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Ritratto di un instancabile giramondo (Saba Ercole, 13/06/10) Dopo I cantori di Carpino, Thierry Gentet torna in Puglia, per ripercorrere le tappe fondamentali della vita di un grande professionista del cinema italiano: Ferruccio Castronuovo.
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Due donne per un bebé (Marco Valsecchi, 17/04/10) Un documentario italiano sul tema dell'omosessualità e in particolare sulle difficoltà che una coppia lesbica è costretta ad affrontare nel momento in cui decide di avere un figlio.
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Semplici sguardi sull'odio (Nicola Bozzi, 19/03/10) Uno sguardo semplice che non vuole giudicare l'umanità, ma trasmetterne una parte è quello di Christian Poveda, algerino cresciuto a Parigi e poi spostatosi in El Salvador per raccontare, fino alla fine, la guerra tra le bande locali di quel paese.
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Il triangolo dei sogni e il suo rovescio (Cesare Alemanni, 28/02/10) Hollywood, Disneyland, Sunset Boulevard. Compton, South Central, Inglewood.
Il triangolo dei sogni e il suo rovescio cuciti insieme nel raggio di appena qualche chilometro di ordito urbano, tutto Made In America.
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L'industria del capello (Nicola Bozzi, 11/02/10) Chris Rock, geniale comico americano poco conosciuto in Italia, è protagonista di un documentario su un'industria, quella del taglio dei capelli, che nasconde una violenza silenziosa e quotidiana prodotta dall'establishment statunitense.
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Quelle voci inaudite (Marco Valsecchi, 01/02/10) Sergio Basso, giovane regista già collaboratore di Gianni Amelio per La stella che non c'è, ci presenta il primo documentario dedicato alla comunità cinese di Milano. Non mancano le sorprese, tanto nei contenuti quanto nelle scelte stilistiche.
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Zdenek dei miracoli (Claudio Garioni, 05/01/10) Un documentario su un uomo che ha, in un modo o nell'altro, segnato il calcio italiano degli ultimi vent'anni: Zdenek Zeman e il suo Foggia dei miracoli.
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Il destino che cambia i progetti (Matteo Mazza, 14/10/09) Un documentario non scritto, che si è scritto da solo. Nato come il racconto della storia di un uomo in balia delle scelte aziendali della Thyssenkrupp, il documentario della coppia Balla-Repetto resta coinvolto nella tragedia della notte torinese tra il 5 e il 6 dicembre 2007. E diventa altro senza mai perdere di vista l’uomo. Amarezza, disillusione e assurdità.
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La proboscide di Corona (Alberto Brumana, 06/09/09) Un documentario ricco di aspettative ma alla fine più adatto a un pubblico internazionale che a uno spettatore italiano minimamente informato sui fatti.
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L'oscuro lato dell'Oscar (Carlo Prevosti, 24/05/09) Dopo l’11 settembre, gli Stati Uniti hanno scatenato una guerra al terrorismo senza confini. Dietro a una giustificazione plausibile, almeno sulla carta, si nascondono vicende oscure e metodi bellici che travalicano le più elementari regole di ingaggio. A volte il lato oscuro degli Stati Uniti può essere raggiunto salendo a bordo di un taxi. Premio Oscar come miglior documentario nel 2008.
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La consapevolezza degli antichi (Carlo Prevosti, 08/05/09) Terra Madre nasce dal rapporto tra Ermanno Olmi e l’associazione Slow Food con l’intento di mostrare un volto del mondo dell’agricoltura che dovrebbe saper ritrovare elementi del passato per sviluppare un futuro in cui la sostenibilità sia al centro del rapporto tra uomo e natura. Un documentario da mostrare nelle scuole per il suo messaggio, piuttosto che per come lo racconta.
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Earth Day? (Carlo Prevosti, 24/04/09) In occasione dell’Earth Day 2009, Disney rispolvera la sua vocazione di documentarista con un film altamente spettacolare ma che dimentica in concetto di etica a favore di un bollino verde pro-bambini. Ma è questa la Terra dove viviamo?
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Il mistero della nascita (Carlo Prevosti, 16/02/09) Il miracolo della nascita raccontato attraverso la documentazione di dieci parti, sparsi in tutti i continenti del mondo. Un progetto affascinante, ma che alcune scelte registiche e l'ennesima pessima versione italiana hanno immancabilmente rivinato.
