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Vivere o sopravvivere? (Claudia Beltrame, 11/07/10) Presentato per la prima volta al festival di Venezia, la vicenda post-apocalittica tratta dal romanzo omonimo del 2006 giunge a nove mesi di distanza nelle sale italiane. La storia dei rapporti tra padre e figlio che ha permesso a McCarthy di vincere il premio Pulizter per la Narrativa è stata ripresa da John Hillcoat, che ha scelto il bravissimo Viggo Mortensen come interprete principale.
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Una Stoccolma cupa e sonnolenta (Claudia Beltrame, 14/06/10) Nel terzo episodio tratto dalla saga di Stieg Larsson, Alfredson dà un taglio differente alla storia, rinfocolando l’attenzione sul tema della prevaricazione nei confronti dei deboli e mettendo da parte le considerazioni socio-politiche dell’autore. Il tentativo di semplificazione si traduce in un prodotto insipido e poco coinvolgente.
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La teatralizzazione del senso di colpa (Valentina Vantellini, 29/03/10) Shutter Island – nell'edizione italiana L'isola della paura – è il romanzo dell'americano di origini irlandesi Dennis Lehane, già conosciuto al grande pubblico per Mystic River. La perfetta struttura narrativa e l'intreccio studiato a tavolino ne fanno un romanzo ideale per l'adattamento cinematografico. E Scorsese lo dimostra, dirigendo un film che è lo specchio visivo della parola scritta. Provare per crederci.
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Sei cose impossibili prima di colazione (Silvia Poli, 09/03/10) Dopo più di cinquantanni la Disney ci riprova e offre i suoi sconfinati mezzi alla mente visionaria di Tim Burton per la realizzazione del film “Alice in wonderland”. E questa volta viene reso onore all’Alice di Lewis Carrol, scrittore dell’omonimo romanzo, pubblicato nel 1865.
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Elaborazione del lutto dalla terra di mezzo (Valentina Vantellini, 10/02/10) Amabili resti, romanzo d’esordio di Alice Sebold diventato vero e proprio caso letterario, diventa cinema d’autore nelle mani del visionario regista di Il signore degli anelli. L’adattamento cinematografico, pur non essendo fedele in toto all’originale, ne esalta il senso profondo e, con successo, traduce in immagini e voci l’emozione evocata finora dalle sole parole scritte.
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Quando l’action movie è svogliato (Claudia Beltrame, 12/11/09) Nel suo ultimo lavoro La ragazza che giocava con il fuoco, il regista Alfredson non riesce a far fronte alla complessità del lavoro di Larsson, tralascia le intricate relazioni tra i personaggi e descrive le emozioni in maniera grossolana. Ne risulta un prodotto poco appetibile, tanto per i fan quanto per chi non conosce la controparte letteraria.
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Graffi nell’anima (Claudia Beltrame, 24/09/09) Cristina Comencini è autrice del libro e regista del film che ne è stato tratto. Se il romanzo scava negli abissi dell’animo umano, la pellicola si concentra sul filone principale tralasciando interessanti spunti sulle relazioni interpersonali, ma è ugualmente valida.
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Misteri della Chiesa (Silvia Poli, 25/08/09) Da Angeli e demoni, dello stesso autore del Codice da Vinci, Ron Howard produce l’omonimo film. Anche in questo caso la Chiesa gioca un ruolo da protagonista, seppur molto differente rispetto a quello che ci si aspetterebbe.
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La porta tra libro e audiovisivo (Marco Valsecchi, 08/07/09) Henry Selick, già regista di Nightmare Before Christmas, porta sul grande schermo la “fiaba nera” scritta da Neil Gaiman a partire dai racconti di sua figlia. Un buon esempio di come si possa adattare un testo pensato per la lettura a voce alta trasformandolo in una sceneggiatura per il grande schermo senza tradirne lo spirito e il messaggio.
