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Edonismo in salsa popdi Carlo Prevosti
Alfie

Regia: Charles Shyer
Sceneggiatura: Elaine Pope, Charles Shyer, dall'opera di Bill Naughton
Fotografia: Ashley Rowe
Montaggio: Padraic McKinley
Musica: Mick Jagger, David A. Stewart, John Powell
Interpreti principali: Jude Law, Susan Sarandon, Marisa Tomei, Nia Long, Sienna Miller
Produzione: Paramount Pictures
Distribuzione: Uip
Origine : Gran Bretagna / Usa, 2004
Durata: 103'
Colore


   Un giovane playboy gioca con i sentimenti delle donne che incontra solo per il proprio piacere. New York è la città ideale per questo tipo di rapporti fugaci, ma non sempre anche l’altro sesso vuole solo divertirsi. Le sue scelte di responsabilizzazione gli faranno pagare lo scotto dei suoi peccati con una triste solitudine.

   
New York si risveglia dai postumi dell’11 Settembre con la sensazione che tutto sia stato un brutto sogno. La grande Mela torna a essere popolata di uomini in giacca e cravatta sempre di corsa, di donne bellissime insoddisfatte delle poche attenzioni offerte dai loro uomini in carriera e da giovani virgulti come Alfie disposti a offrirsi come surrogato di ciò che la vita vera dovrebbe essere.
   
   Alfie è un don Giovanni degno di Mozart, fiero della propria meschinità, pronto ad adulare qualsiasi donna che possa prestargli un favore (sessuale, ma anche casalingo come nel caso di un’attempata vicina di casa) senza il minimo ritegno. Alfie è il prototipo di quegli uomini di cui le donne non possono fare a meno, a un primo approccio, ma che poi creano una sensazione di repulsione per il genere maschile in toto.
Alfie è repellente per chiunque abbia un minimo di morale e di amor proprio. Alfie è anche estremamente seducente, sicuro di sé (anche se solo in superficie). Con fare attraente, come se fosse una scelta usuale al cinema, rivolge il suo sguardo magnetico in macchina, come per rivolgersi direttamente a uomini e donne in sala, parlando a ciascuno direttamente. Difficilmente, credo, il pubblico femminile non ha tutte le ragioni per chiedersi dove si trovano delle persone come Alfie, mentre quello maschile non si augura di poter agire e parlare a una donna come Alfie, anche solo per una volta nella vita.
   Ma non tutto è rose e fiori, e ben presto Alfie svela la sua vera natura, si toglie la maschera e cala il sipario sull’uomo perfetto. La storia è sempre la stessa, l’incapacità di assumersi le responsabilità delle proprie
azioni e l’immaturità dei sentimenti saranno causa di molti dispiaceri e, logicamente, anche dello stesso male che per contrappasso colpirà Alfie. Per un seduttore come lui, la punizione più grande sarà la solitudine e la sensazione di essere completamente inutile.
   
   Alfie è girato con uno stile capace di fondere il Glam con il Pop, gli anni ’80 con il nuovo millennio, il cinema classico con Mtv. Alfie è patinato come una pubblicità di una griffe di moda, è ritmato come un videoclip ma risulta per quello che è: un film incentrato completamente sul carisma del suo protagonista, Jude Law, bravissimo a concentrare su di sé gli sguardi, ma che non offre molto di più dell’edonismo che viene profuso con abbondante generosità.
   
   Filmografia
   • Alfie (2004)
   • L'intrigo della collana (2001)
   • Il padre della sposa 2 (1995)
   • Inviati molto speciali (1994)
   • Il padre della sposa (1991)
   • Baby Boom (1987)
   • Irreconcilable Differences (1984)

   
   Link correlati
   • Recensione di Alfie di Lewis Gilbert

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Anno 8 - n. 3 - 09/02/10