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Un dio spaziale e altre leggende (Marco Valsecchi, 14/02/09) Il comico americano Bill Maher prova a smontare con ironia e qualche colpo basso le principali religioni monoteiste. Ne viene fuori una pellicola feroce ma con stile. Un film che piacerà molto, ma a pochi.
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Negli occhi del nemico (Francesca Bertazzoni, 18/12/08) Dopo la polemica fomentata dal Ministro per i beni e attività culturali Sandro Bondi, che ha accusato il film di Pannone di filobrigatismo, Il sol dell’avvenire esce nelle sale. Un documentario che farà discutere ancora, ma che riesce a raccontare una parte della vita italiana senza facili censure.
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Elezioni Americane (Carlo Prevosti, 04/11/08) La rivoluzione elettoral-cinematografica di Primary nel 1960, durante lo scontro elettorale delle primarie tra Kennedy e Humphrey. Le elezioni non furono più le stesse dopo Primary.
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La verità estatica di Werner Herzog (Marta Lecca, 26/10/08) Presentato al Toronto Film Festival 2007, l’ultimo film di Werner Herzog riconferma la passione del regista per l’insolito e il fantastico. Un viaggio visionario alla scoperta dell’Antartide, il luogo più misterioso e inesplorato del pianeta Terra, firmato dall’ultimo dei romantici.
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Il doppio ruolo del documentarista (Carlo Prevosti, 04/08/08) L'ultima tendenza dei documentari è quella di far incontrare regista e soggetto del film e di rendere quasi invisibile il montaggio finale.
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Breve storia del rockumentary (Carlo Prevosti, 22/04/08) Da Don’t Look Back a Shine a Light: quarant'anni di documentari musicali nella storia di un genere sempre più vitale.
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Il lato scuro della luna (Francesca Bertazzoni, 29/09/07) Il rockumentary sui Negramaro presentato a Venezia del regista di esordiente Dario Baldi e di Davide Marengo, già regista di Notturno Bus: poco intimo, molto Mtv style
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Back in the Usa (Gianmarco Zanrè, 04/06/07) Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, arriva sugli schermi il documentario di David Leaf e John Scheinfeld, nuovo capitolo della vicenda umana, musicale e politica del “beatle” della discordia, John Lennon. Un’opera appassionata e dai grandi meriti, capace di mostrare un lato fino a ora poco analizzato del cantautore di Liverpool, quello che, a cavallo del conflitto in Vietnam, lo portò a un vero e proprio scontro con gli organi di governo statunitensi.
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Sex Crimes and the Vatican – documentario o spazzatura? (Carlo Prevosti, 03/06/07) Un'analisi del documentario sulla pedofilia nella Chiesa trasmesso da Anno Zero su Rai Due.
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Il ponte dei suicidi (Carlo Prevosti, 30/04/07) Operazione cinica o documentario poetico sulla morte? La domanda trova una difficile risposta nella mente di ciascun spettatore al termine della proiezione di The bridge. Troppo grande il mistero della morte per affrontare in valore assoluto il messaggio che questo documentario vuole veicolare.
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Sidney Pollack incontra Frank Gehry (Letizia della Luna, 03/04/07) Regista raffinato e colto, autore di indimenticate commedie e drammi esistenziali, Sidney Pollack per la prima volta si è dedicato al documentario. E lo ha fatto con la consueta eleganza, con il noto senso della misura che mai si fa asetticità ma sempre emozione partecipata. Per un ritratto conturbante dell’architetto Frank O. Gehry.
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Death of reality (Carlo Prevosti, 17/03/07) Gabriel Range realizza un documentario falso, un mockumentary, sulla morte dell’uomo più potente della terra. Un’occasione per riflettere sulle conseguenze che un gesto del genere potrebbe causare, ma anche un mezzo per comprendere le manipolazioni mediatiche a cui siamo quotidianamente sottoposti, senza per forza creare grandi e inutili polemiche. Guarda il trailer di Death of a President
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L’urgenza di una strada da ripercorrere (Giuseppe Carrieri, 23/01/07) La ricorrenza della memoria non è mai qualcosa di superficiale. E’ qualcosa che cova il suo dolore e si annida sui nostri occhi, pronta a indicare nuovi insegnamenti e viaggi da intraprendere. Ferrario ci fa ritornare indietro di sessant’anni, per rinnovare il senso di una missione che ha il suo perno in una figura indimenticabile, quella di Primo Levi.
