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Zollette di romanzodi Matteo Mazza
Miss Potter

Regia: Chris Noonan
Sceneggiatura: Richard Maltby Jr.
Fotografia: Andrew Dunn
Montaggio: Robin Sales
Musica: Nigel Westlake
Interpreti principali: Renée Zellweger, Emily Watson, Ewan McGregor, Barbara Flynn, Matyelok Gibbs, Jane How
Produzione: Phoenix Pictures, David Kirschner Productions, Isle of Man Film Commission, UK Film Council, The Weinstein Company
Distribuzione: Eagle Pictures
Origine : Gran Bretagna / Usa, 2006
Durata: 93'
Colore


   Inghilterra, inizi novecento. La famiglia Potter vuole costringere la figlia Beatrix a sposare un uomo dal prestigio sociale. La ragazza ha però altri pensieri. Sfoga la sua rabbia nella scrittura e inventa i personaggi di storie fantastiche. L'incontro con un editore disposto a pubblicarle le storie le cambierà la vita.

   
Buttando gli occhi sulla locandina di Miss Potter si coglie un particolare curioso. La paffuta, sorridente, carina, brava e sempre zitellona Renée Zellweger, oltre a mostrare due occhi azzurri e limpidi, piange. Non lacrime, ma pagine che sembrano gabbiani in volo. L'immagine conduce a percorrere due strade. Una è quella della sofferenza patita dalla creatrice di Peter Rabbit, Jeremy Fisher, Mrs Tiggy-Winkle a causa di una marea di imprevisti e ostacoli, lungo la sua carriera / esistenza. L'altra è la sofferenza dello spettatore, avvolto dai quattordici strati di morbidezza del film, cosparso di miele e marmellata sugli occhi e pronto a reagire alla visione di Miss Potter come le pagine-gabbiano della locandina, cioè fuggendo via libero. Magari non leggero, ma comunque libero.
   
   Chris Noonan, il regista, a questo proposito pare avere le idee chiare: il regno della Potter, mescolato (come sempre quando si raccontano libri e vita, alternando immagini e realtà) deve mantenere questa atmosfera dolcissima. Non dolciastra e nemmeno amarognola.
Solo estremamente dolce, anche quando c'è un bacio sfumato, una discussione, un rifiuto, una delusione. Perché la Potter non è stata la Rowling, né tantomeno Dahl.
   Tra zollette di zucchero mescolate a tazzine di tè e pasticcini che accompagnano la nascita di idee e personaggi fantastici, si intromette la famiglia conservatrice di Beatrix, impressionata solo dal prestigio sociale e preoccupata solo dalla scelta di uomo che lei dovrà sposare. Una sferzata di realismo e bigottismo che rende lo sfogo nella scrittura e l'incontro con l'editore Norman Warne, ancora più significativo per mantenere alti i valori di glucosio nel sangue. Le lacrime scendono o escono dal cuore, i disegni prendono forma e nuovi personaggi vivono nuove storie.
   
   Ma alla lunga lo zucchero non basta più e gli ingranaggi si bloccano. Noonan accenna messaggi bucoloci,
di speranza e soprattutto di spiccio femminismo, senza mantener fede alla creatività dell'artista che fu. Il nuovo biopic offre qualche spunto all'immaginazione, ma spesso risolve tutto con l'aiuto di qualche animaletto carino e buffo che si anima improvvisamente. Nessuno metterà in discussione la tenacia della giovane donna, sognatrice e ideatrice di mondi fantastici. Ma chi sarà riuscito a percepire qualche altra sfumatura di una personalità comunque complessa, a tratti contraddittoria e quindi umana, della donna-scrittrice?
   Le uniche sfumature intraviste sono quelle delgi acquarelli delle tavole. Allora sarebbe sato più stimolate pensare per contrasto, alternando luce e ombra, chiaro e scuro, dolce e amaro. Come non manca mai di sottolineare Tim Burton, maestro in questo campo.
   
   Filmografia
   • Miss Potter (2006)
   • Babe, maialino coraggioso (1995)
   
   Link correlati
   • Trailer di Miss Potter

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Anno 8 - n. 17 - 03/09/10