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Il femminismo che viene dal Nord (Claudia Beltrame, 12/06/09) Il film Uomini che odiano le donne, tratto dal libro più venduto del 2008, ci conduce in un universo freddo e misogino, in cui il “sesso debole” è vittima della perversione maschile. Un’eroina hard boiled e un giornalista in declino muovono i fili di un originale thriller scandinavo.
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Coitus interruptus (Silvia Poli, 18/05/09) Per il suo debutto come regista Clark Gregg ha scelto di portare sul grande schermo Soffocare, tratto dal famoso romanzo di Chuck Palahniuk. Il film è piacevole e scanzonato, ma si limita a essere bello senza sostanza.
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Cuore di cane (Claudia Beltrame, 06/05/09) Se amate gli animali, questo film fa per voi. Meglio abbattere i pregiudizi verso le storie di buoni sentimenti e abbandonarsi alla visione di una commedia genuina e coinvolgente, fedele alla controparte letteraria.
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Fiabe che diventano realtà (Alessandra Cavazzi, 14/04/09) La saga della ormai famosa imprenditrice Stephanie Meyer ha lasciato senza parole migliaia di adolescenti romantiche che hanno ritrovato nel best seller e nella versione cinematografica (entrambe a più episodi) la realizzazione di un sogno fiabesco. Ma per gli ultra diciottenni qualche dubbio rimane: non sarà un esasperante fotoromanzo?
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Quando la lunghezza stanca (Lorenzo Lipparini, 24/03/09) La trasposizione del racconto di Scott Fitzgerald impegna un cast da colossal e mobilita i numeri delle grandi occasioni. Ma nonostante il successo di pubblico, i 3 oscar guadagnati, gli effetti speciali e Brad Pitt, il film fallisce nell'intento di stupire e coinvolgere. La riscoperta del libro da cui ha origine la storia è forse il contributo più prezioso dato al pubblico, che non ne può più dei film torrenziali.
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Il lato oscuro delle cose (Silvia Poli, 20/02/09) Il romanzo di Gianrico Carofiglio Il passato è una terra straniera smuove qualcosa nell’animo di Vicari che decide di dar forma ai propri pensieri tramite l’omonimo film. Che sia tra le pagine di un libro o sullo schermo di un cinema è difficile non lasciarsi tentare dal lato oscuro delle cose.
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La fiera dell'Assurdo (Claudia Beltrame, 01/01/09) Occorre un'alta dose di creatività per riuscire a rendere ancora più irrazionale un libro stravagante come quello di Douglas Adams. Jennings confeziona un groviglio di presunte scene comiche e immagini senza senso, gradito ad un pubblico amante del freak e dell'effetto plasticoso.
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La fede dell’autodistruzione (Claudia Beltrame, 24/11/08) E’ passata una decina d’anni dalla pubblicazione del romanzo Fight Club di Chuck Palahniuk e dall’uscita della relativa pellicola di David Fincher ma la loro fama, anziché diminuire, è cresciuta col tempo.
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Cronaca di una tragedia annunciata (Silvia Poli, 25/10/08) L’ultimo romanzo di Melania Mazzucco, Un giorno perfetto, rappresenta con spietata sincerità uno spaccato di vita italiana del nostro tempo. Dal libro nasce l’omonimo film di Ferzan Ozpetec, ma il regista non affonda il colpo e mostra immagini svuotate di significato.
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Il Paradiso Perduto (Claudia Beltrame, 21/09/08) A volte non bastano un cast di tutto rispetto e una grafica curata per rendere appassionante un film fantasy. Il libro di Philip Pullman viene demolito nell'illusione di un maggiore afflusso nelle sale. Ma, riducendolo ad una semplice fiaba, il romanzo perde credibilità.
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L’arte di resistere (Stefano Aldeni, 14/07/08) Ecco qualcosa che va oltre tutto ciò che era stato realizzato finora a proposito di ogni attività criminale. Roberto Saviano e Matteo Garrone hanno creato con Gomorra il luogo, il momento per riflettere davvero sui perché e sui per come di un fenomeno, quello della camorra, grande un intero paese. Il nostro.
