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Rilancio mancatodi Raffaele Elia
Il cartaio

Titolo originale: Il cartaio
Regia: Dario Argento
Sceneggiatura: Franco Ferrini, Dario Argento
Fotografia: Benoit Debie
Montaggio: Walter Fasano
Musica: Claudio Simonetti
Interpreti principali: Stefania Rocca, Liam Cunningham, Claudio Santamaria, Fiore Argento, Silvio Muccino
Produzione: Opera Film, Medusa Film
Distribuzione: Medusa
Origine : Italia, 2004
Durata: 106’
Colore


   Roma, una ragazza straniera viene rapita da uno sconosciuto, “il cartaio”, che sfida la polizia al videopoker minacciando, in caso di vittoria, di uccidere la ragazza. E’ solo l’inizio di un viaggio nella crudeltà umana durante il quale, nella ricerca dell’assassino fino alla inevitabile resa dei conti, si uniranno due poliziotti con un difficile passato alle spalle, l’ispettrice Anna Mari e l’ispettore irlandese “in esilio” John Brennan.

   

   Dario Argento dopo qualche anno torna a girare negli storici stabilimenti dell’ex De Paolis di via Tiburtina (Roma) per mettere in scena un giallo classico in cui però dita mozzate, facce sfregiate e pinzette che scandagliano tra le ferite delle vittime sono sempre lì a ricordare, grazie alla perfida abilità di Sergio Stivaletti, il suo recente passato gore. Il regista resta comunque fedele ad uno stile di ripresa che è ormai il suo marchio di fabbrica a livello internazionale: nei miei film, spiega, “si vede la macchina da presa, non la metto semplicemente davanti agli attori, interviene sempre ….”. Una mdp particolarmente nervosa mentre, con lunghe carrellate a seguire o a precedere la vittima di turno, si muove affannosamente lungo i vicoli bui di una Roma che sembra Praga.
   
   
   Stile Dogma e dialoghi prevedibili
   

   La pellicola sgranata e le luci naturali di Benoit Debie in stile “Dogma” accentuano l’effetto di verità e crudezza. Stefania Rocca, dopo l’esercizio di informatica in “Viol@” (Donatella Maiorca, 1998) interpreta Anna Mari, affascinante ispettrice in nero che odia il gioco per “motivi familiari”; il suo talento è, purtroppo, continuamente minacciato da dialoghi falsi e scontati dove ogni attore sembra che reciti la parte a memoria senza la minima naturalezza; in tale contesto le continue frasi da poliziesco americano hanno un suono ridicolo, quasi surreale. Dopo l’evitabile e sottolineato sfoggio didattico di termini internet (webcam, nickname, chat room, ...) o di gergo FBI (“l’edonista risk-taking”); il film procede in maniera troppo prevedibile, la trama è esile, manca di originalità e il cattivo si intuisce troppo presto.
   
   Omaggi e citazioni
   
   Il regista romano cita Sir Arthur Conan Doyle (“la storia del film è come un teorema matematico”); concede omaggi ad Hitchcock nell’inquadratura che segue i passi di un poliziotto (“Delitto per il delitto”) o in quella del corpo di una ragazza che emerge dalle acque (“Frenzy”); ma quando dichiara l’ispirazione al “Dr Mabuse-il giocatore” (di Fritz Lang, 1922) è legittimo gridare al sacrilegio!
“Il cartaio” dice “non è un film sulla crisi di qualcosa ma è su quella cosa che non conosce mai crisi: il male”. La sensazione però è quella di un lungometraggio che nasce da una ispirata immagine di puro cinema di genere: le ragazze imbavagliate visibili sul monitor in un piccolo quadro accanto al ghigno del jolly che presiede la partita a videopoker; ma questo riuscito momento di voyeurismo da snuff movie è subito imbrigliato in una tela di luoghi comuni e la parte oscura del racconto emerge a fatica, l’orrore diventa mestiere, le scene e i dialoghi appaiono artificiali e privi di interesse, fino all’epilogo che mescola con noncuranza sadomaso e buonismo. Un “rilancio” non riuscito, una mano che il cartaio Argento poteva forse passare o, perlomeno, bluffare meglio!
   
   Curiosità: Dario Argento per il titolo si è ispirato a un film con Steve McQueen, “The Cincinnati Kid”, dove Karl Malden interpretava il ruolo del cartaio. La colonna sonora del film, completamente elettronica per scelta del regista, è stata composta da Claudio Simonetti che, dopo il ritorno con i Goblin per le musiche di “Io non ho sonno”, ha dichiarato: “mai più goblinate”!

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Anno 8 - n. 17 - 03/09/10