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| Storia d'amore | di Francesca Bertazzoni
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 | Titolo originale: Palabras Regia: Corso Salani Sceneggiatura: Corso Salani, Monica Rametta Fotografia: Riccardo Gambacciani Montaggio: Sebastiano Bazzini Musica: Stefano Campus Interpreti principali: Paloma Calle, Corso Salani, Maria Jesus Casanova, Susanna Tello Produzione: Gianluca Arcopinto e Balaton Film Distribuzione: Pablo Origine : Italia, 2003 Durata: 92' Colore
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Adele si ritrova a raccontare la sua storia d’amore con Alberto, nata e morta un anno prima sulle Ande. Lei attivista ambientalista, lui responsabile della costruzione di una diga che creerebbe squilibri nell’ecosistema andino. Prima lo scontro e l’antipatia, poi un’intensa, dolce e appassionata storia d’amore tra i due. Che rimane tanto più intensa perché finita e raccontata da Adele che, con la lente d’ingrandimento della sua sensibilità, rende ogni dettaglio esemplare e significativo.
La storia più antica del mondo, una storia d’amore, finita, che viene rivissuta attraverso le parole di una donna che racconta ad altre donne l’amore passato nelle Ande un anno prima. Siamo in un cinema altro, che parla in lingua spagnola, dove la comprensione è possibile grazie ai sottotitoli. Eppure, anche se non è una storia tipicamente italiana, è più vicina che mai.
Adele racconta una storia conclusa, un amore che non si è mantenuto eterno e idilliaco, ma che è finito. E il racconto che lei ne fa è un modo per riviverlo ancora una volta, con un’ intensità che da lei si riversa sulle sue amiche e sugli spettatori.
E i luoghi così sperduti delle Ande, freddi e rocciosi, danno un senso di instabilità, come se le rocce, Adele e Alberto e la storia stessa continuassero a traballare e tuttavia si mantenessero vive fino all’ultimo, con caparbia.
Adele percepisce nel silenzio il momento in cui l’amore cambia, quando sembra impossibile semplicemente che continui: guarda da lontano Alberto che parla con un amico. Lei sta ballando con un ragazzo in un locale dove ha appena cenato, e osserva Alberto tra i corpi delle persone che ballano e che impediscono continuamente la visione. Adele sbircia la fine dell’amore, che come è venuto riparte, si allontana, come se il tempo fosse terminato.
Le rimangono le parole, una memoria, una storia che, raccontata, ritorna a vivere.
Curiosità: per la prima volta in questo film, Salani ha deciso di fare delle prove con le attrici prima di girare, perché entrassero nei personaggi e si sciogliessero. In questo modo hanno potuto costruire i loro personaggi in totale libertà. Nello stesso tempo, il senso di presenza e di realismo che permea tutto il film è stato ottenuto anche grazie all’uso della macchina digitale, la quale riesce a cogliere quei piccoli gesti che la mdp trascurerebbe.
• Vai all'intervista a Corso Salani
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