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Impara la truffa e mettila da parte (Stefano Aldeni, 01/06/08) Michela Murgia e Paolo Virzì arrivano al bersaglio sfruttando le loro migliori carte. Il libro gioca su uno stile brillante e colorito. Il film, grazie ad un ottimo gruppo di attori, riesce a mostrare il contesto disumano del call center. Il luogo dove, a detta di Murgia, si inchiappetta e si viene inchiappettati.
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Cacciatori e cacciati (Stefano Aldeni, 27/04/08) Uno dei maggiori bestseller degli ultimi anni arriva nelle sale con grandi aspettative. Piaccia o non piaccia, il peso del libro si è sentito sul film, che ha puntato in ogni caso sul concreto: significativo rispetto della trama e cast poco stellare, “nazionalista”, alla ricerca, poco riuscita, del modo migliore per tramandare la tormentata storia dell’Afghanistan.
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L’isola del dolore che non c’è (Stefano Aldeni, 06/04/08) Due belle prove per l'Italia dei film e dei libri. Caos calmo ha incantato per mesi dagli scaffali e ora, passato per le mani di un Nanni Moretti sceneggiatore e attore in stato di grazia, è arrivato a mietere successi nelle sale, con le immutate qualità delle pagine di Sandro Veronesi.
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Persepolis: da fumetto a film (Giampiero Raganelli, 11/03/08) La graphic novel cult di Marjane Satrapi è ora un film, ad opera della stessa autrice, coadiuvata dal fumettista Vincent Paronnaud. I lettori del fumetto di partenza non rimarranno delusi e gli spettatori, che non l’hanno ancora letto, potranno così conoscere questa storia.
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Crudele passione (Silvia Poli, 03/02/08) Lust, Caution è una storia di spie, di amanti, d’amore e d’inganni. Sembra qualcosa di già conosciuto. Ma quando a raccontarla sono la scrittrice Chang Ailing e il regista Ang Lee non resta altro che lasciarsi trasportare dall’emozione.
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Lo skate visionario di Gus (Stefano Aldeni, 03/01/08) Il primo romanzo di Blake Nelson a essere tradotto in Italia, è un’opera breve e dai modi educati, ai quali Gus Van Sant si è sicuramente ispirato per dare ossa e fiato ai suoi personaggi, con un tocco leggero e, come sempre, stupefacente.
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Due facce e un unico volto (Stefano Aldeni, 04/12/07) Una corrispondenza perfetta unisce il romanzo di Alessandro Baricco e il film di François Girard. Nasce quasi una singola opera, fluida e continua, dalla bellezza impalpabile e dotata di un raro candore narrativo. Seta è un unico ed elegante abito adatto sia al lettore sia allo spettatore.
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Le rughe parlanti di Toni Servillo (Stefano Aldeni, 13/11/07) La ragazza del lago: un film che non ti aspetti, sia per l'esordiente alla regia, Andrea Molaioli, sia per l'origine letteraria particolarmente apprezzata: Lo sguardo di uno sconosciuto di Karin Fossum. Un giallo molto nordico, non solo per l'ambientazione norvegese, ma anche per uno stile limpido e, a tratti, glaciale.
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Spia ed espia (Stefano Aldeni, 03/10/07) Un’aspirante scrittrice, una concreta gelosia, un fatale errore. La storia della giovane Briony Tallis e di un amore in cui non sarebbe dovuta entrare. Il romanzo di Ian McEwan e il film di Joe Wright, due lavori ben fatti che respirano un’aria da belle epoque, corrotta e poi distrutta dall’imminente secondo conflitto mondiale.
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Harry Potter al cubo (Silvia Poli e Stefano Aldeni, 03/08/07) Torna sui grandi schermi il mago più famoso del ventunesimo secolo. David Yates è il terzo regista che si cimenta nel riaddattamento cinematografico della saga della Rowling. E mentre l’ideatrice di
Harry Potter non delude nemmeno in questo libro, il regista sarà all’altezza delle apettative dei fans?
