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 i dispersi  

Ogni anno, nel mondo, vengono prodotti circa 25.000 film. Di questi, meno di 500 vengono distribuiti in Italia. Tra le altre migliaia, abbiamo voluto sceglierne una piccola selezione. Abbiamo chiamato questi film “i dispersi”: vogliamo ritrovarli e farli conoscere il più possibile, perchè quello che non vogliamo è che un bel film, solo perchè snobbato dalla distribuzione italiana, rimanga sconosciuto.

Carlo Prevosti   Love
the Beast
di Eric Bana
Forse non tutti sanno che Eric Bana, oltre che il protagonista di film come Hulk e Munich, è anche un grandissimo appassionato di auto d’epoca. È lui stesso a raccontare questa sua particolarità con un esordio alla regia che è un ritratto archetipico del maschio australiano.

Carlo Prevosti   The
Cove
di Louie Psihoyos
Richard O’Barry, da celebre addestratore ad attivista a favore dei diritti degli animali in una ,issione impossibile per salvare migliaia di delfini da una caccia spietata in una piccola baia giapponese. Un documentario che è quasi un film d'azione per stomaci forti.

Carlo Prevosti   The
September Issue
di R.J. Cutler
Per chi non è troppo appassionato di moda, Anna Wintour è il personaggio che ha ispirato Il diavolo veste Prada. Per chi lo è, si tratta della primadonna assoluta di quel campo. R.J. Cutler la segue per documentare l'edizione dei record di Vogue, il mensile di cui è direttrice.

Fabia Abati   Idiots
and Angels
di Bill Plympton
L’ultimo lungometraggio dell’indipendentissimo Bill Plympton è una parabola a lieto fine ma dal retrogusto amaro che racconta una storia di peccato e redenzione. Narrata tenacemente a mano, disegno per disegno, nel monocromo del grigio.

Alberto Brumana  
Hunger
di Steve McQueen
Uno straordinario ritratto di un uomo e della sua fine, scritto e diretto da uno dei maestri della videoarte inglese. Duro e agghiacciante, ma da non perdere.

Carlo Prevosti   FAQ About
Time Travel
di Gareth Carrivick
E’ possibile raccontare una storia di fantascienza ambientando il racconto quasi esclusivamente all’interno di un pub londinese, senza praticamente utilizzare i classici effetti speciali mirabolanti caratteristici del genere e ironizzando in modo intelligente sui canoni e gli stereotipi del mondo sci-fi?

Marco Valsecchi   The
Fall
di Tarsem Singh
La seconda regia di Tarsem Singh (dopo The Cell), regista indiano famoso soprattutto per videoclip e spot pubblicitari. Un film fatto di riprese mozzafiato, messe al servizio di una storia affascinante resa efficace dalle magnifiche interpretazioni dei protagonisti, che mantengono un perfetto equilibrio tra le due linee narrative, quella realistica e quella fantastica.

Sara Sagrati   The
Nines
di John August
Già collaboratore di Tim Burton, lo sceneggiatore John August debutta alla regia di un lungometraggio con il dramma The Nines, con vaghi echi fantasy, fantascientifici e onirici. Ottima prova d'attore per Ryan Reynolds in un triplo ruolo che non si dimentica.

Carlo Prevosti   This Is
Spinal Tap
di Rob Reiner
Un disperso d'annata, il primo falso rockumentary. Rob Reiner racconta lo strampalato tour di una rock band. Peccato che questa non esista.

Alberto Brumana   Football
Factory
di Nick Love
Un film sul fenomeno degli hooligans che è anche chiaramente un omaggio a Trainspotting. Tanta musica e tante botte per un film ben diretto che non certa troppo approfondimento sociologico.

Alberto Brumana   Away
We Go
di Sam Mendes
Il quinto film di Sam Mendes è un road movie di formazione sulla maternità, in grado di far sorridere ma anche riflettere su un tema per niente semplice. Un disperso che fortunatamente riusciremo a vedere al cinema.

Alberto Brumana  
Shrink
di Jonas Pate
Un cast ispirato per una sceneggiatura a volte superficiale in un buon film indipendente che si diverte a ironizzare con serietà sulle star di Hollywood. Con Kevin Spacey e Robin Williams.

