Newsletter di Hideout  

 Motore di ricerca  


Ricerca avanzata








 in sala  

Intervento divinodi Fabia Abati
Ladykillers

Titolo originale: The Ladykillers
Regia: Joel ed Ethan Coen
Sceneggiatura: Joel ed Ethan Coen, dal soggetto di William Rose
Fotografia: Roger Deakins
Montaggio: Roderick Jaynes (alias Joel ed Ethan Coen)
Musica: Carter Burwell
Interpreti principali: Tom Hanks, Irma P. Hall, J. K. Summons, Tzi Ma, Ryan Hurst, Diane Delano
Produzione: Touchstone Pictures, Jacobson Company
Distribuzione: Buena Vista International
Origine : Usa, 2004
Durata: 145'
Colore


   Una banda di criminali tenta di rubare un ricco bottino attraverso un tunnel nel muro che parte dalla casa di un'anziana signora. Non hanno però fatto i conti con l’agguerrita, moralista vecchietta zoppa che abita quella casa…

   
L’arrivo di Dorr nella casa della signora Munson è annunciato da un fulmine e da un boato, di quelli chiaramente esagerati, che nelle commedie dicono: “Ecco il cattivo”. In realtà il cataclisma, più che introdurre Dorr, è il messaggero di una forza più alta, che comparirà in tutto il film e che ne determinerà indubbiamente le sorti: Dio.
   
   Già nei titoli di testa i Coen ce ne hanno parlato: il primo movimento di macchina, che dall’alto scende verso il basso, si ferma sul gargouille di una cattedrale (tempio di Dio) e domina il ponte e il fiume, come l’occhio divino domina il destino e la vita degli uomini, ineluttabilmente segnato dalla morte che svolazza sulle ali di un corvo. Dio, forse sottolineato in maniera troppo didascalica dal motivo spiritual
dei titoli di testa: Come, let us go back to God. L’occhio che osserva dall’alto tornerà nuovamente nella casa della signora Munson, personificato nel ritratto di Othar, presenza talvolta bonaria, talvolta minacciosa. Othar è ora lo sguardo commentatore dei fatti, nell’espressione stupita dopo la prima esplosione nel sotterraneo, ora il monito della giustizia divina che punirà al momento opportuno i peccatori.
   
   Come nella tragedia shakespeariana, ciascuno sarà punito per il proprio vizio (che magari la signora Munson aveva provato inutilmente a correggere): Gawain per l’ostinazione, Pancake per l’avidità, il Generale per il tabagismo, Lump per la stupidità, Dorr per l’autocompiacimento. Ladykillers è un film spietatamente moralista,
come in Fargo (id., Joel Coen, 1996) e nell’Uomo che non c’era (The Man Who Wasn't There, Joel ed Ethen Coen, 2001) la situazione sfugge di mano ai criminali e si ritorce contro di loro. In realtà il peccato di Dorr e dei suoi non è tanto voler rubare, quanto, forse, l’incapacità stessa di mantenere il controllo di sé e delle proprie azioni, di non avere un criterio di discernimento fra il bene e il male, di esitare di fronte alle situazioni. Forse in questa chiave si inseriscono le citazioni di Edgar Allan Poe, amato da Baudelaire e precursore di una letteratura che va ad indagare l’ambiguità dell’uomo, il suo lato oscuro. E sempre come in Fargo, la titubanza sarà stanata e punita dalla massiccia fermezza di una donna. Ancora una volta, la contropartita potrà sembrare eccessiva: diversi morti da una parte, un po’ di soldi dall’altra.

Sito ufficiale

Home > in sala


Hideout. Registrazione tribunale di Milano n° 154 del 11/03/2003.
E' vietata la riproduzione, anche se parziale, senza autorizzazione. Tutti i marchi sono dei rispettivi proprietari.
Proprietaria: Francesca Arceri. Programmazione e Design: Manuel Kanah
Anno 8 - n. 17 - 03/09/10