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“Una” delle verità (Carlo Prevosti, 22/01/07) Il rischio di perdere un figlio e la sconfitta elettorale alle scorse elezioni presidenziali hanno convinto Al Gore a moltiplicare i suo sforzi per combattere il surriscaldamento globale e l’inquinamento.
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La docu-soap prima di The Office (Carlo Prevosti, 23/12/06) Prima della fiction vincitrice dell'Emmy come miglior serie comica 2006, ci sono stati tanti esempi di falsi documentari seriali. Vediamo i principali.
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Le parole di Pasolini (Letizia della Luna, 25/11/06) Giuseppe Bertolucci racconta Pasolini. Un maestro della commedia agrodolce ritrae un maestro del dramma sociale ed esistenziale. Un documentario che alterna foto, materiale d’archivio e un’intervista inedita a Pier Paolo Pasolini: una summa del suo pensiero, della sua poetica e della sua estetica.
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La vera Natura dell’Uomo (Gianmarco Zanrè, 24/11/06) Werner Herzog riflette sulla Natura: un paradiso incontaminato che l’Uomo ha dimenticato come vivere o la più spietata delle meraviglie del Cosmo, da rispettare, ma solo a distanza? Timothy Treadwell, eccentrico esploratore, credeva fermamente nella prima ipotesi, tanto da sognare di poter diventare uno dei suoi amatissimi orsi a discapito di fama, denaro e opinioni non sempre lusinghiere sul suo conto. Guarda il trailer di Grizzly man
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Too Young to die (Gianmarco Zanrè, 24/10/06) Il “cuore d’oro” di Neil Young, padre fondatore del cantautorato americano, e l’occhio leggero di Jonathan Demme, ventidue anni dopo aver fotografato i Talking Heads: un concerto che è un ritorno al pubblico, alle origini, alla strada, a quell’energia unica che, come l’universo, si adatta e muta, ma resta fedele al suo spirito originario, indomita e passionale come i testi vibranti di un poeta della chitarra.
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Impressioni reali (Giuseppe Carrieri, 17/10/06) A ogni scatto, la possibilità di vivere. L’infanzia si consuma nei bordelli stretti di una Calcutta a luci rosse e contorni neri. I bambini la fotografano e gli ridanno un senso, oltre che un sorriso. Zana Briski li guida in un viaggio che è fantasia e sogno, fuori dalla tenebra. Da vedere assolutamente.
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Alzati e balla? (Alberto Soragni, 08/10/06) Cinema. In arrivo Rize di David Lachapelle. Due anni e mezzo di lavoro di David LaChapelle, popolarissimo fotografo e icona del mondo glamour americano (qui al suo esordio alla regia) Rize racconta il mondo delle periferie di Los Angleles e della cultura hip-hop del Krumping. Un documentario?
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Il sacrificio e la dignità (Matteo Mazza, 07/07/06) Documentario estremo e disperato del regista austriaco Michael Glawogger sulla durezza del lavoro manuale nel XXI secolo. Il regista insegue i corpi, gli sguardi, i gesti degli uomini costretti a spendere il massimo delle energie per guadagnarsi il minimo per sopravvivere. Una testimonianza dura e necessaria di notevole impatto visivo.
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Master in business administation ad honorem! (Carlo Prevosti, 17/06/06) Sotto l’egida di Micheal Moore, vero guru delle voci “contro”, ecco un documentario che racconta l’esperienza di un gruppo di attivisti contrari al WTO. Terrorismo da conferenze e prese di posizioni estreme, buone idee e un attivismo che sta tra la messa in scena teatrale e la miglior satira.
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Good morning Iraq (Enrico Bocedi, 22/05/06) Che effetto fa starsene, nel XXI secolo, in un Paese occupato dall’altra parte del mondo? Due intraprendenti registi americani provano a mostrarcelo attraverso i volti e le parole di un gruppo di soldati statunitensi a Falluja.
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Nati senza camicia (Enrico Bocedi, 19/05/06) Pochi soldi, molta competenza e una forte determinazione. Ecco il bagaglio con cui Claudio Lazzaro, ex giornalista del Corriere della Sera, si è avventurato nel mondo delle produzioni indipendenti. E i risultati sono tutt’altro che deludenti.