Alberto Brumana   Mary
and Max
di Adam Elliot
Uno straordinario film sull’amicizia a distanza tra una bambina e un uomo con problemi mentali. Tante emozioni, temi importanti e una grande tecnica d’animazione.

Saba Ercole   Nocturna
Artificialia
di Stephen e Timothy Quay
Recuperiamo un disperso d'annata, il primo film dei fratelli Quay a trent'anni dall'uscita.

Alberto Brumana   Killer
Movie
di Jeff Fisher
Un film per appassionati del genere slasher, che in questo caso si mescola con le regole da reality show. Niente di nuovo, ma un’ora e mezza di divertimento e pop corn.

Alberto Brumana   Superman/Batman: Public Enemies di Sam Liu
Il progetto di cartoon realizzati da DC Comics, del tutto inedito in Italia, arriva a raccontare l'amicizia tra Batman e Superman, incastrato dal neopresidente Lex Luthor. Breve e divertente, ma con una sceneggiatura appena abbozzata.

Alberto Brumana   Trick ‘r
Treat
di Michael Dougherty
Un horror perfetto per la notte di Halloween, una storia a episodi che ricorda i capisaldi del genere degli anni Ottanta ma si diverte a mescolare gli elementi. Nel cast Dylan Baker, Brian Cox e Anna Paquin.

Carlo Prevosti   It's All Gone
Pete Tong
di Michael Dowse
Attraverso un falso documentario ci arriva uno dei migliori ritratti del mondo della musica commerciale e del popolo delle discoteche. La parabola discendente di un uomo che trova un motivo di rivalsa proprio nel suo dramma peggiore.

Alberto Brumana  
Absurdistan
di Veit Helmer
Un film che già dal titolo gioca con l’assurdo, raccontando una fiaba d’amore in una terra che non c’è. Divertente e ben fatto, anche se a volte un po’ stucchevole.

Alberto Brumana   Grey
Gardens
di Michael Sucsy
Un biopic su due donne, madre e figlia, la cui vita è legata a una vecchia casa, dagli esordi pieni di sogni alla vecchiaia decadente. Dopo una lenta partenza, si fa molto interessante e ben girato, con due grandi interpretazioni di Jessica Lange e Drew Barrymore.

Alberto Brumana   Punk:
Attitude
di Don Letts
Un documentario sull’epopea punk raccontato da chi l’ha vissuta, negli anni Settanta. Un’ascesa e un declino rapidissimi per un genere che rivoluzionò per sempre la musica.

Alberto Brumana   Wendy
and Lucy
di Kelly Reichardt
Una piccola lezione di cinema indipendente che, con un occhio al neorealismo, racconta una ordinaria storia di povertà. Bravissima la protagonista, Michelle Williams.

Marco Valsecchi   Searching for the Wrong-Eyed Jesus di Andrew Douglas
Un documentario che è un percorso onirico, un sogno ad occhi aperti tra gli stati del sud degli Usa alla ricerca della spiritualità e della musica di quei luoghi.

Alberto Brumana  
Summer
di Kenneth Glenaan
Un esempio di cinema sociale inglese, alla Loach o Meadows, che però gioca con strutture più complesse come il flashback o la colonna sonora portante.

Alberto Brumana  
Kabluey
di Scott Prendergast
Una tipica commedia indipendente americana popolata da loser che diventa improvvisamente imprevedibile grazie alla presenza di un pupazzone blu. Divertente e malinconica al tempo stesso, con una stupenda colonna sonora.

Carlo Prevosti   Run,
Fat Boy, Run
di David Schwimmer
Simon Pegg si cimenta sui 42,195 chilometri della maratona per una commedia romantica in puro stile British. In una Londra da cartolina le prove d’amore e d’amicizia passano attraverso i ponti sul Tamigi per poi arrivare alla Cattedrale di Sant Paul.

Sara Sagrati   Ten Inch
Hero
di David Mackay
Una commedia semplice e delicata che potrebbe in ogni momento scivolare nel banale, ma che si risolleva continuamente grazie a dialoghi sempre azzeccati e a situazioni lontane da quello che ti aspetti. Per coloro che hanno amato Mystic Pizza.

Claudio Garioni  
Cashback
di Sean Ellis
Tra narrazione e videoarte, Cashback è un film ibrido che alterna romanticismo e comicità, sul confine tra reale e surreale. Ne esce un prodotto molto interessante, con qualche imperfezione, ma che merita di essere visto.

