Hannah in Olè è stata, fino all’ultimo, messa in dubbio. L’attrice, famosa per le crociate ecologiche, a giugno si era appollaiata su un albero per impedire che venisse tagliato.

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