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I passi che portano lontano dalla strada (Carlo Prevosti, 23/04/06) Un documentario musicale fresco e divertente racconta il percorso di tre scuole di New York verso la gara nazionale di ballo. I corsi pomeridiani non sono solo un momento di svago per i ragazzi, per alcuni di loro è un’occasione di riscatto sociale e un modo per stare lontano dalle brutte compagnie che nascono sulle strade dei quartieri poveri.
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L’Africa in un pesce (Carlo Prevosti, 10/03/06) Il ruolo del documentario è spesso quello di far emergere situazioni di grave crisi nei luoghi più poveri del pianeta. In questo caso il pugno nello stomaco arriva dai filetti di pesce disposti sui banconi dei nostri supermercati che dietro all’indicazione di provenienza africana nascondono segreti che la grande distribuzione non amerebbe diffondere.
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Dall’Italia con orrore (Letizia della Luna, 30/01/06) Dall’archivio dello Shoah Foundation Institute creato da Steven Spielberg, produttore esecutivo del film, le testimonianze di nove italiani ebrei sopravvissuti ad Auschwitz, inframezzate da filmati di repertorio. Il racconto di una drammatica pagina di storia italiana che spesso si è cercato di nascondere e di omettere.
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Un biglietto A/R per la fine della galassia (Carlo Prevosti, 01/12/05) Werner Herzog organizza uno scherzo visivo, un visionario documentario su di un’invasione aliena mai avvenuta e ci proietta al ritorno di una astronave mandata nello spazio alla ricerca di una nuova Terra. Torneranno solo dopo 820 anni, quando la Terra sarà tornata in una nuova preistoria. Delirante ma lucidissimo, incubo e visione premonitrice di un maestro del cinema che ha perso il contatto con la triste realtà.
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Animali sociali (Gianmarco Zanrè, 22/11/05) Sulla scia del successo dei documentari naturalistici girati e prodotti da Jacques Perrin, sbarca in Italia una delle maggiori sorprese del settore nell’ultima stagione cinematografica: un viaggio nel cuore dell’Antartide sulla scia dell’interminabile Odissea dei pinguini imperatore, dall’accoppiamento allo svezzamento dei cuccioli, dall’oceano al cuore dell’inverno polare. Paesaggi mozzafiato e socialità animale che avremmo voluto vedere raccontate dalle sole immagini, senza voci fuori campo che tanto sanno di favola per bambini.
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Art de/generation (Carlo Prevosti, 15/11/05) Face addict racconta in forma di documentario autobiografico la straordinaria e irripetibile esperienza vissuta dal fotografo e regista Edo Bertoglio nella factory artistica della New York degli anni settanta: Andy Warhol, le droghe, l’arte, il sesso, la musica sono gli ingredienti, non sempre facilmente digeribili, di un mondo che voleva cambiare le regole.
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Greed (Tommaso Caroni, 23/10/05) Lo scioccante crac finanziario della società americana Enron raccontato con sagacia e precisione nei particolari. Ironia e disgusto per un gruppo dirigenziale senza scrupoli che ha causato perdite per sei miliardi di dollari agli azionisti della società.
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Panta rei (Carlo Prevosti, 01/10/05) Mescolando humour e serietà, innocenza e saggezza, un poeta musicista africano utilizza il linguaggio evocativo del mito e delle favole per raccontare la nascita dell’Universo e delle stelle. Ci parla del tempo, della materia, dell’amore e della morte. Dopo anni di ricerche e di riprese tornano i registi di Microcosmos.
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La bestia umana (Alberto Brumana, 24/09/05) J'accuse di Sabina Guzzanti nei confronti del sistema politico italiano e della facilità di censura che regna in tv. Non scopre nulla di nuovo ma mantiene attenti su un fenomeno che rischia di passare inosservato.
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Under the bridge (Gianmarco Zanrè, 28/06/05) La nascita, la storia e la caduta dello storico Zephyr Team, responsabile negli anni settanta della creazione dello stile e dell’attitude che hanno a tutti gli effetti ridefinito lo skate come sport e fenomeno di massa mondiale. Attraverso l’occhio partecipe e nostalgico di Stacy Peralta, il film ripercorre le tappe di quello che, prima di tutto, fu un fenomeno sociologico di grande rilevanza.