Marco Valsecchi  
Cass
di Jon S. Baird
Un film sul fenomeno degli hooligans durante in Gran Bretagna durante il governo Tatcher, dal punto di vista di un ragazzo di colore in un quartiere bianco di Londra. Bravi interpreti e eccellente ricostruzione dell'epoca.

Alberto Brumana   Prozac
Nation
di Erik Skjoldbjærg
Un film ultradisperso, dal regista norvegese di Insomnia. Non è né Ragazze interrotte né Requiem for a Dream, ma racconta una storia di depressione e dipendenza facendo intravedere buone cose ma lasciando anche troppe domande insolute.

Alberto Brumana   What We Do Is a Secret di Rodger Grossman
La storia maledetta di Darby Crash e dei suoi Germs, band fondamentale della scena punk californiana alla fine degli anni Settanta. Un biopic sincero e che utilizza il giusto distacco per raccontare una storia affascinante e tragica.

Eugenio Peralta   Loose rope di Mehrshad Karkhani
Dalla comicità slapstick all'umorismo surreale, tutti i toni della commedia. Il quasi esordiente Mershawi non abbandona la tradizione del suo paese, ma strizza l'occhio al cinema americano con una strampalata storia di allevatori e mucche che diverte e convince.

Eugenio Peralta   Laila's Birthday di Rashid Masharawi
Le tragedie della guerra si scontrano con le piccolezze della vita quotidiana nell'odissea comica di un taxista che ha scelto il posto sbagliato per il suo culto dell'ordine e della giustizia. Mohamed Bakri mattatore assoluto, risate garantite e un po' di buonismo finale.

Eugenio Peralta   Lullaby di Natalie Haziza
Natalie Haziza torna in Sudafrica alla ricerca della sua infanzia e di risposte che troverà, forse per il solo fatto di averle filmate. Documentario sui generis che ci mostra un mondo molto personale, tutto al femminile e tutto sotto l'occhio della telecamera.

Eugenio Peralta   Nothing But the Truth di John Kani
Il simbolo della cinematografia indipendente sudafricana John Kani trasforma i conflitti del suo paese in un melodramma familiare che vira spesso e volentieri verso la commedia. Forse il modo più efficace per rileggere senza (troppa) retorica gli ultimi vent'anni di storia.

Eugenio Peralta   To See if I’m Smiling di Tamar Yarom
Documentario di guerra tutto al femminile, un genere che poteva esistere solo in Israele. Ma è ben altro a impressionare in questa inchiesta che esplora la banalità della tragedia.

Giampiero Raganelli   Oyster
Farmer
di Anna Reeves
Dall’Australia un piccolo e semplice film, ambientato in una comunità di allevatori di ostriche. Fanno da sfondo gli stupendi gli scenari naturali del Hawkesbury River.

Alberto Brumana   Babysitter
Wanted
di Jonas Barnes, Michael Manasseri
Un horror che dal nome e dalla prima mezzora non lascia pensare a nulla di buono. Invece poi sorprende e, malgrado qualche eccesso di cliché del genere, mantiene la tensione fino alla conclusione.

Alberto Brumana   The
Express
di Gary Fleder
Un biopic sulla storia del primo giocatore di football americano di colore a vincere il premio come migliore dell'anno. Gary Fleder lo racconta più con le partite che con i discorsi, ma fa emergere bene il clima dell'epoca.

Carlo Prevosti   The King of Kong
A Fistful of Quarters
di Seth Gordon
Il sogno americano può essere raggiunto anche con il record del mondo di uno storico videogioco degli anni Ottanta. The King of Kong è la storia di un gruppo di ex ragazzi che hanno preso terribilmente sul serio i vecchi giochi da bar che (forse) non sono mai passati di moda

Carlo Prevosti   Air Guitar
Nation
di Alexandra Lipsitz
Su Wikipedia si legge che per air guitar si intende l’atto di mimare con frenesìa il gesto di suonare la chitarra, fingendo di averne una tra le mani. Ecco un documentario ricco di ironia e di deliri musicali che ne testimonia la follia.

Carlo Prevosti   Jesus
Camp
di Heidi Ewing, Rachel Grady
Candidato agli Oscar 2007, Jesus Camp è un viaggio in un campo estivo di bambini pentescostali a cui viene insegnato come esercitare le loro doti profetiche per riportare l'America nelle mani di Cristo. Una nuova forma di guerra di religione.

