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	<title>hideout &#187; simon pegg</title>
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	<description>cultura dell&#039;immagine e della parola</description>
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		<title>Mission: vertigo</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Sagrati</dc:creator>
				<category><![CDATA[in sala]]></category>
		<category><![CDATA[action]]></category>
		<category><![CDATA[brad bird]]></category>
		<category><![CDATA[film del 2011]]></category>
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		<category><![CDATA[tom cruise]]></category>

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		<description><![CDATA[il quarto capitolo della saga fortemente voluta da Tom Cruise, prodotta per laseconda volta dalla Bad Robot di J.J. Abrams, fa centro con un nuovo grande regista: Brad Bird, l'uomo pixar dietro a Ratatuille e Gli Incredibili. Chi l'avrebbe mail detto che per riavere un sano film action bisognava ricorrere al mondo dell'animazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full" src="http://www.hideout.it/wp-content/uploads/2012/01/mission-vertigo_1.jpg" alt="" width="250" height="172" />La scelta di dare maggiore profondità al personaggio all&#8217;agente Ethan <em>alias</em> Tom Cruise, nel terzo episodio, risultava alquanto prematura. Per fortuna il quarto riporta <strong>equilibrio, ritmo e quella sana dose di bidimensionalità di cui ha bisogno un vero eroe action</strong>. <em>Mission: Impossile &#8211; Missione fantasma</em> è quello di cui il genere aveva bisogno: azione, coreografia, ironia e serietà ben dosati senza mai sconfinare nella noia dell&#8217;adrenalina a tutti i costi, peccato capitale per il genere, purtroppo sempre più comune.</p>
<p>È buffo come ci sia voluto uno dei registi di punta di casa Pixar per raggiunge un tale livello di eccellenza nel saper muovere gli esseri umani. L&#8217;autore di <em><a class="titolo" title="Incredibile visu" href="http://www.hideout.it/gli-incredibili/">Gli incredibili</a></em> prende Tom Cruise e soci per trasformarli, non in cartoni animati, ma in personaggi bidimensionali credibili, anche quando sospesi a mani nude su grattacieli di vetro. È Brad Bird, colui che ci ha commosso <img class="alignleft size-full" src="http://www.hideout.it/wp-content/uploads/2012/01/mission-vertigo_2.jpg" alt="" width="250" height="172" />con un topo capace di cucinare, e probabilmente per lui non deve essere stata una Mission così Impossible riprendere in mano la saga per ricominciare dal genere. Non ci si fraintenda: niente di nuovo sotto il sole in fase di contenuto: l&#8217;agente senza macchia e senza paura Ethan Hunt viene accusato ingiustamente da russi corrotti e farà di tutto per scagionarsi e riportare la IMF nell&#8217;olimpo delle agenzie governative. Quello che sorprende infatti è la forma: dopo le alimentari e personali incursioni d&#8217;autore di Brian De Palma, John Woo e J.J. Abrams (qui produttore), <strong>è la versione di Bird a riuscire nell&#8217;intento di omaggiare al meglio la serie tv di provenienza</strong> (giocando col format), nonché nel mettere a fuoco il motivo per cui sono prodotti gli action, ovvero divertire il pubblico (il guadagno economico arriva di conseguenza).</p>
<p><img class="alignright size-full" src="http://www.hideout.it/wp-content/uploads/2012/01/mission-vertigo_3.jpg" alt="" width="250" height="172" />La scena del grattacielo tiene col fiato sospeso, quella nel parcheggio sembra coreografata da un ballerino, Simon Pegg risolve più di una tempesta di sabbia, fino arrivare al <strong>finale che non ti aspetti in perfetto stile franchise</strong>. La miccia è accesa e la nuova stella dell&#8217;action brilla tra noi. Speriamo non si autodistrugga entro 5 secondi.</p>
<p><strong>Curiosità</strong><br />
La scena del grattacielo è girata in Imax e senza controfigura. Si consiglia quindi, dove possibile (Rimini e Pioltello), di godersi il nuovo Tom spericolato cinquantenne Cruise nelle sale attrezzate, dove noterete lo schermo allargarsi e aumentare la già notevole sensazione di vertigine.</p>
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		<title>Le avventure di Tintin – Il segreto dell’unicorno: le avventure di Steven</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Soranna</dc:creator>
				<category><![CDATA[in sala]]></category>
		<category><![CDATA[animazione]]></category>
		<category><![CDATA[daniel craig]]></category>
