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Schumacher-Bruckheimer: che coppia!di Giacomo Freri
Veronica Guerin - Il prezzo del coraggio

Titolo originale: Veronica Guerin
Regia: Joel Schumacher
Sceneggiatura: Mary Agnes Donoghue
Fotografia: Brendan Galvin
Montaggio: David Gamble
Musica: Henry Gregson-Williams
Interpreti principali: Cate Blanchett, Brenda Fricker, Ciaran hindis
Produzione: Jerry Bruckheimer-Merrion Film Productions
Distribuzione: Buena Vista International Italia
Origine : Gran Bretagna/Irlanda/Usa
Durata: 1h e 38’
Colore


   Gli ultimi due anni di vita (1995-96) di Veronica Guerin: corraggiosa giornalista dublinese che attraverso la sua corraggiosa inchiesta riuscirà a smascherare il cartello della droga. Pagando però con la sua vita.

   

   Che significato ha il cinema nella società in cui viviamo? Che ruolo detiene? Quali meccanismi deve provocare? Quali emozioni suscitare? Che arricchimento apportare? Se si considera un film come “Veronica Guerin” tutte queste domande rimangono in sospeso, senza alcuna risposta. Perchè è il film in sè a non avere un progetto, uno scopo, un fine. O almeno, lo avrà avuto al momento della sua genesi, peccato che a noi risulta maledettamente difficile da cogliere. E’ la storia vera di una giornalista coraggiosa che sfida la malavita per andare fino in fondo alla sua inchiesta. Così in fondo da pagare con la vita la sua ritrosia nel voler denunciare il male e nel voler cambiare le cose. Isomma, una vicenda maledettamente seria, drammatica, che implica dei risvolti a livello morale, etico, che stimola delle domande sul male nella società.
   
   Bene, Schumacher (alla regia... “8mm”, “Il linea con l’assasino”) e Bruckheimer (alla produzione... “Pearl Harbour”, “La maledizione della prima luna”); si appropriano di tutto ciò e lo riducono ad banalissimo scontro tra buoni e cattivi, sembrando più interessati a descrivere la malavita sadica e viziosa più che a raccontare una vicenda umana. Tutto sembra o bianco o nero, non c’è grigio. Ecco come risolvere il problema: eliminare il nero, e il bianco trionferà. Dov’è un approfondimento sul problema della droga? Come arriva nelle strade? Dov’è la povertà e lo sfruttamento che stanno dietro a tutto ciò? E’ solamente tutta colpa di un manipolo di deliquenti senza scrupoli? E non ci intreressa nemmeno un monumento ad una persona coraggiosa (il funerale finale è interminabile e strappalacrime fino all’imbarazzo...); c’interessa sapere cosa ha fatto veramente e perchè sono arrivati ad uccuderla. Perchè ad un certo punto la scorta che la deve proteggere, dopo che è già stata intimidita con una pallottola in una gamba, sparisce?
Non c’interessano risposte facili dal cinema. Di quelle ne abbiamo piene le orecchie tutti i giorni. C’interessa riflettere, approfondire, non dare nulla per scontato. C’interessa l’aspetto che non si era visto prima di un problema, la visione personale di qualcun’altro (il regista, Autore perchè no...) su un qualcosa.
   
   Viene alla mente Bellocchio e il suo ultimo film: la sua problematizzazione della colpa, del rimorso, del male nascosto dove non si vede. Tutto l’opposto di ciò che fa la coppia Schumacher- Bruckheimer. Questo è scandaloso: ridurre un problema come quello della droga e la vicenda drammatica di una giornalista che è morta facendo il suo lavoro ad un fumettino di gansgter. E non dare umanità ad una terrorista... A loro un consiglio: restate a Hollywood a sfornare blockbuster, è il vostro posto (non che sia una colpa... “La maledizione della prima luna” è proprio divertente); e non cercate di fare cinema impegnato. A voi un monito: non buttate 7 (o 5 se vi va bene...) euro per andare al cinema, meglio Zingaretti. Più onesto, più intelligente.

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Anno 8 - n. 17 - 03/09/10