Newsletter di Hideout  

 Motore di ricerca  


Ricerca avanzata








 in sala  

Chi è senza peccato scagli la prima pietradi Francesca Bertazzoni
Il crimine di padre Amaro

Titolo originale: El crimen del padre Amaro
Regia: Carlos Carrera
Sceneggiatura: Vicente Leñero
Fotografia: Guillermo Granillo
Montaggio: Oscar Figueroa
Musica: Rosino Serrano
Interpreti principali: Gael García Bernal, Sancho Gracia, Ana Claudia Talancón, Angélica Aragón, Luisa Huertas, Damián Alcázar
Produzione: Alfredo Ripstein e Daniel Birman Ripstein
Distribuzione: Columbia Tristar Films
Origine : Messico, Spagna, Argentina, Francia, 2002
Durata: 120’
Colore


   Nella città di Los Reyes, Aldama Messico, arriva padre Amaro, consacrato da poco, a prestare servizio sotto la protezione del vescovo e la supervisione del prete della parrocchia, padre Benito. Immediatamente, Amaro si rende conto che le regole di convivenza tra i ministri di Dio, i fedeli e il potere civile sono diverse da ciò che gli era stato insegnato in seminario. Per volere del vescovo, cerca di sedare alcuni scandali emersi all’interno della comunità comportandosi da vero politicante e, seguendo l’esempio di padre Benito, cede all’amore per una giovane parrocchiana. Tutti seguono una loro religione personale, fatta di compromessi e bugie, di crimini e di corruzione, fino al dramma finale, che non coinvolge solo Amaro, ma tutta la comunità.

   Umanità e santità: gli opposti dovrebbero rimanere separati, ma più spesso si legano insieme e l’uomo, spaventato dall’inferno della solitudine, cerca la giustificazione dei suoi peccati all’interno della chiesa stessa. Così padre Amaro si sente libero di amare Amelia quando vede in lei il viso di una Madonna che lacrima, così nel loro primo incontro carnale le recita il Cantico dei Cantici, mentre la spoglia.
   
   Amelia è come Maria per Amaro: la copre con un manto votivo destinato alla statua della Vergine e l’immagine che ci appare davanti agli occhi ha la stessa forza scandalosa di una scena pornografica tra le più spinte. Perché questa è la chiesa delle giustificazioni, dove tutti sanno e dove tutti accettano. Perché tutti cercano di salvarsi sulla terra, a costo di commettere violenze o crimini.
   
   Chiesa e potere: il vecchio prete Benito che va a battezzare la nuova venuta in casa del boss, tra croci fatte con palloncini colorati, è una realtà accettata, pur a bassa voce, ma non condannabile, perché quei soldi sporchi diventeranno le sante mura di un nuovo ospedale per la gente del paese. E’ facile lavare via il peccato, annullarlo e dimenticarsene, come facile è per il vescovo controllare i suoi preti-pedine, accomodato nella vasca da bagno, volgarmente opulento nella sua grassa nudità.
   
   Ecco il peccato, che Carrera mostra sovrabbondante e profondamente umano, che nasce dal di dentro dell’istituzione ecclesiastica e che, per questo motivo, non sembra possibile sradicare. La limpidezza delle riprese, unita a un montaggio lineare e non effettistico, aggiungono orrore alla corruzione, l’orrore di vedere l’ostia sputata in un libro e data da mangiare a un gatto nero, o usata come toccasana magico per guarire una giovane donna malata di mente, o come merenda per i bambini, spalmata di burro d’arachidi.
   
   E’ la manipolazione umana della materia divina, è il crimine più atroce, l’uccisione di Amelia come l’assassinio della madre di Cristo, come morte per dissanguamento della Madre Chiesa, non più vergine, già degenerata. Il crimine di padre Amaro appartiene a tutta la comunità che partecipa al funerale senza rendersi conto di assistere alla propria cerimonia di morte.
   
    Curiosità: il film è tratto dall’omonimo romanzo portoghese del 1875 scritto da José Marìa Eça de Queiroz, uno dei maggiori romanzieri del paese. Lo sceneggiatore Leñero, autore messicano, oltre che giornalista e sceneggiatore, è anche apprezzato per la sua produzione di scrittore e drammaturgo.

Sito ufficiale

Home > in sala


Hideout. Registrazione tribunale di Milano n° 154 del 11/03/2003.
E' vietata la riproduzione, anche se parziale, senza autorizzazione. Tutti i marchi sono dei rispettivi proprietari.
Proprietaria: Francesca Arceri. Programmazione e Design: Manuel Kanah
Anno 8 - n. 15 - 01/08/10