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Una pellicola a 30 cm

Una pellicola a 30 cm

Un’estate strabiliante. Un traffico illecito di armi e droga. Un brutale omicidio. L’attore-icona del cinema hard coinvolto. Gli ingredienti necessari per creare suspense e ritmo ci sono tutti, eppure questo film non concretizza le grandi aspettative suscitate. In effetti la trama (purtroppo una storia vera) è decisamente interessante, e ha dalla sua parte l’innegabile vantaggio di poter fare luce sulla figura di una ex star di indubbio richiamo, ovvero John Holmes, il re del porno. Nel film l’attore (interpretato da Val Kilmer) è colto nel momento del suo declino quando, a trentasette anni, tossicomane e semialcolizzato, rimane invischiato in un tremendo omicidio nel quale il suo ruolo non appare chiaro. Il regista perciò avrebbe potuto dare maggior rilievo al profilo psicologico del protagonista, anzichè limitarsi a una sterile esposizione della sua versione dei fatti contrapposta a quella di un altro indagato. E infatti le scene più riuscite sono i flashback sulla vita passata di “Mr 30 centimetri” Johnny “Wadd” Holmes, e sui conflitti della sua personalità fragile. Nel film Holmes è un personaggio antipatico, debole, che la recitazione di Val Kilmer rende però più umano e accettabile.
Il montaggio è efficace nel rendere la frenesia e la assoluta incoerenza di tutti i fatti della vicenda, sulla quale manca ancora molta chiarezza: l’effetto è quello di vedere una grande allucinazione collettiva, in cui tutti i protagonisti sembrano vittime di un’estate ai limiti della follia, in cui tutto può succedere, alla fine di un’epoca (i 70s) in cui tutto era trasgressione estrema.
Una menzione particolare va a Lisa Kudrow (la Phoebe di Friends) che, interpretando il ruolo della ex moglie di Holmes, dà prova di essere una brava attrice anche in ruoli non leggeri.

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