		<category><![CDATA[film del 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Jamie Bell]]></category>
		<category><![CDATA[simon pegg]]></category>
		<category><![CDATA[steven spielberg]]></category>

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		<description><![CDATA[Steven Spielberg si cimenta nuovamente nel filone che più lo vede a suo agio, quello dell’avventura, riconfermandosi un ottimo regista e narratore. Grazie alla tecnica della motion capture il regista può filmare come vuole e questo rende ancora più apprezzabile un lavoro divertente per tutte le età. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full" src="http://www.hideout.it/wp-content/uploads/2011/10/le-avventure-di-steven_1.jpg" alt="" width="250" height="172" />«Com’è la sua sete d’avventure, capitano?!?!»<br />
«Inestinguibile!!»<br />
Con questa battuta si chiude l’ultimo lavoro del veterano Steven Spielberg. Una battuta che, più che una domanda al Capitan Haddok (coprotagonista della pellicola), sembra rivolta allo stesso regista. <em>Tintin</em> (chiameremo d’ora in poi così il lungometraggio e non con il suo titolo originale) <strong>sembra proprio il film che Spielberg ha volto realizzare</strong>. Le ambientazioni e le vicende ricche d’avventura confermano ancora una volta (a partire dal soggetto di base) la voglia che il regista ha di esplorare questo campo e di cimentarsi in tale filone narrativo per divertirsi e divertirci. Ma <em>Tintin</em> risulta il film che Spielberg ha sempre voluto soprattutto per quanto riguarda le tecniche di ripresa.</p>
<p>Infatti, che il regista fosse assai interessato alla motion capture lo si era già capito notando il suo impegno come produttore in opere quali <em><a class="titolo" href="http://www.hideout.it/index.php3?page=notizia&amp;id=1053">The Polar Express</a></em> di Zemeckis. Ora, basandosi anche sulla produzione dell’ormai esperto di questa tecnica Peter Jackson, Spielberg la utilizza al meglio realizzando inquadrature precisissime e perfette in tutti i loro minimi dettagli, ma soprattutto sfruttando la computer grafica per poter situare la macchina da presa esattamente dove vuole, senza dover fare i conti con problemi tecnici e pratici che una ripresa live action avrebbe ovviamente posto. <img class="alignleft size-full" src="http://www.hideout.it/wp-content/uploads/2011/10/le-avventure-di-steven_2.jpg" alt="" width="250" height="172" />E allora ecco che il regista ci regala <strong>scene mozzafiato grazie a movimenti di macchina vertiginosi e piani sequenza memorabili</strong>. Nel film, Spielberg non si accontenta di soddisfare questo suo “capriccio”, bensì si diverte ulteriormente in un gioco di citazioni che lo vede protagonista. Già, in <em>Tintin</em> Spielberg cita Spielberg. Questa caratteristica la si evince sin dall’inizio con i preziosissimi titoli di testa che rimandano agli altrettanto strabilianti titoli di <em><a class="titolo" href="http://www.hideout.it/index.php3?page=notizia&amp;id=207">Prova a prendermi</a></em>. Nel corso della pellicola è impossibile non notare i rimandi a <em>Lo squalo</em> o all’opera del regista che, giustamente, è presente più di tutte le altre, <em>Indiana Jones</em>. Spielberg però non si dimentica da dove il progetto ha avuto origine, e quindi, nelle primissime inquadrature, omaggia degnamente (e in maniera molto spiritosa) l’autore del fumetto, Hergè. Il film trae spunto da tre albi che vedono protagonista il giovane reporter, riuscendo a ricreare fedelmente tutte le caratteristiche dei personaggi.</p>
<p>I fan del fumetto forse potrebbero criticare la scelta stilistica molto rigogliosa e ricca di sfumature che Spilelberg ha adottato rispetto al tratto più “infantile” ed essenziale che contraddistingue le opere di Hergè, ma sicuramente concorderanno che gli sceneggiatori (stranamente) nel loro lavoro di modifica sul testo, abbiano aggiunto sequenze del tutto assenti nel fumetto originale che però sembrano essere molto coerenti con lo stile di Hergè e soprattutto siano inserite proprio laddove il fumetto assumeva svolte narrative più prolisse e statiche. <img class="alignright size-full" src="http://www.hideout.it/wp-content/uploads/2011/10/le-avventure-di-steven_3.jpg" alt="" width="250" height="172" />Insomma, <strong>Spielberg si riconferma un grande regista ma soprattutto un ottimo narratore</strong>. Tutti gli spettatori riassaporeranno quella sensazione di curiosità e stupore che si aveva quando si ascoltavano storie prima di addormentarsi. In fondo, chi non ha sognato di solcare i mari alla ricerca di un tesoro perduto?<br />