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Lacrime di cammello (Carlo Prevosti, 31/05/05) Un documentario realizzato come lavoro finale per la scuola di cinema di Monaco da un giovane italiano e una documentarista mongola arriva fino alle soglie dell’Oscar. La tradizione è quella di Robert Flaherty, un documentario etnologico che punta alla commozione. Episodio straordinario, a lungo ricercato ma anche molto fortunato per i giovani cineasti, che riappacifica con il genere documentario dopo una sfilza di pellicole estremamente polemiche. Consolatorio.
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Al di là della politica (Marianna Forcignanò, 13/05/05) Il politico italiano più chiacchierato dell’ultimo periodo diventa protagonista di un documentario in cui, raccontandosi prima di tutto come uomo, si mostra anche nella sua atipicità di politico fuori dagli schemi.
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Il vecchio e l’isola (Roberto Monzani, 25/04/05) Esiste un’immagine che possa andare oltre l’aspetto agiografico di quasi mezzo secolo di lotte, tra alti e bassi, del comandante più famoso del globo? Chi è in realtà Fidel Castro? L’amante di una generazione, il crudele torturatore di un popolo o semplicemente l’ispiratore della rivoluzione dai contenuti politici più popolari e romantici della storia contemporanea?
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Storia di un padre lontano (Caterina Lunghi, Carlo Prevosti, 19/04/05) Il percorso narrativo del film è un figlio che cerca suo padre. Ma poi si scopre che il padre è un famoso architetto. Sentivo che era importante per gli spettatori entrare in contatto con la sua opera. ... quando si scopre l’architettura di Lou, ti viene sempre trasmessa qualche emozione (Nathaniel Kahn, intervista apparsa su Metropolis Magazine, giugno 2003).
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Cultura globale alcoolica (Alberto Soragni, 13/04/05) «Produrre un buon vino è un mestiere da poeti».
Il vino diventa il percorso fra tre continenti e intreccia le storie di broker milionari, di Borgogna, di Bordeaux, di globalizzazione. La bravura di Nossiter risiede nel suo modo di essere etico, ma non pedante, sensibile ma non solo politico.
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Mangia sano, vivi bene! (Carlo Prevosti, 09/04/05) La parola dieta porta spesso alla mente connotazioni positive: diete dimagranti, diete sportive, diete ricostituenti…ma anche mangiare solo hamburger e patatine può essere una dieta. Morgan Spurlock offre il suo corpo per scoprire che effetto può avere un mese di alimentazione esclusivamente made in Mc Donald’s. Buon appetito!
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A(f)fondo nel Blu (Carlo Prevosti, 07/04/05) Esiste un mondo ancora inesplorato, quello che si cela sotto il pelo dell’acqua degli oceani. Un mondo in cui la tonalità cromatica dominante è il blu e dove l’uomo non è ancora arrivato a portare il proprio dominio.
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Appesi a un filo (Carlo Prevosti, 17/03/05) Una spedizione alpinistica che ha rischiato di finire in tragedia, trasformatasi in un’esperienza da incubo ma terminata con un vero miracolo. La vicenda ricostruita da MacDonald in La morte sospesa è ormai parte della storia dell’alpinismo mondiale e ha provocato enormi polemiche per la scelta estrema che ha salvato i due alpinisti. Una docufiction straordinaria ed emozionante.
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Più produzione senza padrone (Osvaldo Contenti, 17/03/05) Scritto da Naomi Klein, ideologa del movimento No Global, The take è un'antidoto ai tentativi di "distrazione di massa", un documentario che dimostra concretamente la possibilità di un mondo diverso. Una ricostruzione storica mentre la storia si sta ancora facendo, che mette in luce senza ipocrisia una situazione difficile come quella argentina.
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Finding Arafat (Michele Zanlari, 11/12/04) Stone pone se stesso e, soprattutto, il suo stile al centro di un documentario che, nonostante le voci autorevoli raccolte, non restituisce il senso profondo di una situazione storica.
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Quando “quello grosso” ha paura (Luca Bocedi, 11/12/04) Dopo il graffiante Roger & Me del 1989, Michael Moore torna alla carica con un altro documentario infuocato; in questo caso, però, Moore si mostra molto abile nello sfruttare il momento di popolarità che sta godendo grazie alle vendite del suo libro e stila un prezioso, quanto scomodo, documento sulla spregiudicata politica di sfruttamento del lavoro da parte delle corporation americane. Miglior documentario all’Aspen Film Festival e al Denver Film Festival dello stesso anno.
