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	<title>hideout &#187; charlie hunnam</title>
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	<description>cultura dell&#039;immagine e della parola</description>
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		<title>Punto d&#8217;impatto: Match tra un ateo e un cattolico estremista: chi vince?</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vantellini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Matthew Chapman torna alla regia con The Ledge, malamente tradotto in Punto d'impatto. Thriller a sfondo filosofico-religioso, il film vorrebbe fungere da canale di espressione e promozione dell'ateismo caro al regista. Dietrologie a parte, un film intrigante e ad alta tensione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full" src="http://www.hideout.it/wp-content/uploads/2011/06/match-tra-un-ateo-e-un-cattolico-estremista-chi-vince-_1.jpg" alt="" width="250" height="172" />Matthew Chapman è un ateista dichiarato: informazione di un certo peso se si dirige un film che dell&#8217;ateismo vorrebbe essere una sorta portavoce, se non un vero e proprio manifesto: ben architettato, ben discusso (il dialogo e le riflessioni teologiche, escatologiche ed esistenziali costituiscono lo scheletro della narrazione), ben interpretato. Ma, ci si domanda, cosa ne è delle proprie convinzioni e delle argomentazioni atte a difenderle, se poi si scopre che, della opposta fazione, si è scelto con faciloneria un portatore di un estremismo cattolico tale da invalidare la sua stessa fede? Questo è il dramma e l&#8217;errore in cui cade <em>Punto d&#8217;impatto</em> di Matthew Chapman. Un peccato, viste le premesse. Eppure ciò non danneggia irrimediabilmente la pellicola: purché <strong>si legga la storia come un thriller virato in chiave filosofico-religiosa</strong>. Vale a dire: purché non si sia a conoscenza dell&#8217;orientamento religioso del regista o si guardi attraverso la sua lente deformante con cognizione di causa. Se si chiude un occhio, è un buon film, dunque, ricco di suspense, candidato al Sundance per il Grand Jury Prize e interessante dal punto di vista strutturale.</p>
<p>La pellicola si articola in un plot principale, che narra le vicende amorose e non solo dell’ateo Gavin, e in diverse sottotrame che gli ruotano attorno: il subplot del detective Hollis, cattolico in crisi, e il subplot di Shana, convertitasi al cattolicesimo estremista, ma disposta ad aprire la mente a nuovi orizzonti – a differenza de marito Joe, anch’egli convertitosi al cattolicesimo dopo una vita di bagordi <img class="alignleft size-full" src="http://www.hideout.it/wp-content/uploads/2011/06/match-tra-un-ateo-e-un-cattolico-estremista-chi-vince-_2.jpg" alt="" width="250" height="172" />e ora attivo sostenitore di un estremismo religioso privo di buon senso. Le storie vengono colte in medias res, nel momento della loro massima crisi e descritte, a detta del regista e del direttore della fotografia, in modo formalmente oggettivo, evitando quindi l’uso dei primi piani e le soggettive troppo spinte. A supporto di questa metodologia espressiva, le argomentazioni messe in campo danno voce a ciascuna posizione religiosa o esistenziale di cui sopra. La scrupolosa attenzione alle parole dette e <strong>l’originalità di affrontare a livello cinematografico una questione spinosa come l’ateismo</strong> rendono la pellicola molto intrigante, ma a volte anche fin troppo verbosa. Il ritmo è, tuttavia, recuperato abilmente attraverso scelte di montaggio: da una parte, esse danno ampio spazio ai flashback, spezzettati e alternati in modo costante al presente e sfruttati come strumento per generare suspense; dall’altro lato, esse evocano, attraverso l&#8217;intersezione tra la vicenda del protagonista e quella di Hollis, una sospensione che rompe la monotonia, amplia la visuale dello spettatore e gli fornisce a spizzichi e bocconi tanti piccoli pezzi di puzzle che lo porteranno a condividere, alla fine, la scelta del protagonista.</p>
<p>Detto questo, una lamentela va rivolta per l&#8217;ennesima volta alla traduzione del titolo originale del film: <em>The Ledge</em>. Qui il concetto di «cornicione» rimanda al momento di “crisi” durante il quale é necessario compiere una scelta: tra il dentro e il fuori, tra la codardia di rientrare e il coraggio di buttarsi, tra la fede nel proprio credo (perché l&#8217;ateismo è tale) e la rinuncia ad esso. <em>Punto d&#8217;impatto</em>, di contro, pone l&#8217;accento sul già deciso, sulla conclusione dell&#8217;azione stessa, <img class="alignright size-full" src="http://www.hideout.it/wp-content/uploads/2011/06/match-tra-un-ateo-e-un-cattolico-estremista-chi-vince-_3.jpg" alt="" width="250" height="172" />sulle conseguenze della scelta. Forse che nelle orecchie dei traduttori ronzava una voce che diceva che il titolo era appetibile e collaudato (visto che già esistono altri film di serie B così intitolati)? <em>The Ledge</em>, in fondo, è <strong>un film complesso e inusuale per i temi affrontati e per questo risulta difficile da classificare</strong>. Una nota di merito va alle belle interpretazioni degli attori e all’intuizione del regista di utilizzare il genere thriller per far passare temi che difficilmente avrebbero potuto trovare voce e generare interesse in un film drammatico. Tutti questi pregi ci fanno dimenticare il “perché” del film nelle intenzioni del regista e ce lo fanno apprezzare per quello che appare: un film ad alta tensione approfondito da consistenti e attualissime digressioni filosofiche e religiose.</p>
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