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Quanto pesa una stella (Stefano Aldeni, 13/07/07) Un libro e un film diversissimi tra loro: se il primo è efficace ed elegante, il secondo non emoziona nemmeno per un istante e la sua protagonista, Monica Bellucci, appare completamente fuori ruolo.
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Trasformismo per amore (Stefano Aldeni, 20/05/07) Un film piacente e un libro piaciuto. Mio fratello è figlio unico e Il fasciocomunista: due opere talentuose che raccontano gli stessi passionali anni sessanta italiani, usando ognuna al meglio le armi e i trucchi del proprio personale linguaggio.
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Il dramma delle cinespalle (Stefano Aldeni, 27/04/07) Nel film di Ryan Murphy è mancata la qualità scanzonata dell’autobiografia di Augusten Burroughs. La pellicola ha deluso con un impasto un pò saccente e insipido. Resta il valore letterario di partenza che ha visto la nascita di un nuovo scrittore di culto made in Usa.
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Galeotto fu il diario e chi lo scrisse (Silvia Poli, 13/04/07) Dato l’impressionante numero di riviste scandalistiche presenti nelle edicole è facile immaginare cosa susciti l’interesse della gente. Probabilmente è da questo che si sono fatti allettare la scrittrice Zoe Heller e il regista Richard Eyre, che hanno deciso di tratte arte da un gossip.
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Nel labirinto di specchi (Marco Valsecchi, 08/03/07) A Scanner Darkly, Un oscuro scrutare. Dalla prosa di uno dei grandi maestri della letteratura postmoderna, alle immagini mutevoli di Richard Linklater. Un’immersione nel sonno della ragione, alla scoperta dei mostri che può generare.
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Una parte per il tutto e il tutto per una parte (Stefano Aldeni, 03/03/07) La ricerca della felicità è la prima opera hollywoodiana di Gabriele Muccino, scelto, letteralmente, dalla star del film, Will Smith. Chris Gardner, il suo personaggio, è l’autore dell’omonimo libro. Le due opere hanno avuto destini differenti: il film, osannato o criticato, è stato molto chiacchierato; il libro, in odore di istant book, è transitato silenziosamente nelle librerie.
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La Francia del vino e delle femmes fatales (Stefano Aldeni, 15/02/07) Dal più recente romanzo dello scrittore Peter Mayle, pubblicato in Italia da Garzanti nel 2005, Ridley Scott trae ora la sua versione. Il film è l’opera più francese di questo regista: ambientato nella collinare Provenza e cast madrelingua, fatta eccezione per la musa Russell Crowe.
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Sotto lo sguardo della fantascienza (Silvia Poli, 02/02/07) P. D. James è famosa per i suoi gialli, ma nella vita è bello osare e la scrittrice si lascia tentare dalla fantascienza. Decisamente non è pane per i suoi denti. Per fortuna ci pensa il regista Alfonso Cuaròn a trasformare l’uggioso libro I figli degli uomini in un film ricco di vita, dal fortissimo impatto visivo.
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Christopher Paolini e la creatura tradita (Stefano Aldeni, 14/01/07) Libro e film tratto da libro: due entità che spesso divergono. Il caso di Eragon, bestseller 2004 del ventitreenne Christopher Paolini e ora film, per la regia di Stefen Fangmeier, non smentisce questa tendenza. In comune hanno però il successo. Il film è campione d’incassi. Il libro, pur restando un fantasy che non esce dagli schemi, ha venduto milioni copie.
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Malastoria d’Italia (Silvia Poli, 19/12/06) De Cataldo e Placido raccontano la storia delle più importante banda malavitosa romana e mostrano l’Italia degli anni settanta alle prese con criminalità organizzata, brigate rosse e terrorismo. Ma soprattutto trattano di quel potere non ufficiale, che si muove nell’ombra, tra politica e criminalità e che silenziosamente governa su tutto.