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Il volenteroso carnefice degli Usa (Michele Zanlari, 11/12/04) Partendo da un protagonista singolare e indecifrabile, Morris gira un documentario in stile fiction, ma con intenti sociali e storiografici.
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Il cinema atomico (Michele Zanlari, 11/12/04) L’operazione dei registi parte da un approfondito e originale lavoro di ricerca d’archivio per insegnare, non solo agli americani, che il condizionamento dei mezzi di comunicazione di massa segue un’evoluzione costante e inesorabile.Cinema come puro documento d’analisi storica.
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La necessità di un racconto (Giacomo Freri, 02/12/04) Realizzato due anni fa, viene ora distribuito questo stupendo documentario di Jonathan Demme sulla vita di Jean Dominique. Una biografia asciutta, anti-sensazionalistica e anti-retorica di un uomo straordinario che ha dedicato la sua intera vita alla difesa della libertà di espressione e dei diritti umani nella sua patria martoriata: Haiti.
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Una famiglia americana (Michele Zanlari, 23/11/04) Grazie alla neutralità dello sguardo e al vasto materiale da cui attinge, l’opera prima di Andrew Jarecki è un documentario al limite dell’esperimento sociologico. La forza perturbante dei filmati amatoriali che propone, mostra ogni aspetto dei protagonisti, pur mantenendo un mistero inaccettabile.
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Documentario senza regole (Fabio Falzone, 08/11/04) September Tapes non è un documentario e nemmeno una fiction. Una docufiction allora? Nemmeno. Sarebbe presuntuoso provare a dargli una definizione precisa. Il film, nelle intenzioni, vuole essere un backstage sulla guerra in Afghanistan e sulla caccia a Bin Laden, una risposta al deficit d'informazione post 11 settembre. Un docu-drama sui generis, dove realtà e finzione s'intersecano.
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Imperialismo all'occidentale (Carlo Prevosti, 20/10/04) Un documentario dedicato a tutti coloro che detestano le multinazionali, dedicato a chi tiene una copia di No Logo sul comodino, a quelli che amano Micheal Moore ma ammettono che non sia completamente obiettivo, ma anche a quelli che non si pongono domande su quali siano le vere forze che controllano i mercati mondiali. Per ora.
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Much Moore (Carlo Prevosti, 09/07/04) Vero e proprio fenomeno economico, culturale e politico degli ultimi anni, il successo di Michael Moore non sembra accennare a diminuire. Dopo un premio Oscar, i record d’incassi stracciati con i suoi documentari e milioni di copie vendute con i suoi libri, il regista di Flint presenta ora Fahrenheit 9/11 che, trionfatore nell’ultima edizione del Festival di Cannes, si annuncia come un successo ancora maggiore dei precedenti. Come la polemica che sta già scatenando.
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Moore ai tempi di Reagan (Giacomo Freri, 20/06/04) Rivisto oggi, dopo il successo planetario di Bowling for Columbine (2002), Roger & me contiene già in sé l’inconfondibile stile documentaristico di Michael Moore, qui al suo esordio.
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Moore in bianco e nero (Fabia Abati e Claudia Triolo, 16/06/04) Michael Moore è l’uomo che mette il dito nella piaga. Per eccellenza.
Gli Stati Uniti sono il paese delle contraddizioni. Per eccellenza.
Gli Stati Uniti d’America sono avvolti in una patina dorata che li fa apparire all’estero come il paese dei sogni, ma quali incubi nasconde il paese più potente al mondo?
Pregi e difetti, certezze e dubbi sul documentarista premiato con la Palma d'oro a Cannes.
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Generi e modi del documentario (Carlo Prevosti, 16/06/04) Il tentativo di creare una catalogazione di generi del documentario non è altrettanto facile che nel caso del cinema narrativo. Come accade nel cinema di fiction, ogni film documentario possiede una sua forma specifica legata principalmente alla personalità artistica dell’autore...
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Non solo samba! (Fabia Abati, 11/05/04) Quante musiche esistono in Brasile? Probabilmente tante da non poterle contare. Dopo aver visto Moro no Brasil potremmo rispondere però ad altre domande: quando si fa musica in Brasile? Sempre! E dove? In qualsiasi luogo!
