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Bacco, (poco) tabacco e Veneredi Carlo Prevosti
Sideways - In viaggio con Jack

Titolo originale: Sideways
Regia: Alexander Payne
Sceneggiatura: Alexander Payne, Jim Taylor, dal romanzo di Rex Pickett
Fotografia: Phedon Papamichael
Montaggio: Kevin Tent
Musica: Rolfe Kent
Interpreti principali: Paul Giamatti, Thomas Haden Church, Virginia Madsen, Sandra Oh
Produzione: Fox Searchlight Pictures, Michael London Productions, Sideways Productions
Distribuzione: 20th Century Fox
Origine : Usa / Ungheria, 2004
Durata: 123'
Colore


   Jack è un attore di secondo livello che entro una settimana si deve sposare. Miles decide di regalargli una vacanza tra i vigneti della California tra una degustazione e l’altra alla ricerca della pace perfetto. L’idea di vacanza di Miles non è proprio la stessa di Jack, che invece vuole divertirsi in modo sfrenato. L’incontro con due donne farà compiere un’improvvisa svolta alla loro vacanza.

   
Un film sulle due cose più importanti della vita, appare in modo ammiccante sulla locandina di Sideways, alludendo chiaramente a donne e vino. Il film di Aleander Payne è una aggraziata e sentita analisi del bouquet delle emozioni umane filtrate attraverso i calici da degustazione dei vini californiani. Candidato a diversi premi Oscar, Sideways è uno di quei film capaci, oltre che divertire ed intrattenere, anche a risvegliare nei media e nelle coscienze del pubblico una passione sopita come può essere quella della conoscenza del buon vino.
   
   Le sideways sono le strade secondarie, lontane dalla frenesia e dalla velocità delle autostrade, quelle che permettono di viaggiare in tranquillità, immersi nei paesaggi idilliaci della Califonia con il tetto della spider abbassata per poter respirare gli odori e i profumi delle vigne. Sideways è difatti una commedia on-the-road costruita sulla classica contrapposizione di personaggi opposti, amici ma diversi; Jack attore e viveur con una gran voglia di divertirsi,
tutto muscoli e poco cervello, contrapposto a Miles, insegnante frustrato nel suo voler raggiungere lo stato di intellettuale pubblicato. Il primo che si affaccia al matrimonio, di cui non sente le responsabilità e capace di dire “ti amo” alla prima ragazza disponibile ad una avventura di letto, il secondo timido e represso nel ricordo di un amore finito in divorzio. Come regola ovvia della commedia, personaggi così diversi non possono che creare scintille se sfregati a lungo l’uno contro l’altro.
   
   Tra un calice di vino e un appuntamento al ristorante il film scorre fluido, scritto egregiamente ma senza le punte particolarmente brillanti che ci si poteva aspettare da tanta attesa. I testi sono scritti bene, lo ripetiamo, ma i personaggi, pur ben scavati psicologicamente, sono piuttosto tradizionali, convenzionali, quasi stereotipati.
   
Ottima invece la scelta degli attori: Payne ha optato per una serie di volti estremamente veri, volti onesti, reali che in un film analogo ma con Billy Cristal come protagonista (Miles lo ricorda molto) avrebbe avuto un tono molto più amabile ma con una sfumatura di profumi meno sofisticata e, soprattutto, contornata dai soliti volti noti.
   
   In definitiva Sideways è un film che piacerà molto ad un pubblico di quarantenni, target spesso sottovalutato dal cinema commerciale, di fattura onesta ed intelligente, capace di far sorridere con sfumature amare, di fare meditare divertendosi. È come un calice di Cabernet, rosso dal sapore rotondo e deciso ma che non raggiunge la sofisticata armonia di un Pinot. Ma, per piacere, non paragoniamolo nemmeno per sogno ad un Merlot!
   
   Filmografia
   • Sideways (2004)
   • A proposito di Schmidt (2002)
   • Election (1999)
   • Citizen Ruth (1996)

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Anno 8 - n. 15 - 01/08/10