Antiniska Pozzi   Joy
Division
di Grant Gee
E’ la storia di una band, ma anche la storia una città, e in ultima istanza o al di sopra di tutto, la storia di un ragazzo fragile e di un artista formidabile: i Joy Division, Ian Curtis e Manchester, una delle ultime storie vere del pop, raccontata dal regista Grant Gee grazie alle testimonianze dei componenti del gruppo e di quelli che condivisero con loro quel percorso brevissimo e folgorante. Imperdibile, anche per chi non ne conosce la storia.

Carlo Prevosti   Ceský
Sen
di Vít Klusák, Filip Remunda
Il muro di Berlino ha portato libertà all'Europa dell'Est, ma anche il capitalismo selvaggio e il consumismo sfrenato che come un'epidemia è dilagato tra la gente. Due documentaristi hanno provato ad analizzare questa realtà, fingendo l'apertura di un Centro Commerciale.

Carlo Prevosti   Incident
at Loch Ness
di Zak Penn
Zak Penn e Werner Herzog giocano con la cinepresa a provocare lo spettatore. Cosa è vero? Cosa è falso? Un film che da gioco si trasforma in pura riflessione sul linguaggio del cinema e sull’etica del documentario. Un’opera inaspettata che sorprende per la sua originalità.

Sara Sagrati   Eagle
vs Shark
di Taika Cohen
Visto in numerosi festival in giro per il mondo, tra cui Sundance e Berlino, Eagle vs Shark di Taika Cohen racconta la strana storia d’amore di due perdenti nati. Ignorato dalla distribuzione italiana, questo film neozelandese affronta i temi del diverso e della perdita, riuscendo a essere divertente e romantico.

Giampiero Raganelli   The Notorious Bettie Page di Mary Harron
Il secondo biopic su Bettie Page è un ritratto affettuoso e rispettoso di una donna del sud degli Stati Uniti, ma anche un modo per raccontare la vita sessuale degli americani negli anni Cinquanta. L’atmosfera dei fifties, con la sua ingenuità e le sue ipocrisie, è resa in modo molto fedele.

Alberto Brumana   Rocket Science di Jeffrey Blitz
Una commedia intelligente e ironica sulla formazione di un ragazzino balbuziente in un college americano. Un buon cast e una regia appassionata per uno dei migliori film indipendenti americani dell’anno.

Marco Valsecchi   Chapter 27 di J.P. Schaefer
Mark David Chapman è l’uomo che, nel 1980, uccise John Lennon. Il film racconta la follia dei suoi ultimi tre giorni prima dell’omicidio. Dirige l’esordiente Jarrett Schaefer, mentre protagonisti sono due giovani star che si dividono tra cinema e musica: Jared Leto (ingrassato di 20kg per l’occasione) e Lindsay Lohan.

Alberto Brumana   Smart People di Noam Murro
Un tipico film da Sundance: personaggi eccentrici, dialoghi brillanti, intrecci ben strutturati. Ottime le prove di Ellen Page e Thomas Haden Church.

Alberto Brumana   An American Crime di Tommy O'Haver
Ancora una volta Ellen Page protagonista di un film disperso, questa volta nel drammatico ruolo di una ragazzina torturata da una madre di famiglia. Un film interessante, ma un'occasione non completamente colta dal regista.

Marco Valsecchi   Wristcutters: A Love Story di Goran Dukic
Un curioso road movie che mescola esistenzialismo slavo e commedia grottesca americana, il tutto rapportato a una tematica a dir poco scabrosa come quella del suicidio. Nel cast, Tom Waitz.

Alberto Brumana   Big Nothing di Jean-Baptiste Andrea
Una commedia nera senza un attimo di sosta, interpretata da David Schwimmer (Friends) e Simon Pegg (L’alba dei morti dementi). Tra Fargo e i Monty Phyton, ci si diverte di gusto.

Alberto Brumana   Shanghai Kiss di Kern Konwiser, David Ren
Un film che crea troppi pregiudizi con la locandina e il titolo, ma che in realtà è una commedia sentimentale ben realizzata, tra Woody Allen e Lost in Translation, scritta da David Ren, un esordiente che promette bene.