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Diabolicamente glamour (Silvia Poli, 16/11/06) L’ultimo romanzo di Lauren Weisberger, Il diavolo veste Prada, svela i deliranti retroscena di una grande rivista di moda e in chiave tragicomica ripropone i (mai) vecchi valori dell’amicizia, della famiglia e dell’amore. Il regista David Frankel si lascia tentare e cade nel peccato producendo un film stimolante come una sfilata di moda.
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Odori da guardare e da leggere (Silvia Poli, 11/10/06) L’arte letteraria e quella cinematografica affrontano una nuova sfida. Lo scopo è quello di riuscire a esprimere odori attraverso le parole e le immagini. L’idea nasce nel 1985 da Patrick Süskind, che con il suo primo romanzo Il profumo racconta la storia di un ragazzo dotato di un incredibile senso dell’olfatto. Da qui Tom Tykwer ha tratto l’omonimo film da poco nelle sale. Sembra una follia. Forse lo è. Proprio per questo non bisogna lasciarsela scappare.
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L’anarchia può aspettare (Silvia Poli, 27/04/06) La cosa che più stupisce andando a vedere V per Vendetta, il nuovo film prodotto dai fratelli Wachowsky, è nei titoli di coda. “Tratto dall’omonima grafic novel di David Lloyd”… Perplessità.
Che fine ha fatto Alan Moore, sceneggiatore del fumetto?
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Donna al 100% (Silvia Poli, 26/02/06) Esistono proverbi, modi di dire, barzellette, un buon numero di storielle e di aneddoti che raccontano e ridicolizzano l’universo femminile. Descrivono donne fissate con il peso, le diete, le calorie, alla continua ricerca di un uomo da sposare, assolutamente instabili d’umore e piene di paranoie. Tra tutti, al primo posto, spicca Il Diario di Bridget Jones.
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Sogni a confronto (Arianna De Rosa, 30/01/06) Requiem per un sogno non è un romanzo facile: Darren Aronofsky inizia a leggerlo ai tempi del liceo, ma dopo qualche pagina lo posa sul comodino. Il libro rimane lì per anni. Finito il college, il regista decide di riprenderlo in mano. Colpito dalla storia, decide che quel libro diventerà il suo prossimo film. Contatta l’autore Hubert Selby Jr. e insieme scrivono la sceneggiatura di Requiem for a dream.
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Grazie Monsieur Malaussène (Silvia Poli, 11/01/06) Realizzazione di uno spettacolo di grande successo:
Prendete Daniel Pennac, autore di una fra le più affascinanti e sorprendenti saghe familiari mai scritte. Aggiungete Claudio Bisio, uno fra i nostri attori più versatili e eclettici. Lasciate che dialoghino sul palcoscenico di un teatro per circa un’ora, un’ora e mezza. Osservateli con attenzione, appludite nei momenti opportuni.
Vedrete, il risultato sarà assolutamente imperdibile!
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L’insostenibile teatralità dell’essere (Silvia Poli, 29/11/05) Mentre il libro La Diva Julia di Maugham racconta la dura realtà del teatro affrontando solo superficialmente il conflitto vivere-recitare, Szabò crea un film in cui la realtà e il teatro sono talmente fusi insieme che non è quasi più possibile coglierne le differenze. Nonostante il tema non sia nuovo, entrambi i lavori offrono buoni spunti riflessivi e una buona dose di divertimento.
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Il lato nascosto delle cose (Silvia Poli, 23/10/05) Esistono storie banali. Storie di gente comune che vive un po’ per passione e un po’ per inerzia. Così, chi decide di raccontare la vita ordinaria deve tener conto che non è sufficiente immergere i protagonisti in una trama accattivante, ma è necessaria l’aggiunta di quel “nonsoche” che trasformi il semplice racconto in un racconto d’autore. E se Salvatores, col suo Quo vadis, baby? riesce nell’intento, non si può dire lo stesso per Grazia Verasani dal cui romanzo è stato tratto il film.