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Roma come non l’avete mai vista (Osvaldo Contenti *, 28/10/03) Il film è un omaggio alla città di Roma raccontata, attraverso un mosaico di immagini, personaggi e storie, come è oggi e come non era dieci anni fa: dal lavoro alla famiglia, dai dialetti all’abbigliamento, dalla cucina al tempo libero. Il film, girato in digitale, arriverà nelle sale il 31 ottobre.
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Radici (Guglielmo Maggioni, 23/10/03) Dopo il primo episodio di Wenders, presentato all’ultima edizione del festival di Cannes, nelle nostre sale a Maggio, ora è la volta del grande Martin, ideatore e produttore di tutto il progetto. Direttamente da Venezia, presentato con altri tre episodi, ecco: “Feel Like Going Home”, non un omaggio appassionato come in Wenders, ma un viaggio guidato ( da Corey Harris, grande bluesman contemporaneo) a riscoprire la nascita del genere nel delta del Mississippi di settant’anni fa, arrivando alle radici di questa musica. Che affondano in un altro continente, in una cultura molto più antica.
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Il Blues visto dalla luna (Guglielmo Maggioni, 20/06/03) Presentato in anteprima a Cannes ecco il primo film (dei sette previsti) del progetto The Blues ideato e prodotto da Martin Scorsese per celebrare, attraverso sette registi diversi, la madre di tutta la musica Usa.Wenders qui racconta tre storie, tre vite, tre artisti attraverso trent'anni della storia americana. Dichiarando per l'ennesima volta quanto ama e quanto deve alla cultura di questo paese. Con la solita classe.
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Cose del nostro mondo (Mariella Minna, 14/04/03) "Un film bellissimo. Che ti fa sentire l’inferno addosso. Che ti racconta che la vita è cosa dura, impietosa. E noi che stiamo qua attaccati ai nostri tinelli forse non lo sappiamo mica bene, anche se facciamo finta di saperlo. E anche se guardiamo sempre la televisione. Un film così, beh, è un’altra cosa." Giovanni Bogani
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Un diario di immagini (Fabia Abati, 28/02/03) Presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2002, Essere e avere ha conquistato in Francia due milioni di persone. Complici un paesaggio nevoso degno di Heidi, le tenere e buffe esperienze dei bambini, l’autorevole figura del maestro, elementi che conferiscono al film un’aura di freschezza naif. Ma forse potrebbe anche essere irritante…
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Il regno sopra le nostre teste (Giacomo Freri, 21/12/02) Dall’autore di “Microsmos” un altro documentario sul mondo della natura: immagini straordinarie, musica e poche parole. Un lavoro durato quattro anni che ci proietta in un viaggio affascinante a fianco del popolo del cielo, dall’Antartide al Sahara.
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Un lampo di felicità in un palloncino rosso (Raffaele Elia, 31/10/02) Il documentario italiano presentato come "Evento speciale" alla 59esima mostra di Venezia commuove e informa ma soprattutto ottiene ottimi risultati di critica e in cifre: venticinque milioni di tonnellate tra viveri, medicine e vestiario distribuiti, insieme a tanti sorrisi. Cosí, la dove non é arrivata la diplomazia ufficiale é arrivata la "diplomazia nasale", dei nasi rossi dei Clown di Adams, che ancora piú dimostra che sapere ridere non solo é terapeutico, ma disinquinante.
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Quando il cinema non è fiction (Alberto Brumana, 31/10/02) Michael Moore analizza l’uso delle armi da fuoco negli Stati Uniti, e finisce per puntare l’indice contro i media e il giornalismo. Un’opera necessaria che mostra come la nazione più importante del mondo abbia imboccato la strada per la (auto)distruzione.
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Caleidoscopio della nuova guerra (Alberto Soragni, 19/07/02) La Comencini monta le immagini di free-lance a Genova e documenta ogni scena, fino al conosciuto finale. Ci descrive così un caso ancora aperto, che dopo un anno ha già l’idea di infinito.
Come è possibile raccontare la morte di Carlo Giuliani in modo obbiettivo e comprensibile? Attraverso gli occhi di tutti, e le parole di una madre che lucidamente descrive minuto per minuto quel giorno a G8 di Genova.
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