Meno male Steven, che la tua voglia d’avventure è inestinguibile.</p>
<p><strong>Curiosità</strong><br />
<em>Tintin</em> è pubblicato per la prima volta in francese il 10 gennaio 1929 nel settimanale belga a fumetti Le petit Vingtième, supplemento del quotidiano cattolico <em>Le vingtième siècle</em>. Le storie si snodano in 23 avventure e una ventiquattresima incompiuta.</p>
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		<title>Paul: A spasso con l’alieno</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Sagrati</dc:creator>
				<category><![CDATA[in sala]]></category>
		<category><![CDATA[commedia]]></category>
		<category><![CDATA[film con alieni]]></category>
		<category><![CDATA[film del 2011]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa succede se il regista di Adventureland e Suxbad – Tre menti sopra il pelo dirige una storia degli amici nerd Simon Pegg e Nick Frost (L’alba dei morti dementi e Hott Fuzz)? Si viaggia per gli States sulle tracce delle leggende sci-fi, alimentati da un pungente humor britannico. Se poi nella versione italiana ci si mette la voce di Elio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full" src="http://www.hideout.it/wp-content/uploads/2011/06/a-spasso-con-l-alieno_1.jpg" alt="" width="250" height="172" />Non nerd, prego, astenersi. Quando due sci-fi addicted scrivono, e un forty-something afflitto dalla sindrome di Peter Pan dirige, non c’è scampo: o parli il loro linguaggio o rimani fuori dal gioco. Anzi, se fin d’ora queste righe vi appaiono dal significato oscuro, <em>Paul</em> non è il film che fa per voi. Niente di male, anzi, siete fortunati, perché <strong>la vita degli appassionati di fantascienza è dura</strong>: ci sono un sacco di battute da sapere a memoria, attori da riconoscere, costumi da preparare, strampalate teorie (fanta)scientifiche da comprendere e lingue aliene da imparare. E questa è la vita di Clive e Graem, due amici over 30, mai cresciuti e afflitti dalla loro stessa amicizia che li esclude dal resto del mondo. In parole povere due nerd sfigati.</p>
<p>Non sorprende né l’idea né i loro autori. Solo Pegg e Frost, amici nella vita, già copratogonisti dei cult <em>L’alba dei morti dementi</em> (<em>Shaun of the Dead</em>, 2004) e <em><a class="titolo" href="http://www.hideout.it/index.php3?page=notizia&amp;id=3304">Hot Fuzz</a></em> <img class="alignleft size-full" src="http://www.hideout.it/wp-content/uploads/2011/06/a-spasso-con-l-alieno_2.jpg" alt="" width="250" height="172" />(idem, 2007), potevano concepire una storia bromance-nerd on the road (traduzione: il viaggio di due amici etero, ma attratti emotivamente l’uno dall’altro, appassionati di fantascienza e fumetti). Sorprende invece il risultato: la contrapposizione tra Stati Uniti e Inghilterra, Creazionismo e Darwinismo, risulta brillante. <strong>Le scorribande dei due ragazzotti rappresentano ovviamente una metafora sull’incontro con il diverso</strong> (l’alieno, lo straniero, il bifolco) e, sebbene sia evidente per chi parteggiano gli autori, ogni gag, ogni avventura riesce a strappare una risata e un’associazione d’idee con la realtà vissuta dallo spettatore. Impossibile non rivedere nella ipercristiana Ruth, la suora che ci vessava all’oratorio.</p>
<p>Purtroppo, <strong>tutto il meglio che questa storia poteva offrirci è diluito dall’effetto paradostico</strong>, in quanto si ride a crepapancia solo se si sanno a memoria un sacco di battute, si riconoscono personaggi e attori, si comprendono teorie strampalate e lingue aliene. <img class="alignright size-full" src="http://www.hideout.it/wp-content/uploads/2011/06/a-spasso-con-l-alieno_3.jpg" alt="" width="250" height="172" />In questo scenario è poi indubbio come la versione italiana, nonostante il buon lavoro di Elio, sia deleteria per una corretta comprensione. Paul è quindi un divertentissimo divertissement per nerd, ma anche una carrellata d’insulse baggianate per gli altri. E peggio per quegl’altri: in fondo, chi non vorrebbe essere un nerd a spasso con un alieno?</p>
<p><strong>Curiosità</strong><br />
La voce di Paul nella versione originale è di Seth Rogen, che durante le riprese era impegnato anche sul set di <em>The Green Lantern</em>. Per questo motivo è stato spesso sostituito dall’attore Joe Lo Truglio (che nel film impersona O’Reilly) il quale ha imparato a imitarlo alla perfezione.</p>
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