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Gli umani sognano pecore elettriche? (Silvia Poli, 10/03/05) Gli androidi sognano pecore elettroniche? Questo il titolo originale del romanzo di Philip K. Dick da cui Ridley Scott trasse il suo Blade Runner. Non tutti ne sono a conoscenza, eppure in questa semplice domanda è concentrata l’essenza del libro e il pensiero del suo autore, che Scott reinterpreterà sviluppandone solo una parte.
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Un'ultima notte di libertà (Silvia Poli, 17/01/05) David Benioff, nel suo primo romanzo, racconta la storia di un narcotrafficante giovane, bello e ricco di charme, che piuttosto che soldi o ricchezze desidera il potere: quell'autorità per cui si è circondati da un'aurea di rispetto semplicemente pronunciando il proprio nome. Ma qualcuno dei suoi lo tradisce e così Montgomery si ritrova a fare i conti con la sua ultima sera di libertà prima di dover affrontare i sette anni di carcere a Otsiville e a tirare le somme sulla sua vita.
Da questo libro Spike Lee dà vita a un film-culto in cui Edward Norton è l'interprete perfetto.
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La realtà. Perfettamente la realtà. Purtroppo (Silvia Poli, 16/01/05) La periferia di una città del sud; un gruppo di bambini, come un branco di cani, sfida la vita e la morte, sapendo che l'incoscienza che li spinge non è coraggio, ma consapevolezza di quanto non valga nulla ciò che li circonda. Tra loro De Silva ci racconta la storia di Rosario, con un libro dallo stile asciutto, che i due fratelli Frazzi, con la collaborazione dello stesso autore, trasformano in un film che colpisce dritto allo stomaco.
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Il superamento del mito di Frankenstein (Silvia Poli, 16/11/04) Dopo "Il signore degli anelli", "Harry Potter" e "Troy" tocca a nuovi fans e appassionati andare al cinema per controllare che l’autore dei loro libri più amati venga onorato e rispettato, per godere del risultato o per lamentarsi a gran voce del torto subito a causa dell’inadatta trasposizione cinematografica. Questa volta tocca ad Asimov, con il suo "Io, Robot" e all’omonimo film di Alex Proyas da poco uscito nelle sale.
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Il grande bluff (Silvia Poli, 30/10/04) Grazie alla vivacissima capacità narrativa di Massimo Lolli e all’occhio ironico e saggio di Eugenio Cappuccio, nasce un film incentrato sulla società moderna vista con un’oggettività spiazzante e un’ironia tutta nostrana, capace di trattare temi sin troppo sfruttati senza cadere nell’ottica banale e perbenista della produzione italiana dell’ultimo periodo.
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La speciale normalità della vita (Silvia Poli, 15/10/04) Un uomo sposato ma infedele nell’animo incontra una sua vecchia fiamma che diventa presto la sua amante. Di una storia così semplice e banale Cassola ne fa un libro capace di esprime la sua poetica del sub-liminare e Carlo Mazzacurati ne trae un film che appare come una foglia d’autunno che danza cadendo: piacevole e leggiadro ma incapace di lasciare il segno.
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Spiderman VS Uomo Ragno (Simone Penati e Silvia Poli, 09/10/04) Visto l’esorbitante successo interplanetario del film di Spiderman non potevamo esimerci dal confrontare la pellicola di Raimi con il fumetto da cui trae origine. Abbiamo così deciso di organizzare un faccia a faccia tra un fumettofilo hard-core e una viscerale cinefila. Ecco a voi l’epocale incontro/scontro tra due vulcaniche menti di hideout: un articolo degno della prima pagina del Daily Bugle. (Jameson permettendo!)
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Animal college? (Silvia Poli, 08/04/04) All’università di Camden invece che lezioni e professori regnano sovrani feste, sesso e alcool.
I ragazzi si sballano con qualsiasi droga riescano a trovare e seguono ogni tipo di istinto senza nessuna inibizione o freno morale. Bret Easton Ellis, nel romanzo “Le regole dell’attrazione”, ci descrive dettagliatamente la degenerazione di questo mondo così cinico e privo di sogni. E il regista Roger Avary, nella trasposizione cinematografica del libro, ci aggiunge del suo, in bene e in male...
