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 | in sala | |
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| Paradisi tropi(fis)cali | di Carlo Prevosti
| | After the sunset |
 | Regia: Brett Ratner Sceneggiatura: Paul Zbyszewski, Craig Rosenberg Fotografia: Dante Spinotti Montaggio: Mark Helfrich Musica: Lalo Schifrin Interpreti principali: Pierce Brosnan, Woody Harrelson, Salma Hayek, Don Cheadle, Chris Penn Produzione: New Line Cinema, Firm Films, Rat Entertainment Distribuzione: 01 Distribuzione Origine : Usa, 2004 Durata: 97' Colore
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Due ladri in pensione decidono di andare a vivere nel paradiso di un’isola tropicale. Il caso vuole che una nave da crociera appena giunta in porto metta in bella mostra una collezione di diamanti unica, fra cui la terza gemma che fu di Napoleone, unica a non essere stata ancora rubata. Indovinate chi rubò le prime due? Quando si parla di tentazioni.
Cosa vuole il pubblico al cinema? Il pubblico, quello vero, quello che paga i biglietti 7 euro e 50 centesimi per lo spettacolo di sabato sera alla sala 12 dell’ultimo multisala costruito in città, quello che compra bidoni di Coca cola e valigie di Pop-corn… il pubblico chiede intrattenimento, divi, avventura, svago, un pizzico di er/sotismo, il tutto per creare un’alchimia di umori che gli permetta di evadere per il tempo della proiezione dalla propria vita quotidiana, fatta di uffici e code in macchina, non certo di spiagge bianche e motoscafi lucenti.
After the sunset è una perfetta macchina da intrattenimento, un film in cui vengono correttamente dosate le giuste quantità degli elementi suddetti. Più o meno in modo che possa essere apprezzato dal pubblico medio. In quest’ottica mi appresto a ripensare al film cercando di dimenticare il mio ruolo di critico ed esaltando quello di individuo facente parte di un pubblico collettivo.
Pierce Brosnan, in versione barba di tre giorni e camicia aperta sul petto villoso, ha una faccia di bronzo sufficientemente credibile per passare per un ladro gentiluomo che si è ritirato a vita privata su di una splendida isola tropicale, Salma Hayek (al contrario del mortifero nome) è più sensuale e gattesca che mai nei suoi vari tentativi di giocare a sedurre il proprio uomo mentre Woody Harrelson, con la sua vocina un po’ vibrata e stridula, è il solito poliziotto gabbato che cerca di fare giustizia ma che (all’apparenza) risulta incapace di compiere il suo dovere. Situazioni frenetiche, amorose, ambigue (Brosnan e Harrelson a letto insieme nella suite dell’hotel) si susseguono con discreto ritmo, tra una manciata di pop corn e l’altra. Il furto del diamante è solo un pretesto per trasformare 007 in un ladro…
Il tempo scivola via leggero tra una scena e l’altra. Alcune situazioni strappano un sorriso più che accennato e la sensazione di uscire dalla sala potendo dire a gran voce “beh…la fotografia era proprio bella” inizia alla seconda scena. Un film carino mi verrebbe da dire uscendo…
Pausa…si risveglia il critico che c’è in me e la parola “carino” mi fa rabbrividire, è forse l’aggettivo peggiore con cui si possa descrivere un film assieme a “strano”…e quella frase sulla fotografia…(inorridisco). Ok, ci ripenso e mi sono divertito per un’ora e mezza, ma perché rimpiango di non aver scelto la sala 11 dove mi sarei sciroppato quel film francese che nessuno in coda voleva vedere?
Filmografia
• After the Sunset (2004)
• Red Dragon (2002)
• Colpo grosso al drago rosso - Rush Hour 2 (2001)
• The Family Man (2000)
• Rush Hour - Due mine vaganti (1998)
• Money Talks (1997)
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