Giampiero Raganelli   Bury My Heart at Wounded Knee di Yves Simoneau
La HBO sforna un polpettone storico incentrato sulle vicende che contrapposero i nativi americani e il governo degli Stati Uniti tra il 1876 e il 1890. Genocidio, assimilazioni forzate, espropri dalle riserve riconosciute: si vuole aprire uno squarcio su vicende di solito taciute. Ma la piattezza da prodotto televisivo alla fine si fa sentire.

Michele Marcon   32 di Michele Pastrello
Un piccolo horror veneto che stringe l'occhio ai b-movies americani e al cinema giapponese. Tutto per ricordare la tremenda situazione ambientale attorno alla tangenziale di Mestre.

Antiniska Pozzi   Pathology di Marc Schoelermann
Una pellicola per stomaci forti con un cast da serie tv. A metà tra il thriller e l'horror, che può trovare sicuramente estimatori.

Alberto Brumana   The Tracey Fragments di Bruce McDonald
Un film interamente girato in split screen e premiato nei festival di mezzo mondo. Ellen Page, la giovane interprete di Juno, è un’adolescente alle prese con una famiglia disagiata e con la scomparsa del più giovane fratello, per un’opera vera e sincera che sfrutta il linguaggio per mostrare il disagio di una generazione.

Antiniska Pozzi   Penelope di Mark Palansky
Una favola contemporanea ‘like no other’ in cui l’ironia è la vera protagonista: tra una fanciulla con il naso da maialino, una maledizione da spezzare e un principe azzurro latitante, Mark Palansky - qui alla sua prima regia cinematografica – ci regala una commedia fantastica che fa pensare a Tim Burton.

Alberto Brumana   This is England di Shane Meadows
Uno straordinario esempio di cinema sociale sulla realtà degli skinhead nell'Inghilterra dei primi anni Ottanta. Un periodo meno lontano di quanto possa sembrare.

Sara Sagrati   Diary of the Dead di George A. Romero
Ennesimo capolavoro di George Romero dedicato agli zombie che questa volta interpretano la deriva della società della comunicazione. Un mockumentary lucido e pauroso che ci mostra la morte della morte e un’umanità che ha perso la direzione.

Sara Sagrati   Primer di Shane Carruth
Che cosa succederebbe se scoprissi di aver inventato una macchina del tempo che funziona davvero? Shane Carruth scrive, dirige, monta, musica e produce un film sulla coscienza di sé e sul tempo. Un piccolo film indipendente, mai uscito in Italia e vincitore del gran premio della giuria al Sundance Festival 2004.

Eugenio Peralta   The Glow of White Women di Yunus Vally
Il documentario di Yunus Vally tratta l'apartheid da un punto di vista insolito. Una delle opere piú apprezzate al Festival del Cinema Africano di Milano.

Eugenio Peralta   Faat Kiné di Ousmane Sembène
Un grande esempio di cinema africano diretto dal regista Ousmane Sembène con un tocco leggero e divertito ma anche straordinariamente vero.

Enrico Presazzi   Africa Paradis di Sylvestre Amoussou
Stati Uniti d’Africa, 2033. L’Europa e l’America sono devastati da guerre e carestie. Milioni di profughi tentano in ogni modo di raggiungere l’Africa, il nuovo paradiso. Il primo lungometraggio di Sylvestre Amoussou, vincitore del Festival di Verona, riesce a farci riflettere sul problema dell’immigrazione con un sorriso.

Enrico Presazzi   Il va pleuvoir sur Conakry di Cheick Fantamady Camara
La storia d’amore di Bibi e Kesso, sullo sfondo di un’Africa lanciata verso il futuro, ma ancora troppo legata alle tradizioni. Un film toccante, critico nei confronti del potere e di chi sfrutta l’ignoranza della gente. Dopo il premio del pubblico al Fespaco 2007, il regista ottiene ancora i favori delle sale al Festival di Verona.

Enrico Presazzi   Indigènes di Rachid Bouchareb
Francia 1944. L’esercito ha bisogno di uomini per fronteggiare l’occupazione nazista. Dalle colonie africane si reclutano le forze necessarie alla vittoria finale. Il regista Bouchareb sceglie di ripercorrere e fare luce su un fenomeno storico ormai dimenticato.