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Naufrago del Progresso (Mario Bonaldi, 13/05/03) 1964: due anni dopo l’uscita del romanzo di Bianciardi “La vita agra”, ecco la riduzione cinematografica ad opera di Carlo Lizzani. Se la carica eversiva e dissacrante del libro ne esce ridimensionata, l’amarezza rimane intatta; Ugo Tognazzi interpreta splendidamente una lotta che vede l’uomo da una parte, il vorace “progresso” dall’altra.
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Un nodo in più (Mario Bonaldi, 24/03/03) Un poliziesco incompiuto: "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana" non è certo il romanzo che più di presta a fare da soggetto per un film. Eppure nel 1959, a soli due anni dall'apparizione dell'opera di Gadda, Pietro Germi dirige un bellisimo film che, seppur discostandosi dalla trama originale per poter giustificare l'inedito finale, non tradisce lo spirito con cui Gadda ideò la sua ingarbugliata e irrisolta indagine romana.
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L'anima sbriciolata di gelc SINNED (Mario Bonaldi, 15/02/03) Il recente "Spider" di David Cronenberg non aveva del tutto convinto: era parso, al di là delle qualità formali, non pienamente riuscito: al di sotto delle premesse.
Il confronto con il bel romanzo da cui è stato tratto, omonima opera di Patrick McGrath, non fa che confermare questa sensazione: "Spider" per immagini poteva essere molto, molto di più. Peccato.
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Bellezza e morte (Davide Falzone, 01/01/03) Tirare l'ultimo respiro nella laguna dell'amore. Farlo con la lama tagliente della calligrafica di Mann o finire dopo l'affondo dell'obiettivo fotografico di Visconti poco cambia. Rigorosità e libertà nella sola musica. Leggete...
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Le (poche) luci del nostro futuro (Mario Bonaldi, 13/11/02) Dalla carta alla celluloide: il passaggio alle immagini operato da Spielberg è visivamente grandioso. Ma poco delle cupe, desolate "visioni" di futuro dickiane sono riportate sullo schermo. L'impressione è che quello che vediamo è il mondo che verrà, ma nella versione del regista americano.
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I Duellanti (Alessio D'Agostino, 20/07/02) Dal genio narrativo di Conrad nasce una storia senza tempo di onore e di vita, una vicenda magistralmente tradotta in immagini e reinterpretata da uno dei registi più significativi degli ultimi decenni, Ridley Scott. Abbiamo così due punti di vista diversi sul medesimo concetto chiave: fino a che punto un uomo devo votarsi al proprio onore?
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Il mostro è in tavola (Guglielmo Maggioni, 01/06/02) Quando, nel 1981, David Cronenberg dichiara ad una rivista canadese di voler portare sullo schermo il testo sacro di più generazioni, quel "Pasto Nudo" pubblicato dopo innumerevoli rifiuti in Francia nel 1959, non sa che gli ci vorranno dieci anni per riuscirci.
Incontra lo scrittore nel 1984 e l'anno dopo sono a Tangeri per i sopralluoghi, ma solo cinque anni dopo il progetto ottiene l'ok dai produttori e due anni dopo vede la luce.
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Tenebre dell’Apocalisse (Alberto Soragni, 20/04/02) Parola e immagine si fondono, si trasformano in una continua metamorfosi infinita dove diventa impossibile distinguere i confini. Due opere/capolavori, perfettamente autonome eppure fisiologicamente unite, quasi complementari. Una riduzione definitiva da un racconto definitivo.
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Da Vienna a New York, senza ritorno (Mario Bonaldi, 15/03/02) Un'analisi utile per comprendere meglio le intenzioni sottese all'ultima opera di Kubrick: abbiamo letto per voi "Doppio sogno" e, in base a questo, scoperto qualcosa di nuovo in "Eyes wide shut".
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