Enrico Presazzi   Tartina City di Issa Serge Coelo
Una testimonianza del terribile regime di Hisséne Habré, dittatore che ha governato il Ciad dal 1982 al 1990. Violenze e torture nelle carceri di N’djamena, controllate dal pazzo colonnello Koulbou. Un film coraggioso, un urlo contro qualsiasi oltraggio alla democrazia.

Marco Valsecchi   Teosofia di Nemo (Michele Vaccari), Joe Menarca (Lucio Basadonne)
È possibile realizzare un ottimo prodotto di stampo cinematografico con un budget di circa quattrocento euro? Prima che cominciate a sbellicarvi dalle risate perdendo tutto l’interesse per questo articolo, vi rispondo io in modo estremamente diretto e conciso: sì, è possibile. Lo hanno dimostrato due loschi figuri che rispondono agli pseudonimi di Nemo e Joe Menarca, confezionando Teosofia, un mediometraggio autoprodotto che dovrebbe farci bisbigliare al miracolo (gridare forse è eccessivo).

Marco Valsecchi   Via Varsavia di Emiliano Cribari
Un piccolo film italiano che evita le soluzioni facili e intreccia la messa in scena teatrale con scampoli di vita vissuta. Il secondo film di Emiliano Cribari è un film che si fa più rispettare che amare. Una prova convincente ma non risolutiva.

Enrico Presazzi   Barakat! di Djamila Sahraoui
Algeria anni novanta. Il ricordo della guerra di decolonizzazione vive ancora nel Paese, destabilizzato dal fanatismo religioso. Il primo lavoro della regista algerina Sahraoui analizza tre generazioni differenti per portare un messaggio di speranza.

Enrico Presazzi   L’appel des arènes di Cheikh Ndiaye
Uno sguardo sulla lotta senegalese, lo sport più praticato nel paese, più popolare del calcio. Una riflessione sull’importanza della tradizione, nello sport e nella vita. La chiave di lettura per un possibile sviluppo dell’Africa intera.

Gianmarco Zanrè   Radice quadrata di tre di Lorenzo Bianchini
Arriva dal Friuli – anche se in forte ritardo qui “nel continente” – una delle novità più interessanti del giovane cinema italiano: dimenticate amore, vacanze e retorica tricolore, e preparatevi a un tuffo in un orrore delirante degno – in proporzione tecnica e di mezzi – di Takashi Miike e David Lynch. Satanismo e incubi fatti in casa capaci di far balzare sulla sedia: e dietro tutto, la scuola, creatura quasi viva capace di “fagocitare” le vite di tre giovani studenti. Qualcuno ha detto Moratti?

Marco Valsecchi   Il Vangelo secondo Precario di Stefano Obino
Quarantamila euro di budget per una commedia italiana che riesce a uscire dai canoni pseudotelevisivi attuali. Fresca e divertente rappresentazione del mondo del lavoro, è una boccata d'aria che meriterebbe una migliore distribuzione.

Raffaele Elia   The Statement di Norman Jewison
Diretto dal veterano di Hollywood Norman Jewison, The statement è tratto dal romanzo La caccia di Brian Moore (1996) ispirato alla storia di Paul Touvier, miliziano collaborazionista nella repubblica di Vichy. Graziato nel 1971 dal presidente Georges Pompidou, risultava, fino al 1994, l’unico francese condannato per crimini contro l’umanità. Il film, molto distante dai ritmi convulsi dei thriller contemporanei, ha i suoi punti di forza nello stile classico e nell’eccellente cast.

Carlo Prevosti   Gerry di Gus Van Sant
Van Sant sceglie di raccontare l’amicizia maschile attraverso immagini minimali, aride come il deserto americano, ma dense di fascino e di poesia. Un film rarefatto, dedicato al maestro Bela Tarr, che si ama o si odia. Primo passo del regista verso la coraggiosa svolta anti-hollywoodiana che ha contraddistinto anche i successivi film (Elephant e Last Days).

Alberto Soragni   Vital di Shinya Tsukamoto
Horror, thriller o film sentimentale? Difficile classificare un'opera come Vital. L'ottavo lungometraggio di Shinya Tsukamoto è un'opera crudele che va oltre la pelle e supera la carne. Eros e Thanatos si intrecciano indagando sul corpo, testimone di verità e memoria.

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Anno 8 - n. 5 - 10/03/10